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La moglie dell’aviatore: la storia di Anne Lindbergh

La moglie dell’aviatore Neri PozzaIl colonnello Lindbergh è timidissimo. Ha solo venticinque anni, ma sette mesi prima ha conquistato l’Atlantico, primo uomo a volare sull’Oceano dalla costa est degli Stati Uniti alla periferia di Parigi. È a Natale del 1927 che Anne lo conosce, a Città del Messico, dove papà Morrow, ambasciatore USA, ha voluto ospitare per le feste una celebrità nazionale. Questo è il romanzo di Charles Lindbergh ma soprattutto di Anne, “La moglie dell’aviatore” dell’americana Melanie Benjamin, pubblicato da Neri Pozza e poi dalle edizioni Beat.

Anne, la moglie

Anne, tra le sorelle quella con troppe curve e troppo seno, contro la moda delle “maschiette” asciutte alla vigilia degli anni Trenta, è la più timida delle Morrow. Perfino con la madre riesce a stabilire una comunicazione solo nelle lettere dal college. L’una davanti all’altra sono bloccate, non sanno come comportarsi.

L’incontro

È riservato, quasi inibito, anche Charles, l’eroe romantico, a suo agio solo a  bordo dello Spirit of St. Louis, l’aereo dell’impresa eccezionale di maggio. Quando la ragazza arriva alla residenza dell’Ambasciata lo vede in cima alla scalinata della villa. Li presentano. “Questa è Anne”. Lui alza lo sguardo, poi deve alzarlo ancora un po’ più in alto, prima di fissare un viso familiare e allo stesso tempo insolito. Occhi penetranti, fronte alta, fossetta sul mento, come nei filmati. Stringe la mano senza sorridere, poi la lascia andare di colpo, come se si fosse scottato. “Fece un passo indietro e finì contro una colonna di pietra”.

Quel ragazzo impacciato aveva sorvolato l’oceano come un uccello, da solo, come un’aquila solitaria, il soprannome che gli hanno dato. Aveva dominato il mare, il cielo, il mondo.

Galeotto è un breve colloquio. Poi una lettera d’invito a volare sul suo aereo. Anne è emozionata e non sa se sentirsi più sorpresa o delusa quando si ritrova davanti ad un aggeggio di tela, steso su un’armatura di metallo. Ma quel “coso” si anima, si stacca dal suolo, si libra. È il volo segreto con il colonnello Lindbergh.

Decisamente Charles è affascinato dalle ragazze Morrow, ma non è la bionda Elisabeth ad attrarlo, come preferirebbe la madre. È la bruna Anne.

La tragedia

Questo è il loro romanzo, si diceva. Il romanzo del loro amore, famoso in tutto il mondo, ma non felice, dietro la facciata. È il romanzo di una lunga vita insieme, non priva di tradimenti (con altre) e con una pagina dolorosissima, che ha segnato per sempre quella coppia.

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Perché questa è anche la storia di un bambino con i riccioli d’oro, gli occhi azzurri e una fossetta sul mento, come il babbo.

La cameretta al primo piano della casa di campagna è fredda. La finestra è spalancata, il letto è vuoto. Qualcuno ha portato via Charlie, di appena due anni.

Il rapimento di Baby Lindbergh mi ha coinvolto fin da bambino. Ricordo che davanti a un documentario sulla vicenda triste di quella famiglia, avrei voluto fare chissà cosa per restituire quel piccolo innocente ai suoi genitori, a quel papà così noto, a quella mamma che invece non conoscevo. Non immaginavo che “l’eroe” tra i due fosse lei, come scrive Melanie.

Una donna straordinaria all’ombra del marito

Certo, anche nel romanzo Charles è dominante, ma l’uomo era tanto affascinante quanto pieno di difetti. Pur essendo la storia di un matrimonio, è soprattutto la storia di una donna, intelligente, coraggiosa, forte, l’intellettuale timida che, sposando l’eroe della sua epoca, scoprì di non essere tanto timida. Fu la prima americana a pilotare un idrovolante, una delle prime operatrici radio a ottenere la licenza, un’efficiente navigatrice copilota, l’unica che l’aviatore più famoso del mondo voleva accanto nei voli da primato intorno al globo.

Pochi conoscono l’aviatrice e le sue imprese, tutti piangono la mamma, alla quale venne strappato il suo piccolo amore biondo. Il figlio primogenito venne rapito da un balordo e qualche mese dopo trovato morto poco lontano, in una fossa nel bosco. Per tutta la vita sconosciuti continuarono a presentarsi sostenendo di essere il Charlie mai morto, cresciuto altrove e tornato.

Il rapimento, probailmente, sconvolse Charles fino a provocarne le lunghe assenze, il comportamento tirannico con figli e moglie, l’incapacità di vivere stabilmente in un’abitazione. E le famiglie segrete.

La timida Anne, invece, restava quella forte, capace di tenere insieme la famiglia. Riuscì a sopravvivere tutta intera a questo viaggio epico, ad amare e infine anche a perdonare.

Autore: FeL

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