Intervista a Silvano Adami, autore de "Gli Occhi di Hesperus - Il popolo dell'Universo" Intervista a Silvano Adami, autore de "Gli Occhi di Hesperus - Il popolo dell'Universo"

Intervista a Silvano Adami, autore de “Gli Occhi di Hesperus – Il popolo dell’Universo”

Silvano Adami Gli occhi di Hesperus

Silvano Adami è nato nel 1945 a Modigliana (FC); trasferitosi con la famiglia a Firenze nel 1949, qui ha seguito i suoi studi sino a diplomarsi come Perito Industriale; dopo qualche lavoro saltuario e sei anni in fabbrica, ha vinto il concorso come segretario giudiziario e ha lavorato presso il Tribunale di Firenze sino al 2005 quando è andato in pensione. In questa intervista ci parla del suo Gli Occhi di Hesperus – Il popolo dell’Universo.

Parliamo subito del tuo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Genere fantascienza. La terra è distrutta a causa di guerre e catastrofi naturali l’umanità sopravvissuta si rivolge allo spazio per creare un mondo nuovo dove non si parli più di guerra, discriminazione, odio e violenza. In questo sono aiutati e guidati da un misterioso antico popolo. Con l’aiuto di questo popolo nasce la nuova umanità che diviene col tempo il popolo dell’Universo.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Il mio amore per la scrittura è nato fin da bambino stimolato a leggere e scrivere da mia madre. La voglia di scrivere questo libro l’ho sempre avuta ma le varie vicissitudini della vita non mi hanno permesso di esaudire questo mio desiderio fino a che non sono andato in pensione, con il tempo libero ho dato sfogo alla mia fantasia e sono giunto a pubblicare questa mia prima opera.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

La trama del libro l’avevo in mente già da molto tempo, ma per metterla per iscritto ho impiegato circa due anni e mezzo. Ho iniziato a scrivere sul mio PC portatile prevalentemente sul tavolo di salotto e spesso passavo così quasi l’intera giornata quando mi prendeva l’ispirazione; a volte scrivevo poche righe e poi mi fermavo, altre volte interi capitoli, secondo come le idee si sviluppavano.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

A me è sempre piaciuta la fantascienza per cui l’autore a cui mi sento più vicino nel modo di scrivere e di pensare ritengo che sia Asimov; anche per il mio libro mi sono ispirato al suo modo di scrivere anche se non pretendo di potermi nemmeno confrontare con lui.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Io sceglierei una colonna sonora di musica classica per esempio qualche brano di Mozart; non ci vedrei male nemmeno l’inno alla gioia di Beethoven.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Nel libro ho cercato di valorizzare i principi fondamentali di una convivenza civile, ho cercato di dare risalto al ruolo fondamentale dei giovani, spero di essere riuscito a trasmettere questo messaggio.

QUI la presentazione dell’opera

Autore: Redazione

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