Ogni giorno, ogni ora. Romanzo d’esordio di una scrittrice croata, colpisce al cuore

Ogni giorno ogni ora, di Natasa Dragnic“Ogni giorno, ogni ora” (ed. Feltrinelli, 11,25€ su Feltrinelli.it), di Nataša Dragnić, è un bel libro, non si può affermare il contrario, anche se è di un genere che può non piacere a tutti.

Ma è un genere che racconta una storia universale, qualcosa che più o meno tutti abbiamo vissuto – magari non così presto come i protagonisti – e che ci hanno lasciato qualcosa dentro per tutta la vita. Episodi che per quanto siano accaduti così tanti anni fa, rimangono indelebili nella nostra memoria. Si tratta di quando eravamo piccoli e, maschi o femmine che siamo, abbiamo visto per la prima volta una persona di cui ci siamo istantaneamente innamorati.

Siamo a Makarska, in Croazia, una piccola cittadina sul mare, negli anni ’60. Luka, un bambino di cinque anni, un giorno vede entrare per la prima volta in classe una nuova compagna, che scoprirà chiamarsi Dora. Ma non solo non riesce a staccarle gli occhi di dosso fino a lacrimare, ma dopo qualche attimo sviene. Nel frattempo, Dora, mentre entra in classe, tra i vari compagni di banco vede questo ragazzino che la fissa, e subito pensa: E’ lui il mio principe azzurro.

Ecco dunque che comincia una relazione innocente come quella dei bambini, lui che dice – senza che lei lo sappia – di avere una fidanzata e lei che è con lui che starà sempre.

I due passano insieme ogni momento della vita, senza avere altri amori né amicizie, né altre cose da fare, sempre stando insieme fissando il mare su uno scoglio, parlando del più e del meno, dei loro sogni, e guardando le nuvole passare indovinando le forme di cose e animali.

Un giorno però la famiglia di Dora decide di trasferirsi in Francia, a Parigi, e i due si perdono di vista, pare per sempre. Finché in un giorno di settembre, 16 anni dopo, si rincontrano, pare in modo casuale, ma non sarà la prima e l’ultima volta.

Come la volta passata, quando aveva 5 anni, anche stavolta Luka sviene e viene rinsavito dalla compagna eterna, che non ha esitazioni a pensare e vederlo nuovamente come il suo ‘principe azzurro’. Questa volta però sono grandi, e tra loro inizia un’avventura non più innocente, ma completamente passionale che li fa vivere uno dei periodi più belli della loro vita.

In questi sedici anni Dora è diventata un’attrice professionista e Luka un abile e rinomato pittore, entrambi coltivando le passioni sin da piccoli. Ma ora Luka sembra non riuscire più a star dietro a questa realtà, e fugge di nuovo in Croazia, Paese d’origine, senza lasciare alcun recapito a Dora, che si dispera e non le rimane altra scelta che provare a raggiungerlo nella patria natìa. Ma nel frattempo qualcosa è cambiato.

Un romanzo che piace, forse, perché si ricollega ad una serie di ricordi che molti abbiamo. La scrittrice, Nataša Dragnić, è un’esordiente e come tale la scrittura non è sempre perfetta. Tuttavia la storia è avvolgente, e l’amore tra due persone che si incontrano, si innamorano, si lasciano e si rincontrano perde tutta la banalità in cui un autore può incappare.

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Come si può immaginare la storia non è del tutto originale, però la Dragnic fa in modo di trasportarci dentro rendendola universale, parte integrante di tutti quanti, pur nella sua semplicità.

Ogni giorno, ogni ora – qui il sito web ufficiale, con anche il booktrailer – è un libro piccolo, che è possibile leggere anche in due ore, e che inizia lento, forse troppo, ma che presto si velocizza nella narrazione cominciando a coinvolgerci anche per la  bellezza. E quando lo si chiude, non si sa se la fine è triste oppure felice, se è lieta oppure drammatica. Sta al lettore stesso decidere.

Il segreto del fascino di questo romanzo, che appena uscito e pur essendo il primo dell’autrice è stato subito pubblicato in 22 Paesi, sta proprio nell’evocare i ricordi più belli e condivisi da tutto il genere umano, che si riaffacciano solo quando figli o nipoti ci chiedono a riguardo.

Questo viene trasmesso attraverso una serie di piccoli flashback e ripetizioni di parole, che suggellano il loro sentimento di amore che, pur con il passare del tempo, non cambia mai.

Il posto, Makarska, è uno dei preferiti e meglio conosciuti dall’autrice, ed è per questo che lo ha ambientato qui, di fronte al mare della Dalmazia. In questo modo ci rende tutti i dettagli per trovarci lì a sognare con i ragazzini, nella pace e nell’innocenza dell’infanzia, in contrapposizione con la mondanità e la vita frenetica di una capitale come Parigi.

Anche se alla fine il ritorno alla terra natale, dove tutto è  cominciato, è necessario. Per capire, in fondo, che la felicità è dentro di ognuno e si può raggiungerla smettendo di fuggire da se stessi, coraggiosamente intraprendendo la strada che si sente propria, e scappare invece dalle sofferenze auto-inflitte e le facili rinunce. Una storia agrodolce che, forse, nel romanticismo che segue i contorni della vita reale, sa un po’ di Neruda. E seguendo il suo movimento, come un’onda che viene e si ritira continuamente. La felicità è seguire e immergersi in quell’onda.

Consigliato.

Autore: Alex Buaiscia

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