Intervista a Fabio Balista, autore de "Gabriel" Intervista a Fabio Balista, autore de "Gabriel"

Intervista a Fabio Balista, autore de “Gabriel”

Gabriel

Fabio Balista, classe 1981. Vive a Pesaro con la moglie Marilyn, le figlie Arianna ed Isabel e con Mario, il cagnolino. Si occupa di marketing e comunicazione da oltre 10 anni. La sua prima pubblicazione è del 2008 (Sonetti Giovanili) ed è una raccolta di poesie edita dalla casa editrice Kimerik. Gabriel (Aletheia editore – 2018) è la sua quarta pubblicazione e segna l’esordio alla narrativa. Ci parla proprio di questa opera. 

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Gabriel è una raccolta di sette racconti brevi. Sono sette piccoli thriller. Storie “col brivido”, atmosfere a tratti cupe, a tratti crude. Sette racconti di fantasia che però si portano tutti dentro (a modo loro) le grandi tematiche di tutti i giorni: la vita, la morte, i figli, l’amore, il tradimento, la fede…

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

La scrittura, così come la lettura, e così come il disegno, il canto, la musica, ecc.. fanno da sempre parte della mia vita. Ogni tipo di “espressione creativa” che trascina con sé una forza vitale che presuppone un “atto di creazione” per me è energia, divertimento, benessere. E non posso farne a meno. Scrivo piccoli componimenti dall’età di 8-9 anni. La prima pubblicazione è del 2008.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Le storie all’interno di Gabriel sono state scritte in circa 3 anni, ma solamente negli ultimi 6 mesi la dedizione alla scrittura è stata tale da poter terminare il libro. Non è (purtroppo…) il mio mestiere e, con una moglie, due figlie ed un cagnolino, il tempo per la scrittura (e per la lettura!) è esiguo. Qualche ora la sera, quando le “ragazze di casa” dormono, prima del giretto con il cane.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Sono cresciuto (letterariamente) tra le pagine di Stephen King e tra le sue pagine mi sono perso e ritrovato, sono naufragato e riemerso. Ho pianto, ho riso. Ho sognato. Lui ha contribuito in maniera importante alla mia formazione. Poi, crescendo, ho conosciuto ed amato autori quali: Deaver, Lackberg, Carrisi, Brown, e tanti altri.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Sceglierei la stessa colonna sonora che ho ascoltato io (non sempre, ma in più occasioni) durante la “creazione” del libro: Best of Ludovico Einaudi (Piano Compilation).

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Leggete. Scrivete. Cantate a squarciagola. Ballate sotto la pioggia. Siate liberi, leggeri, curiosi. Amate la vita. Amate voi stessi. E, se vi rimanesse un po’ di tempo, leggete il mio libro.

Autore: Redazione

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