Io vincerò… alla faccia del mostro, diario di lotta e speranza di Loredana Abati Arrigoni

Loredana Abati Arrigoni“Fino a due ore fa non sapevo nulla, poi tu, con tanta disperazione negli occhi hai pronunciato la mia condanna: Linfoma non Hodgkin. È indescrivibile ciò che ho provato in quell’attimo: VUOTO. Si, è il termine giusto, vuoto nel cuore, nella mente, sensazione di irrealtà. Né dolore, né gioia. Mi sembrava di non avere più peso, fluttuavo nell’aria, vedevo me stessa dall’alto, io non ero più io”.

Loredana Abati Arrigoni inizia così il suo diario, datato “9 luglio 1988”, quando la terribile condanna come spada di Damocle pesa su di una giovane mamma e la sua vita, la serenità di una famiglia, la tranquillità di un’esistenza fatta di normale eppure vitale quotidiano. Io vincerò… alla faccia del mostro è il titolo di questo diario edito da Miremi Editore, un libro probabilmente scritto senza la consapevolezza che un giorno sarebbe diventato tale, ma che rappresentava per l’autrice una valvola di sfogo, un testamento di amore e di intenti di una donna colpita da un male infimo in giovane età.

Il libro racconta, giorno dopo giorno, le esperienze vissute dalla stessa autrice, fra delusioni e rabbia, sofferenza indicibile ed immancabili chemioterapie, ma su tutto la voglia di andare avanti nonostante tutto. La forza di volontà, di vita, trasuda da ogni pagina, sebbene non sempre gli eventi siano particolarmente positivi e l’animo umano divenga così tartassato dalla paura, dall’ansia, dall’incedere delle situazioni, per poi risalire di nuovo la china verso la speranza, la voglia inarrestabile di essere madre e moglie, ma soprattutto donna.

Ciò che traspare, infatti, da questo diario non è pietismo per sé stessi e per la propria condizione, ma è proprio la donna nuda e semplice, colei che nell’accezione più alta del termine vive e si nutre di vita, la propria vita, attaccata alla sua immagine di vanità e consapevolezza, di irrinunciabile decadenza e di rinnovato vigore, un comportamento che, a distanza di tempo, diviene un monito di forza e speranza per coloro che si trovano o si sono imbattuti nella medesima situazione, per puntare in alto verso la vita e non arrendersi mai.

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Sicuramente una caratteristica peculiare de Io vincerò… alla faccia del mostro è il fatto che, di tanto in tanto, vi siano stralci di poesie che rimandano all’unione ideale fra sentimento e lirica, legate a doppio filo da una passione comune fra la scrittrice e il marito, anch’egli amante della poesia e al quale, in ultimo battito, sarebbe stato destinato il diario. La poesia diventa quindi una sorta di balsamo delle emozioni, così potente ed importante che non può non essere parte della vita e trascritta in queste pagine, nonostante la mano della Abati Arrigoni, così come il resto del corpo, stenti a rispondere ad ogni più semplice comando, provocando dolore e frustrazione.

Otto mesi di discesa nell’inferno. Poi il mostro, come nel migliore dei finali a lieto fine, ritorna nella sua caverna e la corsa della vita riprende, più forte e più savia di prima.

Autore: Laura Landi

Sono ­ per ammissione estrema ­ lettrice compulsiva, anche se molto molto esigente. Andare in libreria mi fa sentire come Alice nel paese delle meraviglie. Il mio amore letterario segreto? Gabriel García Márquez.

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