Una guerra segreta. Il SIM nel secondo conflitto mondiale

copj13aspEditore: Il Mulino

Autore: Giuseppe Conti

L’autore-docente di Storia militare presso la Sapienza di Roma-illustra la genesi del Sim sulla base delle informazioni tratte dagli Archivi dello SME,della Marina e della Aereonautica e naturalmente dall’Archivio Centrale e del Mae. Accanto a queste fonti di rilievo determinante,altrettanto fondamantale si rileva il saggio storico del Gen.Ame’ sulla dinamica del Sim durante la seconda guerra mondiale. La storia della intelligence militare italiana inizia con la fondazione dell’Ufficio I diretto dal Col.Saint-Eustache la cui segretezza era cosi’ elevata da suscitare un misto di paura e diffidenza presso gli ufficiali. Ma sara’ solo con il CSM Pollio che l’intelligence militare italiana iniziera’ ad avere gli strumenti per operare nei piu’ diversi teatri operativi in modo efficace nonostante sussistessero una evidente discrepanza tra fini e mezzi ,una carenza di fondi congiunta ad una scarsa capacita’ di raccolta di informazioni (la scarsa considerazione che nutri’ Cadorna nei confronti della reale efficacia della intelligence non contribui’ certamente a migliorare la capacita’ militare italiana).

Ad ogni modo,il rinnovamento della intelligence prosegui’ grazie al Cap. Sacco-direttore del Reparto crittografico-e del Col.Garruccio che contribui’ ad operare una rilevante distinzione tra informazione militare relativa alle truppe operanti e quella relativa ai teatri esteri. L’ attivita’ informativa italiana venne concentrata a Roma -e nelle sedi periferiche di Milano e Udine- e la nascita delle sezioni R e M consentira’ alla nostra intelligence di operare con relativa efficacia nel controspionaggio nonostante l’assenza di coordinamento ( sottolineato da Capello e Marchetti).Ma sara’ solo nel 1925 -ad opera del Col.Vigevano-che prendera’ forma ufficialmente il Sim al quale sara’ anche affidata -proprio grazie alla perspicacia geopolitica di Vigevano- l’area nordafricana e i cui quadri dirigenziali saranno coordinati da personale proveniente dall’Arma dei Carabinieri.

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Una trasformazione di eguale portata- allo scopo di conferire al Sim una maggiore penetrazione informativa ed offensiva- fu quella che prese forma con il direttore Roatta che pianifico’ la realizzazione di cinque sezioni, decise la polarizzazione della azione offensiva sulle aree geografiche franco-tedesche, jugoslave ed etiopi -riusciendo a tale scopo ad ottenere la triplicazione dei fondi-ed infine pose in essere i Servizi speciali finalizzati ad azioni di terrorismo. Se da un lato la ristrutturazione varata nel 1940 fece compiere un balzo indietro di notevole gravita’ alla nostra intelligence compromettendone l’unitarieta’ dell’azione a vantaggio di una proliferazione di agenzie di intelligence- quali il Sis,la Sia e il Csmss- ,dall’altro lato non e’ possibile misconoscere l’efficacia che ebbe la realizzazione della sezione “Propaganda truppe operanti”– l’attuale Guerra psicologica – composta in gran parte da giornalisti che diede risultati di rilievo soprattutto grazie all’impatto psicologico del cinema.

A parte la funesta parentesi rappresentata da Cavallero,il giugno del 1943 costituisce una data di grande importanza per il Sim dal momento che per volonta’ di Mussolini -il quale riusci’ in questa occasione a superare le proprie personali diffidenze- venne centralizzato sia il controspionaggio all’interno del Sim-togliendolo alle altre agenzie di intelligence-sia la decrittazione alla quale contribui’ in modo determinante il Col.Gamba. La riforma varata si dimostro’ ben presto realmente efficace tanto da suscitare rispetto presso l’alleato tedesco e ,in particolare,presso Canaris.

Complesivamente l’operato della nostra intelligence militare durante la seconda guerra mondiale fu contradditorio: nell’Africa settentrionale il nemico fu sopravvalutato,in Grecia le forze insufficienti, la scarsita’ dei mezzi,l’organizzazione logistica rudimentale e le valutazioni del nemico prefabbricate-stando alle valutazioni di Ame’-contribuirono al fallimento della nostra azione militare. Al contrario,in merito al modus operandi russo, la nostra intelligence militare fu in grado di comprendere chiaramente la pericolosita’ della intelligence bolscevica- determinata dalla accuratezza e sofisticazione sia del dispotivo di guerra psicologica messo in atto dai bolscevichi sia dalla sua organizzazione a compartimento stagno-come dimostrarono la presenza di numerose radio clandestine russe,la esistenza di operativi all’interno del Vaticano e il ruolo chiave rivestito da Conforto e Zangrandi a vantaggio della intelligence russa.

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Nonostante la capacita’ del nemico-inglese, francese e americano in particolare – di intercettare i nostri radiomessaggi ed in particolare quelli cifrati e nonostante la corruzione di non pochi gerarchi fascisti congiunta all’opera di tradimento da parte di non pochi ufficiali della Marina,il Sim fu in grado di arrestare agenti operativi inglesi sbarcati in Sicilia,di contrastare il Deuxieme Bureau-per esempio con l’arresto e la condanna a morte della agente D’oriano – , e di sorvegliare con grande scrupolo le sedi diplomatiche reclutando – dietro disposizione del Ten.Col.Bertacchi direttore del controspionaggio – agenti informativi grazie ai quali fu possibile smantellare il controspionaggio americano presso l’Ambasciata americana.

In ultima analisi,la valutazione complessiva che e’ possibile formulare non puo’ non tener conto da un lato del fatto che il nemico era spesso assai poco studiato-per esempio nella Scuola di guerra -, che il personale era esposto alle decisioni fluttuanti dell’esecutico e dei direttori-fluttuazioni che non consentivano ne’ una adeguata preparazione ne’ la possibilita’ di fare fruttare la professionalita’ acquisita – e dall’altro lato del fatto che in parte la nostra intelligence fu in grado di sopperire a queste manchevolezze grazie alla costante presenza dell’Arma e grazie alla efficacia dimostrata dal controspionaggio.

Gagliano Giuseppe

Autore: gagliano

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