Torna il commissario Gigi Berté. Intervista ad Emilio Martini Torna il commissario Gigi Berté. Intervista ad Emilio Martini

Intervista ad Emilio Martini sul commissario in carne e coda di Lungariva

La cover del nuovo giallo di Emilio Martini

«Dietro lo pseudonimo di Gigi Berté si nasconde un vicequestore aggiunto in carne e…coda, che opera in un commissariato italiano. Per ovvie ragioni di riservatezza, Gigi non ha potuto esporsi con il suo vero nome. Anche dietro il nome Emilio Martini si cela qualcuno che conosce bene il commissario e che preferisce restare nell’ombra.»

Questa è la presentazione con cui Corbaccio ci ha incuriosito. Dopo l’esordio con La regina del catrame, in occasione del ritorno di Gigi Berté con Farfalla Nera, la nostra redazione non ha dunque esitato ed è stata lieta di intervistarne per gli appassionati lettori l’autore… il misterioso Emilio Martini.

Gentile Emilio, le rivolgiamo i nostri complimenti per Le indagini del commissario Berté e, curiosi delle qualità del vicequestore aggiunto, scoprendone i suoi caratteri e paradossi,  le chiediamo un commento circa l’ironia caricaturale del suo personaggio, capace di suscitare grande interesse e, probabilmente, anche i sorrisi del lettore. Gigi Berté, difatti, è brutalmente schietto già con se stesso…

Gigi Berté ha una coscienza bastarda che non gli perdona niente, un alter ego  con il quale deve sempre fare i conti, tra il faceto e l’amaro. Una caratteristica di cui mi sono servito per completare dall’interno la descrizione del personaggio.  Gigi non riesce a mentire e non sopporta l’ipocrisia. Gli piace scherzare sui suoi difetti e sui suoi sogni, e cerca di alleggerire il suo lavoro ‘pesante’ con qualche sorriso. Non sempre però ci riesce.

Il suo essere in «carne e…coda» è da concepirsi come uno dei fattori determinanti della unicità di Gigi Berté. Aver spogliato il suo personaggio di ogni intento che miri all’apparenza e, al contempo, in Farfalla nera avergli assegnato un caso di omicidio intimamente fondato sul valore dell’immagine è una casualità?

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Io non amo apparire e non mi piacciono le persone che fanno dell’apparenza la loro ragione di vita, proprio per questo in Farfalla nera ho trattato i temi del perbenismo e della falsità. Sotto questi manti molto spesso si nascondono verità dolorose e chi è a contatto con il crimine lo sa.

Una spiccata e incostante aspirazione a scrivere racconti e una intensa passione per la lettura. Questa intrinseca particolarità di interessi, che lo rende caro al lettore, in relazione all’attività di vicequestore, esclude che Gigi Berté si riveli mai del tutto a Lungariva?

Gigi Berté continuerà a leggere molto e anche a scrivere le sue novelle surreali. Chissà, forse un giorno diventerà uno scrittore famoso, non solo a Lungariva, questo però lo scoprirete solo nei prossimi episodi.

Due donne, due casi di omicidio nella serie delle indagini di Berté. Perché due soggetti femminili, seppure due identità molto diverse?

È solo un caso che le prime due vittime siano donne, ma faccio presente che la cronaca ci dimostra che le vittime donne sono tragicamente molto numerose.

Due caratteristiche debolezze, infine, riescono a rendercelo ancora più vicino: «la Marzia» e il cibo. A quale delle due Berté riuscirà a resistere nella prossima indagine? Può già rivelarlo?

A nessuna delle due. Entrambe le debolezze le ritroverete immutate nei prossimi episodi: Gigi è uno che ‘non rinuncia, mai!”

Curiosi di scoprire qualcosa in più riguardo a questo commissario in carne…e coda? Ecco qui la nostra recensione di Farfalla neraBuona lettura!

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Autore: Amalia L.

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