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Intervista a Antonio Spagnuolo autore de “Canzoniere dell’assenza”

Nato a Napoli il 21 luglio del 1931 – Laureato in Medicina e chirurgia, specialista in Chirurgia vascolare presso l’Università Federico II di Napoli, Antonio Spagnuolo è attualmente in pensione. Da decenni interessato alla Letteratura e alla critica, con articoli sulle migliori riviste italiane. Dirige con successo il Blog “Poetrydream“, che si dedica alla poesia contemporanea.

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Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Dopo aver ricevuto il “Lauro d’oro alla carriera”, il premio “Bertrand Russell” e il “Libero de Libero”, negli ultimi mesi dello scorso anno, invogliato dalla meravigliosa lettura delle mie poesie tenuta da Mariano Rigillo alla Villa Pignatelli di Napoli, ho raccolto le ultime mie composizioni in questo volume che presenta oltre settanta liriche, dedicate alla memoria della persona amata.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Ho trascorso tutta la mia vita nella ricerca della parola poetica. Dal volume “Candida” con prefazione di Mario Pomilio nel 1984 ad oggi decine di volumi hanno raggiunto la critica , e anche la presenza nella “Letteratura italiana” di A. Asor Rosa (Einaudi). L’amore per la scrittura nasce dagli studi classici che ho compiuto nella mia gioventù.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

La scrittura e a la revisione dei testi di questo ultimo libro credo abbia richiesto circa sei mesi di elaborazione e ripensamenti. Il mio angolo di scrittura è ovattato in una camera strapiena di libri di ogni genere. Amo la lettura dei poeti storicizzati e mi dedico spesso alla saggistica per i giovani autori che richiedono il mio intervento.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Ho letto tanti e tanti poeti e assolutamente non posso indicare a quale autore riferire le mie preferenze. Il mio bagaglio è vasto, e dal D’Annunzio ad oggi ogni pagina è motivo di interesse ed emozione.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Le sinfonie di Bethooven.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Cinguettio primaverile tra le note della lirica amorosa tra le braccia di Eros per allontanare Thanatos.

Autore: Redazione

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