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Il silenzioso cadere delle foglie | Alessandro Baradel

La trama

Stati Uniti, ultimi decenni di un secolo segnato da due guerre mondiali e profondi cambiamenti. Jack, il protagonista di Il silenzioso cadere delle foglie dell’autore Alessandro Baradel, è un ragazzo che non ha mai conosciuto sua madre e che vive all’ombra dell’austera figura paterna: il prof. Robert J. Wozniack, un colto e raffinato accademico che, al figlio, nasconde un segreto riguardo la sua nascita. Copertina di Il silenzioso cadere delle foglie di Alessandro Baradel

Una vicenda drammatica trascina il giovane nell’abisso della sofferenza, un baratro di solitudine e disperazione. Ma è proprio in questo momento di profonda e angosciosa agonia che Jack, nella precarietà alienante della vita di strada, fa degli incontri che cambieranno per sempre la sua percezione del mondo e della vita in generale. Un incontro, in particolare, fatto la notte di Natale, dove sogno e realtà si confondono, lo porterà a riflettere sulla natura umana, sulle sue origini e la sua funzione nel cosmo aprendogli gli occhi ad una verità inaspettata.

Il romanzo oggetto della nostra presentazione si presenta come una creazione bizzarra, intrigante, ricca di riferimenti culturali e che offre interessanti spunti di riflessione. Riconducibile al filone drammatico, l’opera racchiude dei sottogeneri quali l’urban fantasy e il gothic, il tutto contornato da atmosfere velatamente erotiche, oltre che dalla condotta di vita, vagamente bohemien, di alcuni suoi personaggi.

Da quel sicuro rifugio che era la cucina, mentre trafficava con il bollitore, Jack chiese ad Elisabeth se desiderava qualcosa da bere. La sua voce era incerta e tremante. Lei gli rispose che avrebbe gradito un altro bicchiere di tè freddo. Lui replicò che lo avrebbe servito di lì a pochi minuti, il tempo di prepararlo e farlo raffreddare con il ghiaccio. Dopo una decina di minuti, in cui cercò di ritrovare, almeno in parte, la calma, Jack fece ritorno dalla cucina. Non appena varcata la soglia dello studio, ampio come un vero e proprio salotto, il vassoio con la caraffa di tè ghiacciato e i due bicchieri prese a vibrare ad un ritmo sempre più intenso. Sopra il morbido divano di velluto amaranto, stesa come una vestale in procinto di immolare la sua virtù più preziosa al suo Dio, giaceva l’eterea creatura in tutto il suo splendore. La musa aveva rivelato il suo corpo in tutta la sua nudità, solo un variopinto foulard le copriva le parti più intime. La bellezza del suo corpo era tale da potersi sollevare ad eccezione qualora un uomo, fulminato da una simile visione, fosse caduto nel più immorale dei vizi capitali, la lussuria, e posto al giudizio del tribunale dei dannati…

Le tematiche affrontate dall’autore sono davvero molteplici: dal tema dell’abbandono a quello della droga, dal difficile rapporto padre-figlio ai pregiudizi di natura sociali, dal complesso dibattito circa la funzione dell’uomo nel mondo a quello più pratico, seppur più tormentato, dell’amore.

Mi rendo conto, col senno di poi, di aver messo ‘molta carne al fuoco’ e, a seguito delle critiche ricevute, seppur in modo bonario, ho compreso che l’affrontare un tema alla volta, magari con maggiori approfondimenti, sarebbe stata la soluzione più opportuna e apprezzata dal lettore – ci confida Baradel – possiamo solo, confidando nella comprensione degli amici lettori, che questo mio ‘peccato veniale’ venga considerato come un errore di gioventù (letteraria), essendo questa la mia prima opera. Il motivo per cui ho voluto affrontare certe tematiche, senza mistificazioni a scopo di marketing, è semplicemente quello di voler sensibilizzare le persone ad una maggiore comprensione verso il prossimo ed abbattere quel muro di diffidenza che spesso ci divide”.

L’autore

Alessandro Baradel, classe ’74, è nato a San Donà di Piave, in provincia di Venezia. Ad un certo punto della sua vita, stanco e oppresso dalla routine, decide di abbandonare gli studi e il lavoro per trasferirsi nel Regno Unito alla ricerca di nuovi stimoli che soltanto il confronto costante con una realtà maggiormente cosmopolita gli avrebbe potuto offrire. 

A Londra ha l’opportunità di incontrarsi e confrontarsi con svariate persone provenienti da ogni angolo del pianeta: esperienza che lo cambierà profondamente.

Di formazione giuridica, opera nel settore del commercio da molti anni. Ma come ha origine in lui la grande passione per la scrittura? Ecco che ce lo racconta: “La mia passione per la scrittura è la naturale conseguenza di un altra mia grande ‘devozione’: la lettura. Ho sempre letto molti libri nella mia vita in quanto ritengo che nutrire la mente sia importante al pari del corpo, e chi ha un fisico sano può affrontare qualsiasi tipo di fatica. Chi legge poco, invece, a mio avviso cade in una sorta di ‘anoressia’ culturale che lo porta, seppur inconsapevolmente, ad isolarsi dal mondo reale e dalla vita. La lettura, come lo studio in generale, offre tutti quegli strumenti critici che rappresentano un valido strumento di difesa verso una società, come quella in cui viviamo, cinica e spietata. In sostanza, considero la lettura, a qualsiasi livello, qualcosa di imprescindibile e vitale per l’essere umano”.

Il silenzioso cadere delle foglie è il suo primo romanzo, nato dopo aver atteso a lungo prima di addentrarsi a pieno titolo e concretamente nel ‘mestiere di scrivere’. Il motivo dell’attesa è dovuto al fatto che Baradel non avesse ancora maturato una forte fiducia in se stesso e nelle proprie capacità. Pertanto, temendo di andare incontro a critiche, ha preferito restare in disparte, sino a quando a Londra ha conosciuto una ragazza italiana che più di tutti lo ha incoraggiato a scrivere e a non abbandonare mai il suo sogno legato alla scrittura. 

Ma, nello specifico, qual è stato l’input che ha portato alla stesura del romanzo in questione?L’idea mi è venuta dopo aver conosciuto, nel periodo londinese, un ragazzo americano (di Denver) con una tristissima storia alle spalle. Chris, questo il suo nome, è una delle persone più intelligenti e controverse che abbia mai conosciuto: si consideri non possedeva nessun apparecchio elettronico (cellulare, PC o tablet) – ci dice l’autore – egli viveva alla giornata, solo di lavori saltuari. Era un tipo molto particolare, tanto che un giorno, senza preavviso, sparì dalla circolazione, dieci giorni prima che gli scadesse il mese di affitto che aveva già pagato (era un coinquilino di un appartamento condiviso da quattro persone dove io stesso alloggiavo). Per inciso, la storia narrata nel mio romanzo è tratta molto liberamente dalla storia della sua vita. Nel mio libro, la componente così detta ‘di fantasia’ ricopre gran parte del testo”.

QUI la nostra intervista ad Alessandro Baradel.

Lo stile

In fatto di stile, l’autore di Il silenzioso cadere delle foglie preferisce non confrontarsi con altri autori, allo scopo di evitare paragoni che potrebbero risultare azzardati. Ovviamente, non mancano le ambizioni, tant’è che a Baradel piacerebbe molto somigliare, per stile e chiarezza di scrittura, al grande Indro Montanelli.

Importanti, a livello di ispirazione per la passione per la scrittura e, ancora prima, per la lettura, tre autori, a cui il creatore dell’opera in esame deve molto: Jules Verne, George Orwell e Aldous Huxley.

Lui stesso motiva così questo trio: “Il primo, a cui va tutta la mia gratitudine, è stato l’autore che mi ha fatto innamorare dei libri e della letteratura in generale. Il giro del mondo in 80 giorni è stato il primo libro extra-scolastico che ho letto da adolescente. Oltre allo stile scorrevole, che rende la lettura di questo noto autore un piacere, vi è tutta la magia della sua creatività e del suo genio. Grazie a Verne, ho avuto la fortuna di viaggiare e conoscere mondi nuovi dalla comodità del mio divano, fantastico! Da quella straordinaria esperienza, non ho più abbandonato il favoloso mondo dei libri. George Orwell, che dire? Non ci sono abbastanza aggettivi per qualificarlo: un genio, un visionario, un profeta, un autore illuminato con una straordinaria, e quanto mai lucida, capacità di leggere e interpretare il contesto storico contemporaneo, come si può evincere dai suoi romanzi. 1984 e La fattoria degli animali sono e rimarranno due pietre miliari della letteratura cosi detta ‘distopica’.Aldous Huxley è un altro autore dello stesso genere di Orwell, meno citato ma ugualmente capace. New brave world (il mondo nuovo) è il suo romanzo più famoso, che si accosta a quelli del più celebre Orwell, che ho letto con altrettanta curiosità e interesse”.

Oltre alle fonti d’ispirazione da ricercare nelle letture fatte, Alessandro Baradel ha ‘pescato’ anche dalla sua vita e dal quotidiano per la realizzazione del suo Il silenzioso cadere delle foglie? Poco, se non per quanto concerne il rapporto padre-figlio in cui, come spesso avviene nella realtà, il genitore cerca di guidare e dirigere la vita del protagonista a suo piacimento, secondo le proprie priorità, non considerando molto i desideri del figlio. 

Il libro, rivolto soprattutto ai melanconici e a quei lettori romantici e un po’ sognatori, è in grado di offrire anche un’ottima occasione di svago e riflessione a coloro che sono alla ricerca di un’avventura non scontata, dal finale tutto da scoprire.

Autore: redazione

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