Inferno Blu Cobalto | Aaronne Colagrossi Inferno Blu Cobalto | Aaronne Colagrossi

Inferno Blu Cobalto | Aaronne Colagrossi

La trama

Mar dei Caraibi,1666. Il Reaper, una nave pirata di Port Royal in Giamaica, attacca una nave a est di Cuba.Copertina Inferno blu cobalto

Ma la preda catturata si rivela di tutt’altra pasta: è una nave inglese. Carlo II d’Inghilterra, il potente sovrano, brama vendetta e vuole il comandante Charles Lee Knight: vivo o morto non fa differenza. Charles Lee Knight affronterà il suo destino attraverso oceani, isole sconosciute, avventure, indigeni, battaglie navali, tempeste, violenze, morte, prigionia, bottini… E amore.

Inferno Blu Cobalto di Aaronne Colagrossi narra una storia ricca di tematiche coinvolgenti: l’avventura, condita da un’ottima dose di esplorazione su tre oceani, dove si svolge l’intera vicenda; l’amicizia che si viene a creare tra i protagonisti dell’equipaggio tant’è che, molti di loro, si legano in maniera indelebile, con reciproco rispetto; l’amore, poiché il protagonista, un pirata inglese, troverà, nel corso della sua odissea, anche l’amore per una donna di rango elevato.

Il romanzo oggetto della nostra presentazione è audace, avvincente, imponente, la lettura ideale per chi ama il mare e le avventure che, tra oceani e scorribande, permettono di viverlo appieno da svariate prospettive.

Knight disse: «L’empio fugge anche se nessuno lo insegue, mentre il giusto è sicuro come un leone. È una vecchia frase della bibbia, signor Scott. Sciaguratamente noi galantuomini dei Caraibi siamo stati maledetti dai tempi in cui viviamo, assaporando una libertà che ci ha legato indissolubilmente a doppio filo con satana. Proprio così: siamo maledetti! Siamo privi di pietà e colmi di scelleratezza»

Coloro che hanno già letto Inferno Blu Cobalto sono concordi nel definirlo un testo molto diretto e semplice nello stile, così come nelle sequenze e nei dialoghi, capace di coinvolgere al meglio il lettore. Magari, Aaronne Colagrossi sarà stato influenzato in questo anche dagli autori ai quali si ispira prevalentemente per la tensione, i rapporti umani e gli aspetti geografici, ossia Michael Crichton, Wilbur Smith e Stephen King.

Ma come nasce l’opera in esame? “Quando iniziai a scrivere questo libro, nel 2014, volevo raccontare la storia di un pirata, cercando di trasmettere le stesse sensazioni che ebbi da ragazzo nel leggere i miei primi romanzi d’avventura. Volevo però anche dare il giusto tono storico al manoscritto – ci racconta l’autore – infatti nel romanzo sono presenti molti personaggi, sia realmente esistiti sia fittizi, distribuiti in varie località del globo. Lo studio bibliografico mi ha tenuto impegnato per molti mesi. La storia della pirateria è lunga e complessa. Siamo abituati a vedere i pirati al cinema con tricorno e sciabola. Ma non è solo questo! C’erano motivazioni geopolitiche e sociali che portarono le Indie Occidentali e Orientali a essere invase da queste colonie di pirati, bucanieri, corsari, banditi, cacciatori, mercenari, prostitute, pederasti, preti in fuga dalla Santa Inquisizione, ugonotti, nobili che si opponevano alla monarchia e tante altre figure sociali. La colonia di Port Royal, in Giamaica, era definita dalla Chiesa di Roma la “Sodoma del Nuovo Mondo”. Per non parlare delle tecniche navali e militari adoperate dai filibustieri, molti di loro disertori di vari eserciti e marine reali.

L’autore

Aaronne Colagrossi nasce a Campobasso nel 1980. Nel 2006 consegue la laurea in Scienze Geologiche e nel 2009 la laurea in Geologia Applicata all’Ingegneria. Da sempre appassionato delle scienze e della storia, come anche della subacquea e degli squali, nonché dei viaggi e della fotografia, che lo portano a viaggiare a lungo in Europa e in Africa, dove entra in contatto con la natura pura, sia in mare sia in terra.

Proprio grazie a queste passioni vedono la luce un romanzo sul grande squalo megalodon (2012), una trilogia di romanzi storici sulla pirateria (2016-2017-2018), nonché due reportage di viaggio, uno sulla Romania e uno sul Botswana (entrambi nel 2017). Il desiderio costante di scrivere romanzi, diari e articoli, porta Colagrossi a suggellare sapientemente tutte queste passioni, donandogli un mezzo con cui esprimersi.

Scrivere è un qualcosa che mi rilassa; lo trovo profondamente terapeutico. Quando scrivo mi isolo per ore e ore, talvolta interi fine settimana. Non mi pesa affatto, anzi mi piace e mi far stare bene. Scrivo anche per instaurare una sorta di rapporto con un potenziale lettore futuro che non posso vedere – ci rivela il nostro autore – quindi nello scrivere io devo cercare di rapportarmi e di accompagnare per mano tale lettore, non posso abbandonarlo nella storia; quindi mi fa piacere quando le persone leggono e apprezzano ciò che scrivo, ultimamente sto ricevendo molti input positivi da persone che hanno letto i miei libri. C’è una cosa che faccio sempre quando scrivo: faccio leggere le mie fatiche ad alcune persone estremamente abili e critiche in vari ambiti, nel caso di Inferno Blu Cobalto formai un vero e proprio gruppo di lettura, data la lunghezza della storia (640 pagine), successivamente il mio editor (il navigatore Flavio Fontana, che ringrazio) corresse interamente il libro, specialmente le sequenze nautiche. Mi piace molto scrivere, e quando capita che non ci riesco, il secondo giorno devo prendere il taccuino e buttare giù qualcosa. Sto male altrimenti!”

L’autore di Inferno Blu Cobalto è già a lavoro sul seguito dello stesso, provvisoriamente intitolato Guerra Blu Cobalto, le cui vicende vedono impegnati due archeologi americani nella scoperta delle tombe dei pirati protagonisti del primo libro. Tutto ciò avviene nella Seconda Guerra Mondiale, quindi la spedizione di ricerca vedrà i giapponesi sul piede di guerra.

Ma non solo. Colagrossi sta scrivendo anche un diario di viaggio ispirato alla spedizione subacquea del settembre 2017, effettuata tra Egitto e Arabia, dove le immersioni hanno consentito incontri ravvicinati con gli squali martello e i famigerati e selvaggi squali longimanus.

Lo stile

Inferno Blu Cobalto, opera che l’autore ha voluto dedicare alla madre, nasce dalla grande passione dello stesso per il mare e per le creature che lo popolano. Da cosa ha tratto ispirazione, oltre che da questa forte passione, per la creazione del romanzo? “In merito ai personaggi ho preso ispirazione sia da alcune persone che conosco, decisamente caratteristiche nell’aspetto che nel carattere, sia da personaggi del mondo dello spettacolo, in particolare dal cinema – ci dice Colagrossi – Ci sono fisionomie che mi ispirano molto e mi colpiscono per la loro determinazione. Ho impiegato circa due anni per scriverlo, in genere scrivo nel mio studio, sia a penna che su Word, al computer. Unica richiesta è la musica, mi piace scrivere sentendo musica, dal Rock, alla Classica sino alle Colonne Sonore. Generalmente metto un po’ di musica, mi prendo un caffè, disattivo il cellulare, Facebook e mi isolo nel mio “mondo”, per così dire. Ne riemergo solo dopo parecchie ore. Diciamo che c’è un pezzettino di me in ogni singolo pirata dell’equipaggio del comandante Knight. Ho cercato di trasmettere alcuni aspetti positivi al protagonista, come la determinazione, la lealtà e la sincerità”.

Sino a questo momento Inferno Blu Cobalto è stato letto soprattutto da lettori tra i 30 e i 60 anni di età, che hanno apprezzato moltissimo la storia narrata e il percorso del protagonista, un uomo che matura, cambiando molti aspetti della sua personalità e arrivando a capire davvero in che modo affrontare gli ostacoli della vita e da quale coraggio lasciarsi guidare. Un po’ come farebbe un eroe…

Ad oggi il romanzo ha raggiunto 1800 copie vendute in tutta Italia ed è stato inserito in uno speciale programma di lettura Prime Reading di Amazon.

Autore: redazione

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