Intervista a Gaia Conventi, autrice de "D'argine al male" Intervista a Gaia Conventi, autrice de "D'argine al male"

Intervista a Gaia Conventi, autrice de “D’argine al male”

D'argine al male

Gaia Conventi è autrice di noir e gialli, fotografo sportivo – segue il campionato italiano di tiro dinamico – e lettrice volontaria in un centro anziani. Ha alle spalle numerose pubblicazioni e diversi premi, tra questi il Gran Giallo Città di Cattolica del 2009.

Parliamo subito del tuo ultimo libro, D’argine al male. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

D’argine al male è un thriller psicologico ma preferisco dirlo un gotico padano. Ambientato in un paesino emiliano, racconta la follia. La morte. La redenzione. Probabilmente non è un romanzo da leggere di notte, in casa da soli. Io non lo farei.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Nasce per caso, come spesso accade. Quel giorno pioveva, ho dovuto trovare un passatempo da fare al chiuso. Non ho più smesso.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

In realtà l’ho scritto in qualche mese per poi farlo decantare anni. Visto, riletto, riscritto. Infine ho trovato l’editore adatto; è un thriller piuttosto intimista, occorreva un editore che non si lasciasse spaventare dai demoni del quotidiano.

Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

In realtà spero sempre di scrivere qualcosa che il vecchio Hitchcock avrebbe valutato “girabile”. Solitamente scrivo gialli comici, e mi rifaccio vagamente a P.G. Wodehouse.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Un rubinetto che perde, una finestra che sbatte, l’anta cigolante di un armadio. E sul più bello un carillon.

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Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Caro lettore, che la pagina ti sia lieve! Leggi con passione, abbandona senza pietà, consiglia un libro solo se ne vale davvero la pena.

Autore: Redazione

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