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Intervista a Roberto Tacconi, autore de “Il suicidio di Europa”

il suicidio di Europa

Roberto Tacconi vive a Firenze. È sposato, ha due figlie. Dopo il periodo giovanile in cui si è dedicato a letture di ogni genere, mostrando ecletticità di interessi, ha svolto a lungo l’attività lavorativa di tecnico elettronico, per poi scoprire l’interesse nei confronti dell’attualità politica come strumento per le sue considerazioni di filosofia generale e generalista.

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Credo che, come genere, possa essere considerato un saggio politico filosofico: si tratta di apprezzamenti e considerazioni politico-filosofiche esternate dalla mitica Europa, richiamata in vita per l’occasione a dialogare con i suoi funzionari, sullo stato dell’unione europea e sulla prevalente questione dell’immigrazione.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

È nato come amore per la voglia di dire la mia, che poi si è trasformato anche in amore per la scrittura per aver condito molto la narrazione con battute ironiche, sarcastiche, canzonatorie e con riferimenti letterari e citazioni che rendono la narrazione piacevolmente scorrevole.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Diciamo 5 o 6 mesi. Aggiungevo un capitolo o un argomento volta volta che mi veniva in mente, dapprima con impegno moderato e poi sempre con maggiore impegno per arrivare alla conclusione, anche se la voglia di modificare o aggiungere argomenti c’è sempre.

Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Sinceramente non saprei, anche per la scarsa conoscenza che ho di autori di analogo genere. E poi io sono un principiante…

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Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

A giudicare dal titolo, che va riguardato come un suicidio imposto ad Europa dai suoi funzionari, quasi un assassinio, direi la “pantera rosa” ma gli argomenti si diversificano e il tema musicale non sempre sarebbe appropriato.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Con una esortazione a leggere il libro, con l’avvertenza e la sponsorizzazione, in tutta buona fede, che la lettura scorre piacevolmente in tono ironico e canzonatorio nei confronti delle prese di posizione ideologiche che caratterizzano questo tempo.

Autore: redazione

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