Cecità; il capolavoro della letteratura contemporanea di José Saramago

Cecità, un romanzo di Josè SaramagoCecità è un romanzo di José Saramago(8.83€ da LaFeltrinelli.it), premio Nobel per la letteratura nel 1998, ed è ritenuto il capolavoro della sua carriera letteraria.

La storia narrata non si svolge in un luogo preciso, né ha un tempo preciso; la vicenda, infatti, potrebbe verificarsi in un momento qualsiasi e in un qualsiasi luogo. L’autore affronta il tema dell’egoismo e della cattiveria degli uomini, della fragilità dell’essere umano incapace di agire in favore del prossimo.

Saramago racconta di un’inspiegabile epidemia che colpisce gli esseri umani, causando loro la perdita della vista. Gli uomini, terrorizzati, hanno delle reazioni devastanti a livello psicologico; perciò diventano violenti e crudeli, creando un tale scompiglio da essere rinchiusi in manicomio. In questo luogo gli uomini maturano egoismo e indifferenza verso la sofferenza altrui e manifestano tanta violenza e orrore. Vivono in un tale stato di disperazione che li porta ad uno vero e proprio stato di degrado umano. La cecità ha, ormai, completamente cancellato in loro la pietà e l’amore per il prossimo. La dignità e il rispetto cedono il posto alla sopraffazione e alla prepotenza.

Nonostante tutto l’autore lascia intravedere uno spiraglio; tra tutti i suoi personaggi immaginari ormai ciechi, sia fisicamente che metaforicamente, c’è una sola donna che riesce a “vedere” e diviene una guida di speranza per la salvezza dell’essere umano.

Cecità è un romanzo dalla valenza universale; è una metafora della condizione umana, degli uomini che non hanno più la capacità, né la volontà, di capire il prossimo e di aiutare chi ne ha bisogno. L’umanità vive nel buio, conosce soltanto l’indifferenza, la crudeltà, la violenza, la cattiveria. Assistiamo ad una regressione della civiltà; Saramago invita il lettore a riflettere sul comportamento umano e sull’oscuro universo dell’irrazionalità con un linguaggio chiaro e semplice; la cecità che descrive deve intendersi come perdita della razionalità e della civiltà umana.

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L’uomo possiede la razionalità ma ne fa un cattivo uso; crede di vedere e capire, ma capisce e agisce in modo giusto molto poco.

Autore: Rosaria Andrisani

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