Jettatura | Théophile Gautier Jettatura | Théophile Gautier

Jettatura | Théophile Gautier

recensione Jettatura Gautier Pubblicato in quindici feuilletons lungo l’estate del 1856, Jettatura è uno dei romanzi brevi più conosciuti dello scrittore francese Pierre Jules Théophile Gautier (1811-1872), molto attivo sin dalla giovinezza grazie alla frequentazione con Victor Hugo che lo avvicinò ai movimenti legati al romanticismo e lo introdusse presto negli ambienti culturali da lui sostenuti.

In Jettatura, Gautier ci accompagna, in meno di cento pagine, in un affascinante viaggio nella ottocentesca Napoli popolare, fatta di folclore, tradizioni, musiche e succulenti specialità gastronomiche, ma anche di arcaiche credenze e superstizioni. Con la sua gustosa prosa, l’autore lascia ben poco al lavoro di immaginazione del lettore, ma anzi si mette al suo pieno servizio.

Infatti, le descrizioni assolutamente prolisse e particolareggiate, portano chi legge a vedere con gli occhi degli stessi soggetti del romanzo, partendo dall’aristocratico francese Paul d’Aspremont. Il protagonista principale della narrazione si presenta subito come un uomo distaccato dalle bellezze del mondo, nonostante l’alto ceto al quale appartiene e che dovrebbe indirizzarlo ad ammirare tutto ciò che è bello

«giacché il sentimento della natura è privilegio degli spiriti colti, che non sono interamente assorbiti dalle necessità materiali della vita»

In realtà la testa del giovane francese è occupata dal pensiero di congiungersi alla sua amata, la bella nobildonna inglese Alicia Ward. Un uomo elegante, algido, innamorato, ma la caratteristica di Paul d’Aspremont, che più risalta agli occhi della popolazione subito dopo il suo sbarco sul molo di Napoli, è l’aspetto sinistro.

Ben presto, in seguito a misteriosi inconvenienti occorsi a chi si rapporta con il signor d’Aspremont, la voce del popolo etichetterà il nobile colpito dal ‘fascino’ e perciò un pericoloso iettatore dal quale stare ben alla larga. I più originali amuleti e scongiuri inizieranno ad accompagnare l’uomo nel suo soggiorno a Napoli, reso ancora più difficile dalla presenza del conte d’Altavilla, un giovane e affascinante nobile napoletano che si insinua nella relazione tra lui e Miss Ward. Egli, seppur professandosi un uomo colto e civilizzato, finirà per essere il primo propugnatore della iettatura di Paul e proverà a fare di tutto per difendere la donna dal malocchio del francese.

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Chi si approccia alla lettura di Jettatura sa che Gautier (che non fu solo scrittore nella sua vita, ma anche poeta, giornalista e critico letterario ben apprezzato, tanto che Charles Baudelaire gli dedicherà i suoi celeberrimi Fiori del male) celebrerà con grande dovizia di particolari la tragicomica storia narrata, arrischiandosi a una scrittura che può sembrare vanesia e ridondante, specie per un lettore disattento che potrebbe facilmente perdersi nei lunghi periodi ricchi di rappresentazioni estetiche dei personaggi, degli oggetti e dei paesaggi. Tuttavia, proprio per queste ragioni fu molto stimato da un rappresentate illustre dell’estetismo come Oscar Wilde.

Lo stile narrativo di Gautier è un regale ballo dove le note della musica si abbracciano al fruscio delle danzanti gonne di tulle color pesco.

 

Autore: Antonio Pagliuso

Ventenne (da sette anni) di Lamezia Terme, città al centro della Calabria con vista sulle isole Eolie. Ama leggere, scrivere e viaggiare e reputa la lettura dei classici della letteratura un must a cui ognuno di noi dovrebbe volgere. Collaboratore e redattore di alcune testate online, scrive di sport, cultura e spettacoli. Autore del giallo "Gli occhi neri che non guardo più".

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