“Appiopatece un panettone”. Buoni e saggi consigli per i regali di Natale.

Le città si vestono di luci colorate, le caldarroste ci fanno compagnia nelle gelide sere autunnali, le stradine pullulano di gente e le vetrine dei negozi sono addobbate a festa. Squillino le trombe, rullino i tamburi: anche quest’anno, gente, il Natale è arrivato. Per la gioia di cinici e non, i quindici giorni più lunghi dell’anno sono alle porte. Per cui, tirate a lucido i vostri borselli, spolverare le vostre meningi e ingegnatevi come ogni anno (si fa per dire) per accontentare amici e parenti con, ehm, s…plendidi regali. Tirate un respiro di sollievo e prendete appunti, perché qualche spassionato, cinico e semplice consiglio, questa volta, arriva a gran voce dai lettori incalliti.

Noi lettori incalliti, riuniti in data 4 dicembre, presso tutti i circoli letterari di codesto Paese, di nostra iniziativa e con l’autorità che ci compete, deliberiamo quanto segue:

Dopo inutili tentativi di pacifici dialoghi e chiari avvertimenti, volti a far capire ai non lettori che i loro doni letterari formato A5 sono cosa poco gradita, noi Lettori Incalliti abbiamo deciso di costituirci in associazione e di provare a spiegare le ragioni dei nostri “No”.

Dopo le reiterate molestie subite dal Giulio, amante dei saggi e arcano cultore di Hermann Hesse, che lo scorso Natale si è visto recapitare un pacco bomba contenete un libro di Fabio Volo da una prozia di quarto grado. Dopo i tentativi di soprusi psicologici ricevuti da Sara, splendida 24enne, totalmente in fissa con la Beat Generation e  con la letteratura anglo-americana, che ricorda ancora quel 25 dicembre di 2 anni fa come se fosse ieri, allorquando tra un torrone e un pandoro, si è vista assalita dall’ultimo libro di Bruno Vespa, donato dal suo adorato cuginetto. Dopo gli shock subiti da Emma, professoressa in carriera disperatamente single e amante dei gialli, che paga ancora le conseguenze per avere ricevuto in dono un romanzo formato Moccia, Noi Lettori Incalliti dichiariamo una guerra pacifica, ma selvaggia, a chi anche per questo Natale ha deciso di porre fine alle nostre fantasie letterarie. Intendiamo ricordare a chi decide di barcamenarsi in simile impresa, mettendo piede forse per la prima volta in ciò che noi comuni mortali amanti della letteratura chiamiamo libreria,  che un libro è sacro. Conoscere i gusti della vittima non concede autorizzazione alcuna per commettere un simile gesto offensivo e oltraggioso. E, infine, in coro desideriamo aggiungere all’atto un’ultima, ma preziosa, postilla che consideriamo possa racchiudere la soluzione ai vostri rompicapo natalizi: “Ahò, appiopatece un panettoneeeeeeeee, semo tutti più contenti. E Bone Feste!”

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Autore: Giusy Casciaro

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