Recensione di Lolita di Nabokov: l’elegante scandalo della pedofilia

recensione di Lolita di Nabokov

Recensione di Lolita di Nabokov

Era Lo, semplicemente Lo, ritta sul suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita”. Ha dato vita a una espressione linguistica, ispirato trasposizioni cinematografiche e scolpito nell’immaginario contemporaneo una nuova peculiare accezione di pedofilia e incesto. Sono solo alcuni dei tratti che distinguono Lolita di Vladimir Vladimirovič Nabokov, edito da Adelphi e disponibile su Bol.it a soli € 9,35. Ma come nasce un capolavoro e quale la via che lo ha consacrato al successo mondiale? Leggi la nostra recensione di Lolita di Nabokov.

La guardai. La guardai. Ed ebbi la consapevolezza, chiara come quella di dover morire, di amarla più di qualsiasi cosa avessi mai visto o potuto immaginare. Di lei restava soltanto l’eco di foglie morte della ninfetta che avevo conosciuto”. A parlare è l’annoiato professore di letteratura francese Humbert Humbert, protagonista del racconto, che s’imbatte, vivendo quasi un transfert, nella dodicenne Dolores Haze. La giovane, dipinta come spirito malizioso e sfrontato, riecheggia nelle memoria del professore come il ricordo del primo amore, Annabelle. Un momento legato all’adolescenza.

A dispetto dell’apparente (oggettiva?) impossibilità di un rapporto, Humbert si lascia dominare da una perduta forma di infatuazione. Ma come coltivare un legame impossibile per norme e consuetudini tracciate dalla società? Sposa la madre, solo per restare al fianco della figlia. Circostanze fortuite portano alla morte della signora Haze, preludio a un nomadismo che porterà la novella coppia in giro per gli Stati Uniti. La figura di Humbert si fa sempre più assilante, tanto da spingere Lolita, nella riconquista di una propria autonomia, durante una sosta in una nuova cittadina, a frequentare una scuola di teatro. Qui conosce il commediografo Quilty, vero compendio di libertà contrapposto a Humbert. Durante uno dei tanti vagabondaggi, Lolita si sente male e viene ricoverata in ospedale per malattia. Degenza che funge da comodo pretesto per la sua fuga. Sul resto non possiamo indulgere, perdereste parte del fascino della narrazione.

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Pedofilia, ambienti dalle sottili allusione incestuose, patologia come radice di un legame impossibile, un legame che non può sovvertire l’esito di un’esistenza irrecuperabile. La reazione del pubblico e delle case editrici difronte a questi temi si è soffermata, in un primo momento, sullo scandalo. Ma non aspettatevi facili volgarità. Lolita è un romanzo colto, dallo stile elegante, giocato su sfumate all’allusioni. E forse proprio per questo ancora più efficace nell’eccitazione della lettura.

Autore: Iacopo Bernardini

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