Intervista a Daniela Grandinetti, autrice de "La Malasorte" Intervista a Daniela Grandinetti, autrice de "La Malasorte"

Intervista a Daniela Grandinetti, autrice de “La Malasorte”

la malasorte

Daniela Grandinetti pubblica il suo primo romanzo nel 2010 (Il mistero della casa del vento, Lab.Perrone Ed). Si è dedicata alla scrittura di racconti, vincendo numerosi premi letterari tra i quali “Racconti nella rete” (Festival LuccAutori) e il Premio Caffè Moak, Città di Modica. Per la DELOS DIGITAL ha pubblicato in ebook A ritroso. E’ pubblicata in molte antologie. La Malasorte è il suo ultimo romanzo.

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Storia di Cosma, vissuta nei primi del Novecento a Sovara, immaginario paese dell’entroterra calabrese. La ragazza vive nei racconti degli anziani: quando c’è tempesta dicono Cosma corra per i vicoli seminando vento e malasorte. Alla storia di Cosma si lega quella di Tilde e Cettina: tre donne, un paese abbandonato, legate da un filo che si scioglierà nel finale. Genere introspettivo.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Nasce prima dalla lettura, il demone della scrittura mi ha sempre seguito per lungo tempo senza che me curassi, fino a che non mi ha braccato, circa dieci anni fa. Ho cominciato a farlo con metodo ed è nato il mio primo romanzo, Il Mistero della casa del vento (Lab. Perrone). Mi sono dedicata alla scrittura di racconti, vincendo molti prestigiosi premi. Poi il mio secondo, attuale romanzo.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

La prima parte su a Cosma è nata anni fa, scritta con una lingua intrisa di dialettismi, ho impiegato molto a revisionare. Sono tornata a vivere in Calabria da tre anni, mancavo da trenta. L’atmosfera abbandonata dei paesi mi ha spinta a cercarne le memorie, i ricordi, le case e le cose di una Calabria dalla quale si parte per non tornare. La natura prepotente. Ho camminato molto per scrivere.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Domanda difficile, sono una lettrice compulsiva e leggo di tutto, dovendo scegliere Clarice Lispector, il libro è Vicino al cuore selvaggio. O Goliarda Sapienza, con L‘arte della gioia. Anche se nell’incipit c’è un richiamo ad Agota Kristof, Trilogia della città di K, forse uno dei libri più belli e inarrivabili mai letti.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Questa è facile: il libro é nato con la musica, tanto che ho realizzato un piccolo video di immagini con la colonna sonora che gli appartiene per darne l’atmosfera. La visione di una ragazza che corre per vicoli, di spalle, è arrivata mentre ascoltavo un gruppo, i Dounia, un pezzo in particolare Jusqu’au Paradis. La storia è nata quel giorno, con la musica.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

La violenza sulle donne e la violenza sull’ambiente hanno una matrice comune: la volontà di sopraffazione di chi crede di essere più forte. Raccontando tre donne, ho voluto raccontare anche un paese che a loro pari è protagonista di questa storia.

Autore: Redazione

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