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Intervista a Mariano Fontaine, autore de “Ultimo live a Bowling Green”

Ultimo live

Mariano Fontaine è il chitarrista fondatore degli Housebreaking, metal band laziale che ha inciso due album, “Out Of Your Brain” (2010) ed “Against All Odds” (2015).
Nel 2013 pubblica il suo primo romanzo: “Non siamo rockstar” che ottiene favorevoli riscontri dalla critica di settore.
Nel 2019 esce il secondo romanzo, “Ultimo live a Bowling Green” per Albatros Il filo.

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Il romanzo racconta le vicende dei Nationfire, una band ribelle e idealista, che muove i suoi primi passi da Bowling Green, classica cittadina dell’entroterra statunitense. Siamo a metà degli anni ’90, un periodo in cui era ancora viva la scintilla della contestazione sociale e del poter dire “Vivo come voglio”! Da questa trama si sviluppano poi delle vicende altamente drammatiche.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Nasce dalla passione profonda che ho per i fumetti. Sono un accanito consumatore seriale di comics, Bonelli su tutti, quindi prettamente di scuola italiana: dall’avventura classica al poliziesco per passare poi alla fantascienza e all’horror. Da questo status principale ho poi proseguito con la passione per i libri sul sociale, la politica e la musica.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

È stato un percorso durato tutto un lungo anno solare, nato molto naturalmente unendo i ricordi di musica vissuta sui palchi di tutta Italia con la mia ex band, alla pura fiction. L’atmosfera che puoi respirare sa di asfalto rovente, bus lerci, sesso, droga e note bollenti. Per finire poi in un decadente e lussurioso intreccio fatto di psicologia malata, suspense e thriller.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Il testo è crudo, le frasi sono secche, le vicende “malate”.
Direi quindi che il mio stile rimane ovviamente molto legato al mondo dei fumetti, c’è poco da fare. Una sorta di comic senza disegni, se mai fosse possibile una cosa del genere. Di certo gli autori che hanno poi ampliato la mia visione sono stati due grandi maestri: Lansdale e Don Winslow.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Un mio caro amico, artista anche lui, ha definito alla perfezione Ultimo live a Bowling Green: “È come ascoltare una canzone degli Alice in Chains, senza melodia”. Ecco, io a questa aggiungerei, senza dubbio, tutte le suite strumentali dei Metallica composte negli anni ’80.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Pochi giri di parole: Ultimo live a Bowling Green è una serie Netflix da leggere! Lasciati trasportare dalle vicende umane di una band di incazzati idealisti. Non te ne pentirai assolutamente.

Autore: redazione

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