Il turismo a Venezia e nel Veneto. Problema o risorsa? | Intervista Il turismo a Venezia e nel Veneto. Problema o risorsa? | Intervista

Il turismo a Venezia e nel Veneto. Problema o risorsa? | Intervista all’autore Giannandrea Mencini

Giannandrea Mencini

Giannandrea Mencini

Dopo la recensione del suo primo romanzo, Venezia. La mia generazione, torniamo a scambiare quattro chiacchiere con Giannandrea Mencini. Questa volta, però, ci concentreremo sul suo ultimo saggio, Il turismo a Venezia e nel Veneto. Problema o risorsa?, inerente a Venezia e alla sua delicata situazione turistica.

Il turismo a Venezia e nel Veneto. Problema o risorsa? (trovare qui la nostra recensione) è stato definito come uno sprono per le istituzioni a fare di più e meglio per la regione e per la città di Venezia. Qual è, secondo lei, il primo passo da compiere per turismo finalmente consapevole?

Servirebbe creare finalmente delle politiche turistiche atte alla regolamentazione e gestione dei flussi. Oggi il turismo che arriva nelle grandi città d’arte, Venezia compresa, è disordinato e non preparato a vivere in città particolari come, nel nostro caso, Venezia. Serve decentralizzare la massa di turismo che invade solo particolari zone della città intasandole e creando disagi anche sociali. Andrebbe il turismo responsabilizzato e informato della delicatezza del luogo, del patrimonio universale che visita e andrebbe informato anche dell’esistenza di aree diverse, come la laguna d Venezia e le sue isole minori, che rappresentano ancora il vero spirito della città e della sua millenaria storia.

All’interno de Il turismo a Venezia e nel Veneto. Problema o risorsa? Si parla anche e soprattutto di Venezia e della disneylandizzazione. Da veneziano, cosa vorrebbe per la sua città, cosa auspica per il futuro?

Vorrei una città abitata!! Dove i turisti possono incontrare ancora i veneziani, vedere i bambini giocare nei campi e nelle piazze e quindi comprendere cosa vuol dire vivere a Venezia… forse sarebbero così più attenti nell’usufruire di questo straordinario bene. Per il futuro non vorrei una città in svendita o “cartolina” o ricca di “luoghi comuni” ma una città che vive anche, ma non solo, di Turismo e che gestisce lo stesso con capacità nella consapevolezza che è una risorsa economica importante ma che va gestita bene e con intelligenza.

A quale modello dovrebbe ispirarsi la regione Veneto e l’Italia tutta per puntare sul turismo come risorsa economica trainante?

Non vedo modelli particolari, forse l’Alto Adige ha una cura del Turismo particolare e riesce a trasmettere ai visitatori e vacanzieri l’amore che la stessa popolazione ha nei confronti delle sue terre. Spesso ti trasmettono queste emozioni.

LEGGI ANCHE:  Intervista a Roberto Venturini - L'anno che a Roma fu due volte Natale

Circa dieci anni fa, veniva inaugurata all’università Ca’ Foscari di Venezia il primo corso di studi in Scienze del turismo, unico in Italia assieme a quello proposto dalla Federico II di Napoli. All’epoca, si parlò con toni entusiastici di questa formazione di nuovi manager del turismo con duplici competenze, sia culturali che economiche, ma il tutto si risolse in una bolla di sapone e addirittura qualche ministro definì questi corsi di laurea inutili. Ma il turismo non ha bisogno di figure preparate in tal senso?

Assolutamente si, ne ha bisogno eccome!!! Nelle grandi città d’arte come Venezia servono persone con una capacità di gestione di questo fenomeno e in grado di costruire una sorta di “Piano Industriale del Turismo” per , come diciamo e scriviamo nel libro, renderlo una risorsa per tutti, non solo per quelle categorie che vivono di turismo, e aiutare la città a vivere e a tutelare i suoi beni culturali e ambientali che sono la meta principale dei turisti stessi.

Il turismo a Venezia e nel Veneto. Problema o risorsa? (su Ibs.it a 10,20 euro) è uno dei numerosi saggi che lei ha pubblicato e che ha come tema Venezia e le problematiche legate al turismo di massa. Nel 2012, sempre con Supernova Edizioni, ha pubblicato il suo primo romanzo, un esordio in narrativa che però immancabilmente vede sempre la Laguna come sfondo della storia. Come definirebbe il suo rapporto con Venezia?

Il romanzo, che sta andando molto bene e ne sono contento, è una sorta di dichiarazione d’amore verso la mia città e la sua laguna. Da tanti anni sono impegnato, non solo con la scrittura, ma anche con la mia militanza in associazioni ambientaliste e a livello istituzionale, per la salvaguardia della città. Ho dedicato a tutto ciò anni della mia vita e molto tempo libero: penso che questo dica molto in merito a quanto sono legato a questa città bellissima ma pure ricca di contraddizioni.

Progetti per il futuro?

Un probabile lavoro collettivo con altri scrittori veneziani e mestrini e altri progetti editoriali che vedono Venezia e le sue genti protagoniste. Spero comunque di trovare pure il tempo per scrivere un secondo romanzo. La trama l’ho trovata… il tempo e soprattutto la tranquillità per scrivere ancora no.

Autore: Laura Landi

Sono ­ per ammissione estrema ­ lettrice compulsiva, anche se molto molto esigente. Andare in libreria mi fa sentire come Alice nel paese delle meraviglie. Il mio amore letterario segreto? Gabriel García Márquez.

Condividi Questo Post Su

Invia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *