Intervista a Giampaolo Manca, autore de "Dall'Inferno al Ritorno" Intervista a Giampaolo Manca, autore de "Dall'Inferno al Ritorno"

Intervista a Giampaolo Manca, autore de “Dall’Inferno al Ritorno”

Giampaolo Manca Dall'Inferno al Ritorno

“Non è facile rispondere alla domanda chi sono? sono stato un criminale, ora non lo sono più, per ciò che mi resterà da vivere, darò la mia vita, alle persone che avessero bisogno d’aiuto, agli ammalati di cancro, ai bambini poveri, insomma a chi ha bisogno d’aiuto”. Si presenta così Giampaolo Manca, autore de Dall’Inferno al Ritorno

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Dall’Inferno al Ritorno è anche una storia drammatica. Racconto la mia vita, il mio perdermi definitivamente, donando la mia anima al diavolo, perché solo il diavolo mi accompagnava nelle mie “imprese”, e per le mie “imprese” ho conosciuto il carcere per ben 37 anni. Il mio racconto è una sorta di riscatto affinché le nuove generazioni non debbano perdersi, come è accaduto a me.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

La scrittura è stata una sorta di medicina, una compagnia per me, e dove mi trovavo (per molto tempo), scrivere mi ha aiutato a non impazzire.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Sono stati due anni di lacrime, rivivere la mia vita, sin da piccolo, le violenze subite da un padre padrone, il quale credeva che le botte sarebbero servite al mio insegnamento futuro. Ma così non è stato. Ho passato gran parte della mia vita in carcere, l’ultima volta circa 26 anni, ed altri 10 nel passato. Ho ucciso delle persone, il peggio del peggio. 

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Non cerco di assomigliare a nessuno, voglio solo mandare un messaggio ai giovani, di non farsi abbagliare da nessuno, da cattivi maestri di vita, e di rispettare la legge.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Non saprei, molti gli episodi, dalla musica di Vivaldi alla colonna sonora di Apocalypse Now. Quello con Marlon Brando.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

La mia autobiografia deve servire a quelle persone colpite dalla violenza dei propri genitori, e raccomandandomi che quella violenza non deve mai essere fatta agli altri.

Autore: Redazione

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