Intervista a Glauco Cartocci, autore de "Piogge fuori posto" Intervista a Glauco Cartocci, autore de "Piogge fuori posto"

Intervista a Glauco Cartocci, autore de “Piogge fuori posto”

Piogge fuori posto

Glauco Cartocci, laureato in architettura, è progettista grafico, musicista per hobby, compositore di musica e testi in inglese, commentatore di musica rock su Internet ed ex illustratore di copertine di Fantascienza. Inoltre è un ex pittore (oggi lavora al computer) ed è autore di due saggi sui Beatles, tre romanzi, un libro di racconti, tutti regolarmente pubblicati (nessuno a “proprie spese”).

In questa intervista ci parla del suo Piogge fuori posto, pubblicato lo scorso anno con editrice Erga di Genova. 

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Si basa sulla vita di un personaggio realmente esistito, Charles Fort, che indagò su avvenimenti misteriosi cui la Scienza non sa dare una risposta. Si snoda su due piani temporali: c’è anche il nipote di Fort che gestisce un museo dedicato alle incredibili intuizioni dello zio. Le due trame si intersecano, con una doppia storia d’amore e misteriosi esseri malvagi. Fantascienza, scienza, thriller.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Dopo le mie ricerche sul caso misterioso della cosiddetta morte di Paul McCartney, che pubblicai nel 2005, scoprii che scrivere saggistica non mi bastava, quindi mi sono cimentato nella narrativa, pubblicando tre romanzi, un libro di racconti e un altro saggio sui Beatles. Sono abbastanza meticoloso, correggo molte volte; vorrei un libro senza nemmeno un’imperfezione, ma credo sia impossibile!

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

L’idea di partenza l’avevo da anni, e avevo buttato giù uno schema di massima, almeno per quanto riguardava i due “piani temporali”. Poi, un’estate in campagna, sotto un noce o un’acacia, ho cominciato a scrivere freneticamente su un quaderno, non avendo con me nemmeno il portatile, per tutto il mese di agosto. Scrissi per prima cosa l’inizio e… la fine, poi le due cose furono raccordate.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Certo mi piacerebbe molto essere Ian McEwan! Alcuni lettori del mio rock-thriller “Come era nero il Vinile” mi paragonarono gentilmente a Nick Hornby. “Piogge Fuori Posto” vorrei affiancarlo a “A Beautiful Mind” di Sylvia Nasar. Anche il mio romanzo, come quello, parte da una vicenda biografica, innestandoci sopra elementi di fantasia. Nel mio, la parte romanzesca è in quantità maggiore.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Le colonne sonore che ascolto mentre scrivo sono sempre di genere rock, più che altro del genere “progressive” o comunque rock inglese. Per “Piogge Fuori Posto”, data l’atmosfera misteriosa e i temi di (pseudo) scienza, andrebbero molto bene i King Crimson, specialmente i brani strumentali. Ma anche i Pink Floyd di A Saucerful Of Secrets o Meddle, e Mike Oldfield, Five Miles Out.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Mi piace condividere, più che avere royalties! Se amate la musica, il mistero, le trame incrociate, la magia, i miei libri fanno per voi.

Autore: Redazione

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