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Intervista a Giancarlo Busacca autore de “La figlia di Iole”

La figlia di Iole BusaccaNato ad Acate nel 1961, da una famiglia di pittori, stilisti e designer, Giancarlo Busacca ha scritto centinaia di monologhi di cabaret oltre a sceneggiature di film; il 2006 è l’anno in cui la sua sit-com Casa Litterio, andata in onda su Antenna Sicilia, con quasi 1 milione di spettatori ottiene il record di ascolti nella storia delle emittenti regionali. Il suo primo libro era un libro di storia locale. 

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Ambientato in Sicilia, come la quasi totalità dei miei racconti, “La figlia di Iole” è la storia di un amore portato via da una malattia e quella di un nuovo amore, osteggiato dai pregiudizi di una famiglia dalla mentalità arretrata. In mezzo il dolore di una bambina per la perdita della madre.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Ho sempre amato scrivere tanto che ad un certo punto della mia vita ho lasciato il mio lavoro in banca per fare quello che mi piaceva veramente. Ho studiato sceneggiatura e recitazione con Vinciguerra dell’actor studio di NY e regia. Ho pubblicato il mio primo libro a diciassette anni, ho scritto oltre trenta tra commedie e sceneggiature. Sono anche un autore di cabaret.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Ho impiegato un mese a scrivere il libro, immaginando una storia nata a Ragusa (per capirci, la città del commissario Montalbano) cercando d’inserire tutto il mio mondo nel libro. Anche se la storia è di pure fantasia i personaggi sono reali. È una storia scritta col cuore, che ho vissuto dentro di me come se fosse reale.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Invita mia ho letto tantissimo, ma è stato prima Pirandello ad affascinarmi e poi Camilleri. questi i due autori a cui mi sento più vicino. Mentre in questo libro sicuramente ci saranno delle influenze, ma sono così, questo è il mio modo di scrivere e comunicare.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Amo molto la musica, anche se non ho un genere che prediligo, ma in questo caso leggerei in silenzio per sentire il proprio respiro e il proprio battito del cuore.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Scrivo per trasmettere sensazioni alla gente e, quando almeno una persona avrà riso o pianto leggendomi, io sarò felice.

Autore: Redazione

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