Intervista a Mirna Milandri, autrice de "Tufara uno scrigno di sapori" Intervista a Mirna Milandri, autrice de "Tufara uno scrigno di sapori"

Intervista a Mirna Milandri, autrice de “Tufara uno scrigno di sapori”

Tufara

Mirna Milandri è una raccontastorie. A che serve inventare racconti se la realtà è più varia della fantasia? I suoi libri e suoi racconti sono un mix di Storia e storie, situazioni ed emozioni, speranze e desideri, leggende e realtà. IL SEGRETO DEL NOCCIOLO DI CILIEGIA – TERRA E FUOCO – EBE E LA STANZA SEGRETA gli altri titoli pubblicati con discreto successo. 

Parliamo subito del tuo ultimo libro Tufara uno scrigno di sapori. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Esiste un paese perduto in Molise. Ha una storia millenaria che rivive tutto l’anno, mescolando fra sacro e profano. A Tufara tutto questo è condito dal cibo rigorosamente di stagione proveniente dalla campagna attorno alla roccia ancestrale. Storie, tradizioni e ricette legate da storie, descritte direttamente da chi le cucina anche se emigrato dall’altra parte del mondo.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Ho cominciato a scrivere per fissare su carta la storia del bisnonno dei miei figli che era nativo di Tufara. Poi a Tufara mi hanno chiesto di scrivere un libro di ricette locali che sono legate alla tradizione, alla storia, alla natura, ai santi, al carnevale rispettando la stagionalità. Così con la gentile collaborazione di Lina Barrea è nato Tufara, uno scrigno di sapori.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Due anni sono serviti per raccogliere le ricette e foto provenienti da famiglie del posto ed emigrate in tutti i continenti. Un anno è servito per le ricerche storiche e strutturazione editoriale. Il computer è stato uno strumento essenziale così come il telefono per la presentazione avvenuta nel castello longobardo con annesso assaggio culinario per i turisti preparati dalle famiglie di Tufara.

LEGGI ANCHE:  Intervista a Roberto Addeo, autore de "La luna allo zoo"

Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Vorrei che il mio stile assomigliasse almeno un decimo a quello di Oriana Fallaci. In questo libro le storie e le tradizioni sono costruite come un reportage fra il giornalismo e il romanticismo.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

La tarantella, la fisarmonica.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Cercate un posto dove esiste da sempre il vivere secondo la filosofia della lentezza? Tufara. Cercate un posto dove trovare cordialità, simpatia, generosità, e cibo naturale? Tufara. Cercate un arcaico e teatrale carnevale antropomorfo? Tufara.

Autore: Redazione

Condividi Questo Post Su