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We were Grunge | Alessandro Bruni

We were Grunge. In cammino con Chris Cornell, Kurt Cobain, Layne Staley, Eddie Vedder. Questo il titolo completo del lavoro di Alessandro Bruni incentrato sulla vita delle grandi icone della musica grunge.

We were Grunge | Alessandro BruniIl libro, edito da Persiani, è suddiviso in quattro capitoli che portano il nome di quattro icone Grunge:

Chris Cornell, frontman dei gruppi musicali Soundgarden e Audioslave, dipendente dai farmaci e da questi guidato al suicidio;

Kurt Cobain, celebre frontman del gruppo musicale Nirvana, assetato di vita, non quanto di scolpire il suo nome nella storia;

Layne Staley, frontman degli Alice in Chains e dei Mad Season, divorato dai suoi vizi e dalla sua solitudine che provava a combattere con massicce dosi di stupefacenti.

Tre nomi, accomunati dal tragico epilogo della vita, l’ultima strofa di un brano urlato, dal ritmo infernale e che improvvisamente si spegne, a cui si aggiunge Eddie Vedder, cantante del gruppo musicale grunge/alternative rock Pearl Jam, nonché una delle icone del movimento culturale grunge, unico sopravvissuto a quella epoca.

Attraverso un epistolario con Eddie Vedder, viene descritta una epoca, breve e folgorante, con le parole di un anonimo protagonista che decide di staccarsi dal suo mondo, dalle sue abitudini borghesi per ritrovare se stesso e scrivere il romanzo della sua vita. L’anonimo personaggio percorre un viaggio onirico e parla ai suoi idoli scomparsi:

Penso che il sogno sia finito e sono convinto di svegliarmi. Mi ritrovo nella stanza, sdraiato sul letto. C’è la luce di una fiamma vicino al muro di fronte, sono sparite le finestre e anche lo scrittoio. Ci sono due persone sedute vicine. Guardo meglio e credo di riconoscere Layne Staley e Jerry Cantrell, ancora loro.

Un lungo cammino nel bosco della musica grunge – un labirinto o un sentiero felice –, una amara riflessione sull’esistenza, sull’inevitabile abisso che conduce alla morte.

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Con We were Grunge, Alessandro Bruni dà voce a una storia di musica oggi annebbiata.

Autore: Antonio Pagliuso

Ometto di Lamezia Terme, città al centro della Calabria con vista sulle isole Eolie. Ama leggere, scrivere e viaggiare e reputa la lettura dei classici della letteratura un must a cui ognuno di noi dovrebbe volgere. Redattore di altri canali di recensioni e divulgazione culturale, è ideatore della rassegna "Suicidi letterari" e autore del giallo "Gli occhi neri che non guardo più".

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