Intervista a Erica Gatti, autrice de "Contaminati" Intervista a Erica Gatti, autrice de "Contaminati"

Intervista a Erica Gatti, autrice de “Contaminati”

Contaminati

Erica Gatti è nata nel 1994 in un paesino sperduto in provincia di Treviso. Ora vive vicino Roma, dove tra un caffè e l’altro si sta per laureare in Lettere moderne all’Università di Roma “La Sapienza”. Ha un animo noir, che fa a pugni col suo lato romantico. Curiosa e appassionata, non rinuncia mai a viaggiare e a portare nella scrittura tutto ciò che non ha il coraggio di dire ad alta voce. In questa intervista ci parla del suo Contaminati

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Contaminati è un thriller psicologico, ambientato in Russia, che racconta la storia di quattro ragazzi sopravvissuti agli esperimenti di un serial killer. Ognuno di loro, crescendo, ha sviluppato delle capacità particolari. Quando il serial killer fugge dal carcere psichiatrico, i quattro decidono di fuggire a loro volta, alla ricerca dell’uomo che li ha plasmati, per conoscere la verità.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Quando alle elementari ci chiedevano di fare dei temi in classe, io scrivevo pagine e pagine, amavo descrivere minuziosamente anche banalità dal titolo: “Com’è stata la tua giornata?”. Spinta dai professori che ho incontrato, ho fatto della scrittura il mio sogno, che ho inseguito nonostante i mille ostacoli. La scrittura mi ha salvata dagli amori finiti male, dal divorzio dei miei, dal buio.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

La prima stesura, in collaborazione con Sofia Guevara, ha richiesto un anno. Era una scrittura elaborata, che cercava di ripercorrere i temi psicologici che caratterizzano i serial killer e le loro vittime, che si costruiva su biografie reali. In vista della pubblicazione, abbiamo fatto una sessione intensiva di tre mesi di riscrittura totale, facendo maturare contesto e personaggi.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Mi piacerebbe avvicinarmi alla scrittura introspettivo-psicologica di Stephen King – ma con meno digressioni! – riuscendo a gestire la parte più profonda con un’ironia invece pungente come può essere quella di Jonathan Coe. Contaminati è stato un romanzo senza riferimenti, ma che ha cercato di riprendere dilemmi interiori, drammi e tragedie di Delitto e Castigo di Fedor Dostoevskij.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Sceglierei la canzone “How soon is now?” degli Smiths come soundtrack originale, per poi seguire con “Snuff” degli Slipknot. Altre canzoni sono: “Hurricane” di Halsey, “Mad Hatter” di Melanie Martinez e “A little braver” dei New Empire, “I’m not an angel” degli Halestorm, “Dysfunctional” dei Tech N9ne, “Toxicity” dei System of a Down e “Violin Sonata n. 6” di Paganini.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

In un mondo di lettori che prediligono il lieto fine, non posso che augurarvi di spaventarvi: anche la paura è un’emozione!

Autore: Redazione

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