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450 km | Francesco Piccolo

450 km | Francesco Piccolo«Ancora non sapevo che, al contrario di quanto pensavo e della sicurezza di quel momento, il fondo che avrei conosciuto tempo dopo sarebbe stato ben peggiore di quanto avrei mai potuto immaginare in quel momento. Cosa è successo dopo? Come mi ha cambiato il Cammino? Chi sono diventato? Cosa mi è servito e cosa invece ho lasciato per Strada?»

Francesco Piccolo presenta l’opera 450 km (Bookabook), in cui racconta della sua intensa esperienza vissuta quando aveva venticinque anni. Egli ha deciso di compiere a piedi la distanza che c’era tra il suo paese in provincia di Napoli e Assisi; una scelta coraggiosa, arrivata come un fulmine a ciel sereno in un momento di profonda crisi: aveva appena lasciato la sua fidanzata storica ed era tormentato dai sensi di colpa. Incapace di venire a patti con tutti i sentimenti che lo agitavano, ha deciso di prendersi una pausa e di compiere da solo un cammino introspettivo. L’opera è quindi il resoconto dei lunghi mesi in cui si è preparato per la sua avventura sia dal punto di vista fisico, che mentale ed emotivo, del giorno in cui è partito tra mille dubbi e paure, e delle esperienze incredibili che ha vissuto camminando con i suoi tempi, un passo dopo l’altro.

L’autore si documenta molto prima di partire: sono importanti, per esempio, le informazioni che prende da un sito internet in cui si parla del Cammino di Santiago; egli riesce anche ad incontrare il curatore della pagina, che gli offre consigli preziosi e nozioni che non avrebbe mai appreso da solo. Perfino l’azione in apparenza più semplice, preparare lo zaino, diventa una sfida: Francesco passa tutto il tempo libero a farlo e rifarlo, perché non deve essere pesante ma deve contenere tutto l’indispensabile; lo zaino sarà il suo compagno fedele, e ne capirà l’importanza giorno dopo giorno. Francesco parte una mattina d‘agosto del 2004: la paura di non farcela è tanta e il terrore della solitudine è sempre dietro l’angolo; col passare dei giorni, però, egli si rende conto che la solitudine è un valore, perché ti permette di guardarti dentro e di affrontare finalmente i tuoi fantasmi.

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Il cammino, inoltre, lo mette di fronte a tutte le realtà e alle personalità possibili: Francesco incontra tanta generosità ma anche un po’ di diffidenza, sperimenta la condivisione e, per la prima volta nella sua giovane esistenza, si rende conto che non c’è vita se non si rivolge il proprio sguardo verso gli altri, e se non si cerca di comprenderli nel profondo.

Autore: Antonio Pagliuso

Vive a Lamezia Terme, città al centro della Calabria con vista sulle isole Eolie. Ama leggere, scrivere e viaggiare e reputa la lettura dei grandi classici della letteratura un traguardo cui ognuno di noi dovrebbe puntare. Oltre che su "Leggere libri" scrive anche su "Glicine rivista" "Vanilla magazine", è direttore artistico delle rassegne culturali "Al vaglio" e "Suicidi letterari" e autore dei romanzi "Gli occhi neri che non guardo più" e "L'arazzo algerino".

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