L’assonometria del Caso | Chiara Miryam Novelli | RecensioniLibri.org L'assonometria del Caso | Chiara Miryam Novelli

L’assonometria del Caso | Chiara Miryam Novelli

La trama

Un romanzo psicologico, avventuroso, coraggioso, che si rivolge con sapienza a tutti coloro che desiderano avventurarsi in se stessi e nella scrittura per scoprire, forse, qualcosa di nuovo. L'assonometria del caso

Un dono per quei lettori che decidono di accettare la sfida che L’assonometria del Caso lancia con la sua innovazione tematica e linguistica.

L’opera di Chiara Miryam Novelli si pone su più livelli, in primis quello psicologico, in quanto tratta il tema dell’identità, dando spazio all’analisi realizzata dall’autrice circa la metà oscura di ognuno di noi, quella parte che è in grado di tentarci e corromperci, di farci vacillare tra il bene e il male.

Tre uomini con lo stesso nome, Zarko Graus, perdono la loro identità per deficit della memoria, per fuggire alla legge, per entrare nelle file del monachesimo ortodosso. Ma il nome ha una vibrazione che è suono, e il suono è geometria, aritmetica, numero. E queste coordinate comuni, dato che tutto in natura è vibrazione, numero e parte di un unico tessuto energetico, fa sì che i tre uomini abbiano tratti destinici comuni e che le loro vite si attraggano e si intreccino. Ma c’è un quarto Zarko Graus, quello vero, quello che non sa nulla dei tre ma, come commissario, si ritrova in pensione con tre casi irrisolti a cui vuole dare soluzione a ogni costo, tre donne che scoprirà legate ai tre uomini con lo stesso nome. Ma anche qui c’è una quarta donna, il quarto caso irrisolto, quello legato a lui…

Partendo da tali presupposti, base narrativa de L’assonometria del Caso, la Novelli invita a riflettere sul senso del destino e dell’identità, mentre la trama scorre fra indagini e colpi di scena che costituiscono lo specchio del mondo interiore dei personaggi.

All’attività investigativa del commissario Graus, si aggiunge quella del romanzo stesso: esso indaga le ragioni del Caso, del destino, nascoste nella lotta fra la specie e la società, e nella psicologia dell’identità individuale. Non manca l’amore perché, nonostante l’infinita complessità di definirlo e comprenderne le ragioni, c’è chi lo conquista, prima di tutto, in sé.

“Il Caso, io l’ho sempre saputo lavorare bene, accarezzare, guardare da molte parti e poi, acchiappare e, con un colpo, l’ho sempre fatto mio. Tutto quello che mi è accaduto, nel bene o nel male me lo sono costruito mattone dopo mattone, un’alta piramide di piccoli mattoni sapienti o velenosi e ho sempre amato il rischio, la sfida col Caso stesso, vedere che cosa sarebbe accaduto se forzavo e forzavo, sicuro che nulla mi avrebbe toccato più di tanto. È stato vero, è stato falso.”

L’autrice

Chiara Miryam Novelli vive e lavora a Firenze. Oltre che a scrivere romanzi, compone poesie e dipinge. Dopo aver compiuto studi umanistici, si è formata presso l’Istituto per l’Arte e il Restauro di Palazzo Spinelli a Firenze, divenendo esperta nelle antiche tecniche pittoriche del Medioevo e del Rinascimento e specializzandosi nel recupero di dipinti su tela e su tavola.

Grazie al lavoro svolto presso l’Accademia d’Arte di Firenze, si è avvicinata con entusiasmo e passione alle arti figurative con tecnica a olio. Al momento ha all’attivo svariate mostre personali e collettive, come ad esempio, a Firenze, presso la  Galleria Cimabue, la galleria Florens Art Gallery, Villa Vogel, Limonaia di Villa Strozzi, Galleria Simultanea Spazio Arte, Caffè Letterario “Le Giubbe Rosse”, Gipsoteca di Pescia, Galleria di arte Moderna e Contemporanea di Pisa, Galleria ArteBo di Bologna, Spazio IcLab di Firenze, Basilica di san Lorenzo – Biblioteca Laurenziana.

L’autrice de  L’assonometria del Caso, esperta d’arte, è vice presidente del “Centro d’Arte Modigliani” di cui  cura la sezione dedicata al Cineclub Modigliani Cinema.

Dopo aver compiuto un interessante percorso di Tecniche di Scrittura Creativa, si dedica con passione all’attività letteraria occupandosi di poesia, come socia dell’Accademia Vittorio Alfieri di Firenze e di narrativa, come editor, prefatrice, blogger, collaboratore redazionale di  Literary e in qualità di responsabile Cultura Letteratura AICS-Firenze.

Chiara Miryam Novelli  è anche Presidente dell’associazione culturale “La Città di Murex – Laboratorio Arte e Scrittura di Firenze”, con cui ha organizzato il Concorso Nazionale di Narrativa e Poesia “Città di Parole” arrivato alla sua IV edizione.

Dal 2016 fa parte del Gruppo Scrittori Firenze, in cui partecipa come scrittrice e presidente del concorso nazionale di Narrativa, Teatro, Musica e Arti Visive “La Città di Murex”, oggi alla sua terza edizione. È socia ordinaria dell’EWWA-European Wrinting Woman Association.

Prima di pubblicare l’opera oggetto della nostra presentazione (con ed. Amazon-Giunti al punto nel 2018), ha pubblicato la silloge poetica Paradisi fragili (Pagnini Editore, 2012); il libro di racconti La precisione dell’acqua (Iena Reader-Nardini Editore, 2015); una seconda silloge poetica Il cerchio occidentale (PSEditore, dicembre 2015) e la raccolta di racconti  25 piccole storie perverse (Porto Seguro Editore, ottobre 2016).  

Per saperne di più leggete la nostra intervista QUI.

Lo stile

Uno scrittore è tale se crea un linguaggio solo suo, nuova sintassi e nuova ritmica. Un uso assoluto della parola che diventa frase”. Ci dice questo l’autrice Chiara Miryam Novelli parlando di stile, evidenziando la necessità, per chi scrive, di creare qualcosa di ‘personale’.

In L’assonometria del Caso l’autrice ha applicato spontaneamente la struttura complessa del romanzo ottocentesco e quella introspettiva che può ricordare la letteratura russa, ma che si muove, ben volentieri, nel tempo e strizza l’occhio all’intreccio. Ne consegue una struttura narrativa molto attuale, ritmica, associabile al sistema narrativo presente nei romanzi della beat generation americana.

Per la Novelli l’amore per la scrittura nasce in modo solitario, nel tempo, dopo tanta lettura, fino a quando “mi sono accorta che la mia parola aveva conquistato il tempo, poteva essere messa sulla carta, aveva raggiunto un suo suono per diventare racconto, romanzo, e storie da raccontare” ci racconta.

L’autrice ha lavorato nel sociale e ha avuto un rapporto costante con le forze dell’ordine e gli emarginati, entrando in contatto con storie di persone con vite al limite. Molte di queste persone hanno rappresentato la scintilla per i personaggi che popolano L’assonometria del Caso.

Non vi resta che…conoscerli!

Autore: redazione

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