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Cadenze d’inganno | Alessandro Sbrogiò

La trama

Sauro Parisi è un violoncellista di Parma, da poco separato dalla moglie e disoccupato. L’invito di Arthur Weller, direttore dell’Orchestra di Musica Antica di Venezia, a sostituire il collega Franco Ferrari in una tournée europea, lo coglie in un momento difficile della sua vita. Accetta senza troppo entusiasmo, ma incuriosito dall’opera strumentale che verrà eseguita: “La Creazione”, di Venanzio Storioni, genio sconosciuto della metà del seicento, scoperto recentemente da Weller stesso. Copertina Cadenze d'Inganno di Alessandro Sbrogiò

Sin dal suo arrivo a Venezia, Sauro s’immerge nell’atmosfera barocca della città lagunare, lasciandosi sedurre dal mistero artistico che circonda Venanzio Storioni, ma anche da quello più prosaico e preoccupante dell’improvvisa assenza del collega che è stato chiamato a sostituire.

Amica di Weller e affezionata sostenitrice dell’orchestra è la baronessa veneziana Ilaria Tancredi Santomaso, che ospiterà Sauro nel suo palazzo durante i giorni di prova.

Sauro ha anche modo di conoscere Lisa, una musicologa che gli racconta quel poco che sa in merito alla scoperta dello Storioni e qualche pettegolezzo sull’orchestra, di cui fanno parte anche i due figli gemelli di Weller: Cosimo, violinista costretto sulla sedia a rotelle, e Biagio, primo violoncello dell’orchestra, entrambi musicisti di grande talento.

Arrivati a Londra per il primo concerto, i componenti dell’orchestra vengono a sapere che il violoncello di Ferrari è stato ritrovato mentre andava alla deriva in laguna…

Questo costituisce soltanto l’inizio di una serie di intrighi e conseguenze misteriose che caratterizzano Cadenze d’inganno, il romanzo di Alessandro Sbrogiò.

Un’opera avvincente, istruttiva, anche divertente. Un giallo che si potrebbe definire ‘atipico’, dal momento che tratta una tematica musicale. Non mancano le vittime e le indagini della polizia in un caso che appare molto più complesso di quel che sembra in origine.

Tema centrale la musica con le sue svariate sfaccettature: spirituali ed emotive, ma anche legate alla fama e al successo. Un posto d’onore, all’interno della narrazione, lo meritano la vita in comune dell’orchestra, vero microcosmo della società, con le sue dinamiche, le sue gerarchie e i suoi personaggi, e lo strano legame che tiene in contatto antichità e moderne tecnologie.

Anche il titolo del romanzo in esame è strettamente legato al contesto musicale, dato che la cadenza d’inganno in musica è quella particolare procedura per cui, arrivati ad un certo punto, l’orecchio si aspetterebbe un momento di riposo, di stasi, invece il compositore prosegue in un’altra direzione. Sbrogiò ha cercato di fare esattamente questo, andando a seminare in vari punti le sue cadenze d’inganno, rinviando il piacere della soluzione per il lettore.

Cadenze d’inganno ha conquistato il Primo Premio al Concorso per scritti a Tema Musicale Lorenzo da Ponte, organizzato dalla casa editrice Diastema Studi e Ricerche. Presiedeva la giuria Antonia Arslan. Inoltre, il 13 ottobre prossimo riceverà una menzione al concorso Festival Giallo Garda.

L’autore

Alessandro Sbrogiò è nato a Catania nel 1963. A 21 anni si è trasferito nel Veneto, dove ha conseguito il diploma in contrabasso al Conservatorio di Venezia. É stato uno dei fondatori della Venice Baroque Orchestra, con cui ha inciso per Sony Americana e DDG e collaborato con nomi di primo piano nell’ambito della musica antica.

Messa da parte l’attività concertistica, si è occupato di progetti culturali e didattici nell’ambito della rete Doc. Contemporaneamente ha proseguito la sua attività di musicista dedicandosi alla composizione, con specifico interesse per il teatro, la danza e il cinema. Tra i fondatori di Magister Espresso Orchestra, con questa formazione ha registrato e prodotto un CD di sue composizioni: Banda Vaga, edizioni Freecom Music.

Da questo lavoro, sul brano “Towel Day” omaggio allo scrittore Douglas Adams, la regista Valeria Cozzarini ha realizzato un video clip premiato all’Expression Art Movie Film Festival di Los Angeles.  

Le musiche di Sbrogiò hanno spesso tratto ispirazione dal mondo della narrativa, non a caso, avendo egli stesso scritto alcuni romanzi, tra cui quello protagonista della nostra presentazione.

Ma come è nato l’amore per la scrittura nel nostro autore? Ce lo rivela lo stesso: “Più che un amore è un’esigenza. Amo la lettura, quella sì, immensamente. Con la scrittura ho un rapporto complicato: in realtà mi sento più musicista, ma la scrittura mi è stata alle calcagna dall’adolescenza. A volte fingo di dimenticarmene per un po’, poi ritorna prepotentemente. Come certe fidanzate che non escono mai dalla tua vita. E comunque, grazie alla scrittura, ho risparmiato un sacco di soldi di psicoterapeuta: al contrario della musica, che nella sua natura eterea non è analitica, nella scrittura devi chiamare le cose con il loro nome. Ti costringe a una analisi spietata, a uno sforzo di sincerità, a volte liberatorio, a volte doloroso, a volte divertente, ma sempre e comunque terapeutico”.

Anche Cadenze d’inganno ha consentito al suo creatore di esprimere al meglio quello che ha dentro e che sente la necessità di comunicare, rivolgendosi, proprio attraverso tale opera, agli amanti della musica classica e antica, ai frequentatori di sale da concerto e teatri, e un po’ a tutti coloro che, pur essendo neofiti rispetto alle tematiche portanti del testo, possano appassionarsi alla vicenda.

Come riportato nelle pagine d’introduzione il libro è dedicato a mia madre. Fu lei a spingermi alla lettura sin da piccolissimo – ci racconta Sbrogiò – il destino ha voluto che glielo abbia potuto regalare qualche giorno prima che ci lasciasse. Spero di essere riuscito a darle una delle ultime soddisfazioni”.

In cantiere, per il nostro autore, un altro thriller atipico, questa volta sul mondo del tango.

Lo stile

Ho sempre amato il complicato meccanismo del giallo: tutti gli elementi, per quanto inizialmente caotici, devono, ad un certo punto, andare al loro posto, pena la perdita di fiducia del lettore. Una bella sfida. Essendo all’epoca musicista a tempo pieno, mi piaceva l’idea di calare il mio quotidiano in un sistema di questo tipo. Inoltre, trovavo divertente dissacrare (e dunque umanizzare) il rutilante mondo del concertismo, mondo di cui appunto facevo parte” ci dice Alessandro Sbrogiò, facendo riferimento alla stesura del suo Cadenze d’inganno.

La scrittura dell’autore risulta essere ispirata a Woody Allen (‘Citarsi Addosso’, per esempio), ovvero appare leggera e sarcastica. Un ulteriore testo che ha ispirato non poco lo stile di Sbrogiò è La mia famiglia ed altri animali di Durrel, per la scorrevolezza della narrazione. Contemporaneamente, aleggia per tutto Cadenze d’inganno qualcosa di maledetto, rappresentato da un antico mistero che deve giungere a una soluzione, come in Nei Boschi Eterni di Fred Vargas.

Nella sua semplicità e contemporanea profondità aspirerei assomigliasse a La vita davanti a sé di Romain Gary. Se solo mi ci sono avvicinato ne sono felice – ci svela l’autore che, in merito alla componente autobiografica, aggiunge – ho sentito spesso dire che un bravo scrittore non dovrebbe essere autobiografico. Ahimè questa volta non ho seguito questa indicazione. Mi sono divertito però a spargere qualcosa di me in tutti i personaggi. L’ambientazione trattata è quella che frequentavo all’epoca e qualche caratterizzazione l’ho rubata a persone che ho conosciuto, ma nulla più. Mi ha molto ispirato avere a che fare, per il mio lavoro di musicista, con antiche partiture inedite provenienti dalle più svariate biblioteche del mondo. Spesso si trattava di fotocopie di partiture dell’epoca, dunque si suonava sulle note vergate dai copisti dell’epoca se non addirittura dal compositore stesso. Quei fogli si portavano dietro storie e misteri. Ad immaginare una possibile storia il passo è stato breve. E poi, ad ispirarmi ci ha pensato certamente l’organizzazione dell’orchestra: gerarchica ma meritocratica, che nel suo piccolo ricorda la società umana. Inoltre, mi piaceva dipanare la risoluzione di un caso artistico fra Venezia, Parigi, Londra e Wroclav, tutte città che ho avuto la fortuna di visitare più volte”.

 

Autore: redazione

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