Mi hanno detto che sono affetto da autismo | Scipione Pagliara Mi hanno detto che sono affetto da autismo | Scipione Pagliara

Mi hanno detto che sono affetto da autismo | Scipione Pagliara

La trama

Sean e Miriam si conoscono da bambini. Sono sempre stati compagni di scuola, dalle elementari al diploma di maturità. Lui è affetto da una forma lieve di autismo. La sua condizione lo rende strano e bizzarro. Parla poco, non socializza, si isola, ha reazioni inadeguate a qualsiasi tipo di emozione. È misterioso come il disturbo di cui è affettoCopertina Mi hanno detto che sono affetto da autismo di Scipione Pagliara

Miriam, fin da piccola, è affascinata e incuriosita dal suo compagno. Cerca di capirlo, lo aiuta, lo difende. Ne apprezza le qualità positive che fanno parte delle caratteristiche delle persone con disturbo dello spettro autistico: la spontaneità, la sincerità, l’incapacità di dire bugie. Sono esseri puri in un mondo a loro estraneo. Hanno spesso una intelligenza fuori dal comune. È il caso di Sean che diventa uno scienziato nel campo della fisica.  

Miriam cerca di aiutarlo a cambiare. Con l’aiuto del ragionamento e dell’osservazione, stimolando la sua intelligenza, pur senza avere conoscenze di psicologia, riesce a modificare il suo comportamento. Lo stimola all’autocritica, all’autocontrollo, riesce a fargli capire l’ironia e i doppi sensi. Pur rimanendo sempre una persona autistica, Sean migliora, si rende conto, capisce, riduce le sue stereotipie e le sue crisi di rabbia e di angoscia.  Insieme vivono la loro vita meravigliosa, il loro amore. Un amore puro e assoluto, indistruttibile. A nulla possono le ostilità dei genitori di lei che osteggiano il rapporto.

Come tutte le cose belle, tutto può finire improvvisamente. Ma c’è una cosa che non tramonta mai: è l’amore. Una parola magica che riesce a fare miracoli e capace di creare un mondo migliore.

Mi hanno detto che sono affetto da autismo di Scipione Pagliara non è un libro che parla di autismo, bensì un romanzo che racconta la forza dell’amore, dando spazio però a tale precisazione: l’autismo è una condizione che può essere anche molto grave; Sean, il protagonista, ha una forma assai lieve, cosiddetta ad alto funzionamento.

L’amore, inteso non solo come il sentimento che unisce un uomo e una donna, e i valori della vita sono al centro della narrazione dell’opera oggetto della nostra presentazione. Ricoprono in essa un ruolo importantissimo in quanto costituiscono le basi per l’appagamento interiore di ciascuno di noi. L’autore intende, infatti, porre l’accento su altruismo, solidarietà, rispetto, condivisione, e altri valori in grado di donare gioia all’animo e di aiutare a crescere, quotidianamente, nel modo più appagante possibile.

Se tutti avessimo un pizzico di autismo potremmo costruire un mondo migliore… (Scipione Pagliara)

Anche la diversità raccontata in Mi hanno detto che sono affetto da autismo può rivelarsi una ricchezza capace di offrire molteplici spunti di riflessione su ciò che ci circonda nel quotidiano.

L’autore

Scipione Pagliara è medico endocrinologo e padre di Francesca, una ragazza di 32 anni affetta da autismo. Sposato, ha due figlie e si dedica, insieme alla moglie Elisa, presidente di una associazione di genitori di persone autistiche, ad una vera e propria battaglia di civiltà che ha l’obiettivo di far nascere un Centro per l’Autismo, al fine di garantire alle persone affette da questa misteriosa condizione e alle loro famiglie tutto quello di cui hanno bisogno, seguendo le linee guida nazionali ed internazionali. Questo scopo, ovviamente, è mosso dal desiderio di consentire alle persone affette da autismo un futuro migliore.

Pagliara, oltre a Mi hanno detto che sono affetto da autismo, ha scritto e pubblicato il volume Ad Ulisse andò anche meglio (Youcanprint, 2016) con la Prefazione del viceministro Davide Faraone, anche lui padre di una ragazza autistica. Si tratta di un testo fatto di testimonianze e di forte denuncia, dal momento che racconta la “misteriosa” storia di una struttura destinata a persone autistiche (committente il Comune di Avellino) che dopo 14 anni ancora non è pronta. Ma non solo: tale opera narra anche gli insegnamenti di una ragazza autistica al suo papà, quale in primis la ricerca della purezza.

Ma come nasce l’amore per la scrittura? Ce lo rivela lo stesso Scipione: “Fra le varie forme di comunicazione, la scrittura è quella che mi permette di esprimere meglio me stesso e tutto quello che io sono, le mie idee, i miei pensieri, le mie emozioni, i miei sogni, i miei desideri, le mie aspirazioni, le mie speranze. Ho iniziato a scrivere perché ho sentito la necessità di descrivere e raccontare la mia personale esperienza di genitore di una ragazza autistica e le battaglie dell’associazione di genitori di cui faccio parte. Ho iniziato a scrivere nella speranza di poter cambiare il mondo, di contribuire a sconfiggere l’indifferenza e l’egoismo, di risvegliare i valori della vita e aspirare a un mondo migliore”.

Il nostro autore ha già pronto un nuovo romanzo, ossia un fantasy dal titolo Ho lasciato l’autismo sulla luna.

Per saperne di più leggete la nostra intervista all’autore QUI.

Lo stile

Lo stile di Scipione Pagliara potrebbe essere accostato a quello di Andrea Camilleri, autore che lo stesso creatore di Mi hanno detto che sono affetto da autismo ama leggere, assieme a Paulo Coelho e Stieg Larsson. Pagliara apprezza dedicarsi alla lettura di opere che fanno della chiarezza e della semplicità due punti fermi, tant’è che anche il suo modo di scrivere ‘risente’ di tale aspetto, al fine di essere diretto e immediato nell’atto di trasmettere dei messaggi e delle idee dalle sue pagine.

L’opera che vi abbiamo presentato potrebbe ricordare Love Story, il celebre romanzo che è stato fonte d’ispirazione per l’altrettanto famosa pellicola cinematografica.

Non è un romanzo autobiografico, come evidenzia l’autore, anche se l’autismo fa comunque parte della sua vita; è la storia dolce, delicata, autentica e intensa di due giovani che si amano e che, proprio con il loro legame, dimostrano la forza dell’amore, in grado di divenire bacchetta magica nelle mani di chi desidera cambiare in meglio il mondo. L’unica arma vincente contro egoismo, autodistruzione e indifferenza sempre più dilaganti…

Autore: redazione

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