Intervista a Lucio Schiuma

Come si è avvicinato alla scrittura e quali sono le ragioni alla base delle sue scelte? Soprattutto, perchè Garrincha, eroe noto solo agli “esperti del settore”?

foto Lucio SchiumaVorrei precisare che non avevo nessuna ambizione di scrivere un romanzo, né ho mai coltivato alcuna velleità di diventare uno scrittore. Tuttavia, mentre stavo attraversando un periodo davvero buio, ho avvertito l’irrefrenabile bisogno di leggere (e quindi di vivere attraverso la lettura) un’entusiasmante storia di riscatto personale. Così mi sono detto: e se provassi a scrivere il libro che ho sempre desiderato di trovare in libreria? Un libro che parlasse di voglia di rivincita nei confronti degli agguati del fato avverso. Di volontà di riscatto contro tutto e contro tutti. Un libro che potesse infondere, sia al potenziale lettore che a me stesso, la grinta indispensabile per superare tutte le sfide che lastricano la strada che conduce alla realizzazione dei nostri sogni.

Un libro ricco di esempi stimolanti e di aneddoti corroboranti e che, soprattutto, invogliasse le persone a spingersi oltre i propri limiti e a impegnarsi a fondo per raggiungere i propri obiettivi. Un libro che fosse capace di instillare nel loro animo la forza necessaria per non arrendersi mai davanti a nessuna delle difficoltà che la vita ci pone davanti, per quanto ardue e insormontabili esse possano sembrare.

Garrincha costituisce una delle più incredibili dimostrazioni di quanto detto precedentemente: pur essendo nato in una famiglia poverissima ed essendo venuto al mondo con delle gravi malformazioni fisiche che, a detta dei dottori che lo visitarono durante l’infanzia, avrebbero dovuto impedirgli perfino di camminare correttamente, Garrincha dimostrò di avere il coraggio per elevarsi al di sopra di tutti i suoi problemi, nonché la forza per diventare uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi. E, addirittura, per vincere due campionati del Mondo e per trasformarsi nel campione più amato dall’intero popolo brasiliano.

Quanta nostalgia tra le righe di questo romanzo: le manca molto il calcio ascoltato dalle radioline e giocato nelle piazze?

Gli anni ‘80 sono davvero irripetibili, perché proprio in quel periodo si iniziava a respirare la prima libertà di essere e di fare. E’ stato un periodo felicissimo, in quanto contraddistinto da un clima estremamente positivo a tutti i livelli: economico, sociale, lavorativo, sportivo, ecc.. C’era una grande voglia di costruire e di arrivare, ma anche la possibilità di riuscire a realizzarsi per chiunque. Secondo me le persone dovrebbero riscoprire i valori che li caratterizzavano quei mitici anni ’80; valori che, purtroppo, non sono più di moda tra i ragazzi di oggi. Educazione, rispetto (del prossimo, della famiglia, degli insegnanti e delle istituzioni), amicizia disinteressata, amore sincero, buon rendimento scolastico, spirito di sacrificio, determinazione nell’inseguire i propri sogni, capacità di resistere ai disagi e alle sofferenze. Per quanto riguarda, poi, la parte prettamente nostalgica, la risposta è un deciso : quel calcio mi manca tantissimo. Mi manca perché era un calcio più sano, più genuino, più vero. E, soprattutto, poco contaminato dagli aspetti più deleteri del cosiddetto show business: presenzialismo a ogni costo, sponsorizzazione selvaggia, smania di protagonismo e indici di gradimento sembrano essere diventate, ahimé, le uniche cose importanti e imperanti in tutti i campi della società contemporanea: dalla politica, allo sport, passando per i programmi televisivi fino ad arrivare, addirittura, ai rapporti interpersonali (vedi il fenomeno facebook).

Garrincha, Carlos e Marco, ognuno a modo proprio simbolo di rivalsa, nei confronti del pregiudizio e della vita stessa. Vuole raccontarci meglio cosa rappresentano per lei questi personaggi?

Tutti e tre rappresentano la capacità di trascendere le difficoltà che il destino ci riserva e di inseguire caparbiamente i nostri sogni; e, soprattutto, di realizzarli continuando a preservare dentro il proprio cuore i nobili ideali che dovrebbero caratterizzare ogni uomo che voglia essere degno di tale definizione. Senza farsi trascinare, cioè, nelle sabbie mobili del rancore verso le persone che ci hanno fatto del male o che ci hanno tradito; e senza farsi dominare dalla rabbia nei confronti delle ingiustizie con cui siamo costretti a scontrarci nella vita di tutti i giorni. La figura di Carlos, tuttavia, rappresenta anche il mentore di Marco: l’esempio da prendere a modello di riferimento, la roccia a cui aggrapparsi nei momenti bui, la fonte di ispirazione che ci spinge a tirare fuori il meglio di noi stessi. La persona buona, saggia e dispensatrice di validi consigli che tutti vorremo incontrare nel corso della nostra esistenza. Il motivatore (quello che oggi viene denominato life coach) che riesce a farti superare tutte le tue convinzioni autolimitanti e che ti sprona a impegnarti con tutte le tue forze e con tutto il tuo cuore per raggiungere i traguardi che ti sei prefissato. E che io stesso, per primo, avrei voluto avere accanto e me durante i travagliati anni della mia adolescenza; anche se, giocoforza, ho dovuto accontentarmi della mia fantasia e della mia tenacia.

Particolare anche la tecnica mnemonica con cui Carlos conquista nuovamente Marco allo studio; quanto è effettivamente applicabile questo metodo di studio?

Secondo me è applicabile al cento per cento. Del resto, la quantità e complessità di dati da ritenere è la stessa, sia se si vuole memorizzare un dato attinente alle materie scolastiche, sia se si vuole memorizzare un’informazione afferente al mondo del calcio. Provi a rifletterci un attimo: che differenza intercorre tra ricordare un dato calcistico piuttosto che un dato scolastico? Praticamente nessuna! I bit di memoria necessari alla memorizzazione del dato sono assolutamente gli stessi. Sa, durante la mia vita mi è più volte capitato di ascoltare un genitore o un insegnante che rimproverava il malcapitato bambino o adolescente di turno con la seguente frase: se tu conoscessi le materie scolastiche come conosci tutto quello che riguarda il calcio, sono sicuro che a scuola saresti un genio. Così, nel corso degli anni, mi sono sempre chiesto se fosse possibile riuscire a coniugare le due cose: la scuola con il calcio. Ovvero lo studio con il divertimento. La conoscenza con la passione. Così è nata l’idea di trasformare il calcio in uno strumento per l’apprendimento: praticamente il sogno di tutti i ragazzi! In tal modo, inoltre, si potrebbe dar vita a quel connubio mondo dello sport-mondo della scuola da molti anni invocato dalle principali istituzioni che governano il calcio moderno (vedi Fifa, Uefa, Lega, Figc) e far acquistare al calcio la tanto auspicata funzione educativa; che, in questo caso specifico, diventerebbe anche una vera e propria funzione istruttiva.

Ha dei progetti nel cassetto?

Il mio sogno nel cassetto è quello di instaurare una collaborazione con una Onlus che opera a livello internazionale, magari riuscendo a coinvolgendo un campione dello sport e un esempio comportamentale come il capitano dell’Inter, l’impareggiabile Javier Zanetti. Più esattamente, pubblicare il mio secondo libro intitolato Impara le Materie Scolastiche grazie ai Grandi Campioni del calcio mondiale (per il quale dovremmo essere ormai in dirittura di arrivo) e diffondere in tutto il mondo le tecniche mnemoniche che ho inventato. E, soprattutto, donare i relativi proventi per realizzare opere umanitarie e di sostegno sociale a favore dei ragazzi meno fortunati, al fine di offrire anche a loro la possibilità di sfruttare appieno le loro capacità. A tal proposito, proprio in questi giorni, il mio innovativo Metodo di Apprendimento è all’attenzione del Settore Giovanile e Scolastico del Centro Tecnico Federale di Coverciano: stiamo cercando di architettare una maniera elegante per renderlo fruibile a tutti i ragazzi tramite un progetto da presentare nelle scuole in collaborazione con la Nazionale Italiana di calcio.

Dove è possibile trovare il libro?

Sia sui principali siti per acquisti on line (Ibs: il più importante d’Italia; Bol: facente capo al colosso Mondatori; Feltrinelli; Libreria Universitaria; Webster e Deastore), che nelle maggiori librerie. Per quel che concerne il territorio in cui vivo, invece, consiglio di recarsi presso la Libreria Di Giulio di Matera.

Autore: Monica Pintozzi

Come controller, ho appreso che i numeri contano solo se li sai analizzare, come lettrice che le parole contano solo se le sai utilizzare. Maniaca del dettaglio, pretendo che il libro rispetti lettore e sintassi; ignoro volentieri testi pieni di parole e concessioni dal sapor di refuso. Il libro è regalo per me non per l’autore.

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