La santa allegrezza | Paola Tassinari La santa allegrezza | Paola Tassinari

La santa allegrezza | Paola Tassinari

La trama

La santa allegrezza di Paola Tassinari si compone di due parti: la prima riporta il racconto di un internamento coatto in un istituto psichiatrico; nel raccontare la degenza, il testo diviene dal punto di vista narrativo molto interessante, dal momento che il lettore non sa, di ciò che legge, cosa sia realtà, cosa ricordo, cosa sia vero, cosa altamente falsato e modificato da farmaci e traumi.Copertina La santa allegrezza di Paola Tassinari

Il racconto risulta nervoso, incalzante, incisivo, sino a condurre verso una domanda ben precisa:  è possibile riappropriarsi della propria vita dopo un grave evento traumatico? La risposta fornita dal testo è affermativa, seppur pronunciata in tono timido e dimesso. Per rinascere occorre dar vita a una vera e propria resurrezione domestica.

Per la protagonista, la molla che fa scattare questo meccanismo è il riprendere in mano un vecchio ciclo di videolezioni sulla storia dell’arte del critico Kenneth Clark “frequentate” alcuni anni prima. A tal punto il testo diviene una sorta di saggio che parla di pittura, letteratura e architettura. Dunque, la seconda parte dell’opera La santa allegrezza dona spazio a una costante compenetrazione tra dato storico, anedottica, interpretazioni illustri e letture personali della materia esaminata.

Da inserire nel genere narrativo, con tocchi di realismo e mistero, la creazione di Paola Tassinari scorre veloce e facile, descrivendo tradizioni, luoghi, fatti, arte, e tanto altro ancora, il tutto avvolto nel mistero, per permettere di svelare il soprannaturale del naturale.

La santa allegrezza potrebbe ricordare, per la componente narrativa, Leo Buscaglia, mentre per quella saggistica proprio Kenneth Clark, eccellente critico d’arte ed ineguagliabile divulgatore.

Tian, il ragazzo cinese era di una bontà pazzesca, per lui tutti erano amore, fiore, nuvola, luna, voleva che tutti fossero buoni, a tal punto che diceva “faccio io il diavolo, faccio io il diavolo, io faccio schifo, tu no, tu bella, tu fiore, tu luna”. E Tian faceva proprio il diavolo, facendosi del male, mangiando con la faccia immersa nel cibo come un cane, non mangiando per niente, oppure tagliandosi ciocche di capelli, capelli neri come l’ebano. France si era affezionata tanto ai suoi compagni di viaggio, Tian, in particolare, era un figlio per lei e non avrebbe permesso che lo distruggessero con i medicinali, che erano talmente in dose eccessiva che Tian, barcollava, non camminava, ma ondeggiava. Non avrebbe permesso che lo lasciassero sporco e lurido, mentre il personale che doveva dare assistenza stava solo a chiacchierare e a fare i meeting, come gli stronzi.

Anche il perché della scelta di questo titolo ci consente di ‘identificare’ meglio l’approccio letterario di quanto in esame: la Santa Allegrezza è un canto popolare natalizio molto famoso della città di Molfetta, in provincia di Bari. Si canta in varie versioni, dal 15 al 23 dicembre di ogni anno, in attesa del Natale. Il canto festeggia in letizia sia la Nascita che la Crocifissione di Cristo a significare di accettare con santa allegrezza tutti gli eventi, sia buoni che cattivi, ovvero con pacatezza e lievità, consapevoli che i giorni lieti non durano ma non durano neanche quelli grevi.

Ho scelto questo titolo perché la protagonista del romanzo cerca il suo equilibrio attraverso le piccole cose, per arrivare alla serenità, alla santa allegrezza, che alla fine è quella cosa che rende sensata ogni cosa che facciamo – spiega l’autrice – in fin dei conti la differenza fra lo stare bene e l’essere depressi non è altro che avere passione nelle cose che facciamo o all’opposto il sentire l’inutilità o il vuoto o il non senso non solo di ciò che facciamo ma persino della nostra vita”.

L’autrice

Paola Tassinari, ravennate, è scrittrice, pittrice e blogger. Ha pubblicato i romanzi Diana da Ghibullo, La baldracca di Venezia, Sono bruna e sono bella (con Edizioni del Girasole); il romanzo Ar’ var alda, la raccolta di poesie Arcana fese colpo e il romanzo Lo spaventapasseri, con cui ha vinto il Premio della Critica al Concorso Internazionale Michelangelo Buonarotti, con le Edizioni Sensoinverso.

Sempre con quest’ultimo editore, ha pubblicato nel 2017 il romanzo La santa allegrezza, che ha ottenuto il Diploma di merito al Premio Nazionale Albero Andronico. Ha dato alla stampa il romanzo I viaggi di Gilles e la raccolta di favole Biocchi di cotone. Inoltre, diversi suoi racconti e poesie hanno ottenuto dei riconoscimenti e sono pubblicati in antologie.

Ha collaborato col quotidiano La Voce di Romagna e con i quotidiani on line Il Veliero e Ultima voce. Sue favole sono edite sul sito Ti racconto una fiaba. I suoi lavori pittorici e digitali sono presenti in numerosi portali d’arte. È iscritta all’AMA (Albo Mondiale Artisti).

Nel 2015 ha partecipato alla Biennale d’Arte IAT (Italy Art Tokio). Nel 2016 ha preso parte al progetto artistico della rivista letteraria Ellin Selae con 1000 mini opere d’arte. Fa parte del Movimento culturale “Cento Artisti per il Mondo”. L’ultima esposizione si è svolta alla Mostra Logos a Forte dei Marmi.

Tornando alla scrittura, suo grande amore, ci rivela: “Sin da piccola ho amato scrivere. A otto anni sul ramo di un albero ho scritto la mia prima poesia cercando di fermare l’attimo fuggente. La scrittura oltre che eternare il vissuto o creare il fantastico  è per me paragonabile allo scavare, in cerca dei tesori nascosti nella memoria e nella psiche… poi c’è tutto il fascino del raccontare e vorrei essere come Sherazade e per mille e una notte avvincere i lettori allietandoli, incuriosendoli, arricchendoli di tutto ciò che mi hanno dato le mie innumerevoli letture, perché prima di diventare scrittrice sono stata una divoratrice di ogni tipo di lettura, dal fumetto al gossip, da  Dante a Shakespeare”.

Un altro suo romanzo, dal titolo Io sono la divina, uscirà a breve. Si tratta di un testo dedicato a Dante Alighieri per i settecento anni della sua morte 1321/2021, in cui la protagonista si avventura in un viaggio in un triangolo di magia bianca fra Ravenna, Torino e Alet les Bains, svelando la profezia del Veltro dantesco tramite l’aiuto di Nostradamus.

QUI la nostra intervista all’autrice

Lo stile

Spero che il mio stile sia unico, vorrei essere narrativa come Ken Follett, misteriosa come Umberto Eco e Stanley Kubrick (lo so che è un regista ma mi ispiro pure al cinema!), sensibile come Erri de Luca, divertente come il Dickens del romanzo Il Circolo Pickwick, amorosa e charmant come Holly in Colazione da Tiffany e poi condire il tutto con Perrault e i fratelli Grimm”. Paola Tassinari ha le idee molto chiare in fatto di stile e fonti di ispirazioni.

Andando oltre la letteratura, le sue letture e i personaggi celebri nel panorama letterario e cinematografico, la nostra autrice trae profonda ispirazione anche dalla vita. Infatti, in La strana allegrezza di autobiografico ci sono i luoghi da lei visitati e descritti in modo veritiero, nonché i movimenti e i sentimenti dei protagonisti che muove secondo il suo sentire.

In più, tutte le sue creazioni letterarie, in particolare questa, protagonista delle nostra presentazione, sono ispirate al mondo dell’arte, cercando sempre di rendere semplici ma non banali le descrizioni di luoghi ed opere d’arte, e facendo riferimento alla visione di  Kenneth Clark.

La santa allegrezza, opera che si legge d’un fiato proiettando il lettore nella vita di Francesca alle prese con i vari ostacoli della vita, potrebbe definirsi un viaggio fra inquietudini, speranze, amore, luoghi e opere d’arte.

A chi si rivolge? A chiunque sia curioso nelle sue letture e sia in grado di superare limiti quando sceglie di leggere determinati testi.

Lo dedicherei a chi scrive e posta in modo gratuito le sue conoscenze su Internet, sono tantissimi, e a chi le legge” aggiunge Paola, ponendo l’accento sull’importanza, per un racconto, di scorrere semplice e diretto, seguendo un fine divulgativo mai banale, e di catturare e coinvolgere il lettore lasciandogli qualcosa di indelebile e indimenticabile.

Autore: redazione

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