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Intervista a Andrea Calò, autore de “Una bolla fuori dal tempo”

Una bolla fuori dal tempoAndrea Calò, nato a Monza (MB) il 10 Maggio 1973 è autore di 4 romanzi: La casa sulla chiusa, Una bolla fuori dal tempo, Il giardino dei rododendri, Lo senti il mio cuore?

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca

Kate è una ragazza semplice, come tante altre, ma ha una particolarità che la distingue: lei è certa di aver già vissuto una vita precedente! Decisa più che mai a mettere insieme i pezzi del puzzle decide di partire alla ricerca del suo passato.
Incontra un uomo, John, che la accompagnerà lungo il percorso e non solo…

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Fin da piccolo appassionato di elettricità, elettronica e della tecnologia in genere ho poi deciso di intraprendere gli studi universitari nel settore, fino a laurearmi in Ingegneria Elettronica nel Febbraio del 1999, presso il Politecnico di Milano. Amo da sempre la letteratura, la lettura e la carta stampata in ogni sua forma.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Ho scritto questo romanzo in 4 mesi. Accompagnato da una tazza di te caldo e sotto la luce di una abat-jour vecchio stile, le parole si univano formando le frasi, le frasi creavano le pagine e così via, sotto la “voce dettante” di Kate, la protagonista.

Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

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Sento di avvicinarmi un po’ allo stile di Arthur Golden, ma il mio romanzo non è di certo simile al suo capolavoro “Memorie di una Geisha“. Lo stile si avvicina, per via delle similitudini largamente utilizzate, ma i contenuti si discostano parecchio.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Consiglierei qualcosa della grande Enya! Ovviamente solo musica, è molto più facile farsi trasportare (e non trascinare) in questo modo.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Scrivo per chi ama leggere, per me stesso ma anche per voi. Tendetemi la mano e seguitemi in questo viaggio…

Autore: redazione

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