Shantaram di Gregory David Roberts

Roberts Gregory D. - Shantaram

Roberts Gregory D. – Shantaram

Shantaram è un librone di quelli che a guardarli non puoi fare a meno di lanciare un’esclamazione di meraviglia, di paura quasi. Perché è grosso, alto, folto, pieno, imponente; d’altronde, sono oltre mille pagine. Perché una persona qualunque dovrebbe dunque pensare di dedicarsi alla lettura di un libro così corposo, che sembra voler esso stesso scoraggiare i suoi futuri lettori? Beh, penso che ognuno possa fornire la propria personale risposta a questa domanda. Per quanto mi riguarda, io ho intrapreso la lettura di questo “romanzo” spinta dai consigli di alcuni amici, che me ne hanno parlato in termini talmente tanto entusiastici che alla fine ho ceduto. E, col senno di poi, posso dire di non essermene assolutamente pentita.

Leggere Shantaram

Se dovessi descrivere questo libro in una sola parola, direi “viaggio”: leggere Shantaram equivale ad abbandonare le comodità e le sicurezze della vita che ci si è scelti, per recarsi nella vivace e imprevedibile città indiana di Bombay. Il lettore- viaggiatore che decide di imbarcarsi in una simile avventura potrà contare su una guida d’eccezione: il protagonista- narratore del romanzo, un galeotto fuggito da una prigione australiana e pertanto ricercato dalla Polizia, che rimarrà fino alla fine un personaggio dal passato alquanto misterioso. Tuttavia, non conta sapere dei suoi trascorsi: la parte della sua vita che egli decide di narrare sono le sue avventure indiane, le sue peripezie nella città dei mille colori, dei mille odori, delle mille figure che intrecciano le loro vite sullo sfondo degli slum, paurosamente vicini alla “Bombay bene”. Con lui il lettore andrà a vivere tra le baracche della gente povera, tra il fango, i cani randagi resi aggressivi dalla fame, le morti inevitabili per malattie incurabili, in una realtà che in un primo momento appare come lontanissima, ma nella quale lui riesce a catapultarsi e a catapultarci con un’intensità tale da sentirne la mancanza, nella seconda parte del libro che si svolge altrove.

Un lungo viaggio

Il viaggio prevede anche una sosta in un piccolo villaggio molto distante da Bombay, il luogo d’origine del dolce Prabu, il migliore amico del protagonista: un piccolo pezzetto di mondo dove la gente dorme sulle stuoie all’aperto, beve il latte di bufala per colazione, si diverte scommettendo sulla portata che il fiume assumerà nei giorni del monsone, della piena. E infine, nella seconda parte del libro, il lettore sarà portato a combattere con il protagonista nella guerra afghana, e attraverserà con lui a cavallo le zone più impervie, monti, poi valli, tutto sotto una spessa coltre di neve e sotto il fuoco nemico. In questo contesto così ben tratteggiato, ma anche così tanto variegato, la trama vera e propria del romanzo rischia di perdere, a mio parere, di intensità. Si tratta di un intreccio ben costruito, molti personaggi, forse troppi nomi da ricordare, ma tutti più o meno vicini al protagonista, e ognuno con un ruolo specifico all’interno della storia. Ovviamente, non sarebbe una storia autobiografica se non parlasse neanche un po’ d’amore,  e infatti il protagonista decide di raccontarci anche della passione che lo lega a Karla, una donna ambigua che resta sullo sfondo di tutto il romanzo. Però non posso negare che ciò che mi spingeva a continuare la mia lettura non era affatto la trama, la curiosità di sapere come finiva il libro. No. Io ero ansiosa di proseguire il mio viaggio, di sapere dove mi avrebbe portata il prossimo capitolo, quali luoghi meravigliosi del mondo avrei conosciuto. E devo dire che da questo punto di vista la seconda parte risulta forse un pelino più noiosa della prima, ma la lettura procede comunque senza intoppi e la fine del libro, per quanto paradossale possa sembrare ciò che sto per dire, sembra che arrivi troppo presto. Un’ultima cosa: in alcuni punti il libro potrebbe risultare un po’ pesante. Lo scrittore decide di non risparmiarci proprio nulla, per cui siamo messi a conoscenza anche delle atroci torture che egli subisce nelle prigioni in cui si è trovato o si viene a trovare. Ecco, devo ammettere che questi passaggi li ho saltati a piè pari. Anche perché mi facevano arrabbiare: sembravano scritti lì apposta per disgustare il lettore, quasi a voler rovinare tutta la bellezza di cui si era riempito gli occhi e la mente fino a quel momento! Comunque si tratta di scene facilmente eliminabili, che non lasciano il segno. Avrei da scrivere ancora mille cose, se volessi elencare tutti i particolari che rendono questo libro straordinario. Ma preferisco lasciarvi nella vostra curiosità, così che anche voi possiate estrapolare da questo libro la vostra personale lezione di vita. Buona lettura!

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Il libro di Roberts Gregory D è online

Shantaram di Gregory David Roberts pubblicato da Neri Pozza è in libreria. Scoprilo su ibs.it, disponibile anche in e-Book.  

Autore: Caterina Geraci

Leggo da sempre, leggo dovunque, leggo perché ritengo che vivere una sola vita sia tremendamente noioso. Soprattutto se quella vita la vivi in un paesino in provincia di Palermo. Per fortuna viaggio tanto, e non solo con la mente. Ah, dimenticavo: sono molto poco brava a descrivermi in poche righe; ma questo si era capito, no?

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2 Commenti

  1. Ottima recensione! Lo comprerò! Ho proprio bisogno di una “vacanza mentale” in posti che forse mai visiterò…

  2. L’ho appena finito di leggere…è un libro che,a guardarlo,ci pensi veramente due volte prima di comprarlo,ma appena apri le prime pagine e cominci a leggerlo ti trascina dentro il romanzo.
    Pur non avendola mai visitata ti senti comunque parte dell’India,ne puoi sentire gli odori,amminarne i colori a volte sembra persino di sentirne le voci…
    Ne consiglio vivamente la lettura.

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