Il Fiore della vita | Alfredo Francesco Caiazzo Il Fiore della vita | Alfredo Francesco Caiazzo

Il Fiore della vita | Alfredo Francesco Caiazzo

La trama

Uno scrittore, i suoi flashback. Poi Valentino, Iris e la presenza silenziosa di “qualcuno” che veglia continuamente sul loro cammino. Questo è il fulcro dell’opera di Alfredo Francesco Caiazzo dal titolo Il Fiore della vita, un diario-romanzo ricco di molteplici esperienze, nonché sprazzi di vita realmente vissuta e fatti di incontri tangibili e di felici intuizioni. Il Fiore della vita

Il diario assume le sembianze di una gabbia spazio-temporale, che va a legare inesorabilmente lo scrittore tra il momento presente ed un passato che rivive fervido nella sua mente, ma che non può più tornare. Il Fiore della vita si fonda su un imponente lavoro introspettivo, caratterizzato dal susseguirsi delle “visioni” che, permettendo di riassaporare ricordi, fanno sì che il protagonista possa crescere e trovare sempre nuovi spunti nella propria attualità.  

“A te che leggi, io mi rivolgo come uno specchio, a mostrarti la sostanza di ciò che sei, se lo desidererai, io sarò per te compagno di vita, sarò il tuo dono, finché lo vorrai, finché io ci sarò. Oggi, tu puoi cambiare la tua vita, non aspettare domani. Agisci.”

Il risultato è una storia verosimile in cui Iris e Valentino saranno al centro di un inaspettato percorso insieme, poiché il viaggio ed i suoi protagonisti costituiscono gli strumenti per disegnare qualcosa di ancora più grande.  

Ma cos’è il fiore della vita? Un’entità che può mutare nel tempo, è il bene che si cerca oppure quello che giunge inaspettato, proprio quando non ci si aspetta più niente.

Il romanzo di Caiazzo sviscera la grande necessità di superare le gabbie del proprio passato per poter vivere un presente libero e autentico, ma anche il tema relativo all’apertura alla vita e a Dio, quale elemento essenziale per un’esistenza che, anche nei momenti più bui, sia in grado di trovare la forza di andare oltre.

A chi si rivolte questo testo? Ce lo rivela lo stesso autore: “Quando ho iniziato la sua stesura avrei voluto rivolgermi ad un pubblico di lettori che spaziasse dai 18 ai 35 anni. Scrivendo, ho poi immaginato che, il lettore ideale, non dovesse essere tanto inquadrato in una fascia di età piuttosto che ad una specifica classe culturale, bensì dovesse possedere una certa sensibilità, in modo da poter cogliere, nella leggerezza della forma, risvolti ben più profondi”.

L’autore

Sono un ragazzo, anzi, sarebbe più corretto dire un uomo ormai, di trentacinque anni. Ho dedicato gran parte della mia vita nel fare prima ciò che dovevo e, tra questi doveri, includo soprattutto la maturità classica e la laurea in giurisprudenza, dopodiché ho cercato, con una certa costanza, di seguire i miei sogni, per lo più infranti – ci racconta l’autore de Il Fiore della vita È stato proprio l’amaro risveglio a farmi scoprire l’amore per la scrittura, un sentimento scaturito come modo per esorcizzare il mio passato e non arrendermi all’amarezza della cruda realtà, per osare nuovamente, dando forma ad alcuni pensieri, ricordi e speranze, un connubio imperfetto tra ciò che ero stato, quello che avrei voluto che fossi ed il desiderio di continuare ad andare incontro alla vita, senza subirla”.

L’opera protagonista della nostra presentazione, come evidenzia lo stesso Caiazzo, nasce come uno sfogo, dal momento che per l’autore non c’era assolutamente certezza circa la pubblicazione dell’elaborato

Era il gennaio 2017, un periodo davvero oscuro per me, in cui sembrava non passasse più nemmeno un raggio di sole in quella camera buia del mio presente, fatto di delusioni, fallimenti, problemi familiari ed una impossibilità oggettiva, per me, di potermi sollevare da quel cumulo di gioghi che pesavano sulle mie spalle – ci rivela – non mi restava che chiamare i miei fantasmi per nome ed affrontarli uno per uno. L’ho fatto e questo mi ha dato consapevolezza di essere ancora vivo, in grado di poter superare gli ostacoli reinventandomi, creando qualcosa di nuovo, dando forma ai miei pensieri. Ecco come nasce il mio libro, come un desiderio gridato per iscritto al mondo e a Dio, per condurmi fuori dalle mie prigioni mentali e materiali”.

Alfredo Francesco Caiazzo è nato a Battipaglia nel 1983. Ha vissuto per esigenze familiari, di studio e di lavoro, nelle città di Aurisina, Assisi, Perugia, Milano, Roma, Napoli, Torchiara e Foligno, trascorrendo brevi periodi negli Stati Uniti, Istanbul e Londra. Ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso la Statale di Milano. Attualmente vive a Foligno. Ha un altro libro in cantiere.

Lo stile

Lo stile di Alfredo Francesco Caiazzo risulta essere introspettivo, descrittivo, leggero, nonché caratterizzato da tratti avventurieri. Gli autori a lui particolarmente cari per capacità descrittiva e per stile sono Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Carlos Ruiz Zafon e Paulo Coelho. Per quanto concerne i nomi e le opere che maggiormente hanno ispirato la sua penna ci dice: “Più che le opere, vi dirò i nomi di tre autori che mi hanno profondamente colpito. Dovendone elencare soltanto tre, senza alcun dubbio devo menzionare Gabriele D’Annunzio per la sua maestria nelle minuziose descrizioni dei dettagli, Valerio Massimo Manfredi per le ambientazioni storiche e Carlos Ruiz Zafon per le trame. Non saprei però indicare uno o più libri celebri che potrebbero somigliare al mio. Certamente le opere di Paulo Coelho, come Il Cammino di Santiago e Sono come un fiume che scorre ricordano il mio libro sotto certi aspetti dell’analisi interiore”.

Lo stesso autore ha scelto la copertina del romanzo Il Fiore della vita. Si tratta di una foto scattata da lui al tramonto, che immortala il sole dietro il Tempio di Athena, esattamente nel periodo in cui scriveva il libro. Nello specifico, l’immagine dell’uomo che si incammina verso il sole, verso la luce, lasciandosi le rovine dietro di sé, simboleggia il senso dell’intera opera in esame. Senza dubbio tale scelta ha conferito maggiore autenticità alla copertina.

In merito alla scelta del titolo, Caiazzo afferma: “Il fiore della vita rappresenta quei doni preziosi che noi troviamo lungo il nostro cammino e, dunque, siamo chiamati a cogliere o che vorremmo incontrare e perciò iniziamo a ricercarli. Il fiore della vita può mutare nel tempo e nello spazio, è un pensiero benefico, una donna, un progetto di vita, un’occasione, la speranza di un futuro migliore che non inizia domani, bensì oggi. Il sottotitolo “il diario-romanzo”, invece, sta proprio a descrivere la modalità con cui si svolge e prende forma il racconto, prima sotto forma di diario, scivolando quasi naturalmente, ad un certo punto dell’opera, in un romanzo”.

Autore: redazione

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