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Intervista a Silvio Valota, autore de “Cassiopea di sangue”

cassiopea di sangue

“Milano, 1949. Ex promotore finanziario e ancora adesso formatore su temi manageriali. Sempre accompagnato dalla pittura, da quasi 60 anni. E la bella musica. E i viaggi… Perché no?” si presenta così Silvio Valota che in questa intervista ci racconta il suo Cassiopea di sangue

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Praga, 1601. L’astronomo Tycho Brahe entra in coma durante una cena e subito si scatena la caccia ai suoi taccuini, ove ha annotato per 38 anni le sue osservazioni dei cieli. Chi riuscirà a prenderli potrà azzardare nuove visioni dell’universo, e magari farsi ricco. Keplero, il suo allievo diretto, nota manovre poco trasparenti da parte di personaggi di corte. Un giallo d’epoca. A sorpresa…

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Comunicare è tutto. Puoi incantare o creare steccati insormontabili. Puoi inventare in libertà e stimolare la fantasia dei lettori, perché è proprio vero che “da cosa nasce cosa”, e da una parola, da una virgola, da un sogno possono sgorgare nuove idee, nuove teorie, diverse strade nella vita. Comunicare è sempre, anche quando stai in silenzio e gli altri credono che tu stia dormendo.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Meno di un anno, lasciandomi conquistare dall’effetto “matrioska” (quelle bamboline che ne contengono altre). Affrontavo un argomento e poi, approfondendo, nuove strade si rivelavano, e poi altre, e altre ancora. Una scoperta dietro l’altra. Anzi: una sorpresa dietro l’altra. E poi immedesimarsi nel personaggio che sta vivendo i suoi ultimi giorni, entrare nei suoi pensieri, immaginare oltre.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Credo da un lato Verne, di cui ammiro la fantasia imprevedibile. Dall’altro Pasternak, per la contestualizzazione storica, la credibilità delle emozioni e dei sentimenti dei protagonisti, travolti dal fiume in piena delle vicende umane.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Certamente la sinfonia ‘Dal nuovo mondo’ di Dvorak. Delicatezza e impeti travolgenti, alternati a guisa di collana che accarezzano l’anima del lettore

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Se volete abbandonarvi alla mia storia, sarei felice se ne ricaverete nuovi stimoli e curiosità mai esplorate. Spesso viviamo a marce ridotte, ed è un peccato: la scoperta + entusiasmante è rendersi conto che le nostre possibilità sono infinite.

Autore: redazione

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