Settanta Revisited | Carlo Crescitelli | RecensioniLibri.org Settanta Revisited | Carlo Crescitelli

Settanta Revisited | Carlo Crescitelli

La trama

SETTANTA REVISITED – guida sballata e verbosa per l’anziano rincattivito di questi anni millennovecentoduemili è un diario semiserio dei magici anni Settanta, sviluppato fra la grande dimensione pubblica degli eventi che all’epoca rivoluzionavano il mondo, ed il piccolo privato del suo autore, Carlo Crescitelli, al tempo bimbo prima, adolescente poi.  Settanta Revisited

Una cronaca che prende le mosse dall’autunno del 1968 –  mentre i carri armati sovietici facevano il loro triste ingresso a Praga, e l’autore il suo triste ingresso in primina – per concludersi a dicembre del 1980, con il tragico assassinio di John Lennon a New York. Vissuto emblematicamente quale lontana, drammatica eco della recente tragedia del terremoto in Irpinia, personalmente subita dall’autore appena un paio di settimane prima; in quanto entrambi segnali della fine di un mondo, dell’incombere di un futuro ignoto e tutto da scrivere.

Nel mezzo, tutte grandi e piccole gioie dell’epoca, nonché grandi e piccoli guai: la musica, lo sport, il cinema, gli ideali, le lotte, le rivolte.

SETTANTA REVISITED si presenta nella forma di diario che, anno per anno, dal 1968 al 1980, conduce il lettore in un viaggio indietro nel tempo, arricchito da citazioni di episodi di cronaca e costume, e da altre considerazioni fatte oggi ex post dall’autore.

– Bambini! Ascoltatemi bene… perché da oggi finisce l’evo contemporaneo… e inizia   l’era spaziale!

 Era questo che ci aveva portato, a noi piccoli, quell’autunno a scuola: un altro dei soliti proclami del maestro. Le piazze continuavano a infiammarsi, come e più dell’anno precedente, ma lui già non ci badava più; adesso era la galassia ad attrarlo, con le sue infinite lusinghe.

Potremmo circoscrivere al numero tre le tematiche centrali di questo saggio, ovvero lo sviluppo tecnologico, intenso come fattore che influenza i nostri comportamenti; il rapporto dell’uomo con la nostalgia; il nostro approccio al futuro.

A chi si rivolge e a chi è dedicato SETTANTA REVISITED? Ce lo svela Crescitelli: “E’ per chi c’era ed era giovane negli anni Settanta, vale a dire ai cinquantenni ed i sessantenni di oggi.  Proprio perché loro c’erano. Ma anche a qualche giovane di oggi più riflessivo e curioso. Lo dedico a tutti coloro che quegli anni, con tutto quello che hanno rappresentato e per certi versi rappresentano per noi ancora oggi, sembrano averli dimenticati”.

L’autore

Carlo Crescitelli, laurea in Scienze Politiche e Dottorato di Ricerca in Filosofia e Teoria Giuridica e Sociale, ha sempre frequentato gli ambiti professionali dell’impresa privata, occupandosi a lungo, tra gli anni Ottanta e Novanta, di sviluppo risorse umane e di comunicazione aziendale.

Ha successivamente condotto, a cavallo dei Duemila, un’attività commerciale di promozione e divulgazione di arte etnica. Oggi è attivamente impegnato nell’azione per la salvaguardia del patrimonio tradizionale della provincia in cui vive, l’Irpinia. I suoi principali interessi attuali sono rappresentati dall’analisi storica e antropologica e dalla scrittura per il cinema.

Il suo rapporto con la scrittura è stato nei decenni costante, anche in virtù delle diverse esperienze vissute. L’autore dell’opera protagonista della nostra presentazione però non ha avuto la medesima costanza con le pubblicazioni.

Settanta revisited - Pagina libro - Carlo Crescitelli

Ha esordito nel 1990 con il saggio storico-politico “La rivoluzione khomeinista iraniana – Linee di interpretazione” (Nuovo Meridionalismo Edizioni) ed in parallelo con il manuale di galateo manageriale per neolaureati “Egregio Dottore”, editato lo stesso anno da Firenze Libri sotto lo pseudonimo di Massimiliano Conte. Dopo l’esordio, ha avuto inizio una pausa dalla durata ventennale.  Infatti, solo nel 2010 (proseguendo nel 2011) Crescitelli è tornato a pubblicare i suoi scritti con la sequenza di quattro uscite in self publishing per IlMioLibro che comprende i due fortunati  diari di viaggio “L’antiviaggiatore” e  “Come farai a fuggire da te stesso… se lui continua a correrti dietro?!?”,  il thriller di fantapolitica “The Shadoor” e  il demenziale vademecum,  pubblicato ancora sotto le spoglie dell’alter ego Massimiliano Conte, “Delinquenti: terapia e prevenzione”.

Dopo cinque anni dalle suddette pubblicazioni, è tornato con SETTANTA REVISITED – guida sballata e verbosa per l’anziano rincattivito di questi anni millennovecentoduemili, avviando  la collaborazione con Il Terebinto Edizioni. 

QUI la nostra intervista all’autore.

Lo stile

“Tu forse non c’eri… io sì. E mi dispiace davvero per te, lo so che mi invidi… ma posso sempre raccontartelo, ed in qualche modo sarà come se ci fossi stato/a anche tu. Se poi invece c’eri, allora sai già di cosa parlo, diamine! Ed in tal caso, allora non c’è alcun bisogno di convincerti… vero?” E’ questo l’invito che lancia Carlo Crescitelli circa la lettura del suo SETTANTA REVISITED.

L’autore, già al lavoro su un’idea di adattamento televisivo delle sue vecchie storie tratte dalla sua opera “L’antiviaggiatore”, mette al servizio della scrittura uno stile molto particolare, capace di ospitare ben volentieri espressioni dialettali e neologismi di sua invenzione tratti dal gergo parlato, al fine di conferire forza e carattere all’esposizione. E’ senz’altro questo il tratto distintivo dello scrivere di Crescitelli.   

Ovviamente è stato così anche per il saggio in esame, dedicato agli anni Settanta, che ha rappresentato per il suo creatore un bel viaggio nel tempo, nonché una bella sfida: “E’ un progetto che coltivavo da tempo, quello di raccontare questo decennio particolarmente emblematico per il nostro fine secolo scorso. E desideravo farlo senza filtri, né preconcetti o luoghi comuni di sorta, basandomi quasi esclusivamente sulla mia personale esperienza e sulle mie personali emozioni. Per scrivere Settanta Revisited ho impiegato quasi cinque anni! Ma solo perché non riuscivo a trovare la giusta quadra ed equilibrio tra le singole voci: la mia di bimbo ed adolescente, il reportage dei grandi eventi dell’epoca, ed infine  il mio sguardo di uomo maturo di oggi…”

 

Autore: redazione

Condividi Questo Post Su

Invia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *