Binario 15 | Giorgio Coluccia Binario 15 | Giorgio Coluccia

Binario 15 | Giorgio Coluccia

La trama

Immaginate ogni settimana di prendere il treno su e giù per tutto il Regno Unito. Binario 15 di Giorgio Coluccia è un lungo viaggio che vive in primo piano riti e consuetudini del football britannico. Non c’è solo calcio, la febbre del sabato contagia le vicissitudini pallonare ma anche storiche, riflettendo l’essenza di ogni singola città visitata e narrata. All’interno si trova un mix di racconti e tradizioni, da un binario all’altro si avverte il respiro più profondo delle piazze attraverso le quali l’avventura si snoda. La prossima fermata è sempre quella da scoprire. Binario 15

Ad esempio sulle coste meridionali della Cornovaglia c’è un legame intimo tra la squadra di Plymouth e i celebri avi, i Padri Pellegrini, che raggiunsero l’America nel 1600. Varcato il Vallo di Adriano, in Scozia, a Glasgow bisogna addentrarsi nel quartiere di Parkhead per vivere l’accesa rivalità non solo calcistica tra Celtic e Rangers. E i tifosi diventano attori protagonisti in Galles visto che a Swansea – a est della penisola di Gower – detengono una quota della società e la gestiscono come fossero dei dirigenti a tutti gli effetti: proprio qui, Dylan Thomas aveva descritto la sua città come brutta e incantevole.

Non si può non passare dalle metropoli: a Londra ci sono tutte le memorie di uno stadio demolito dopo 112 anni accanto al Castello di Anna Bolena, mentre a Manchester c’è stata un’altra rivoluzione, e dove prima c’erano i fasti industriali, ora c’è la capitale del calcio tra campioni, trofei e tanti miliardi.

Non solo queste, all’interno di Binario 15 ci sono altre città in cui si annidano rituali, storie e quartieri legati in modo viscerale alla propria realtà. Vengono raccontati dall’autore nel corso del viaggio, ma anche dai personaggi del posto incrociati nei pub, dai protagonisti sui campi di calcio e dalle testimonianze degli addetti ai lavori per scovare quelli che sono dei veri e propri luoghi di culto. Immancabili nei riti del sabato. When Saturday Comes, la febbre è ancora alta ed è già tempo del prossimo viaggio.

Tema centrale dell’opera protagonista della nostra presentazione è il grande potere del calcio di unire i popoli, specialmente nel Regno Unito, dove il fine settimana costituisce un vero e proprio rituale per qualsiasi classe sociale, senza limiti di età. Ovviamente, tale capacità risiede anche nella popolarità di questo sport, altra tematica affrontata in Binario 15. Una fama mondiale che ha avuto inizio nel lontano 1850 e che oggi è ben viva e salda, rappresentando spesso e volentieri un mezzo per tramandare ai posteri storia, tradizione e aneddoti.

Il volume di Coluccia si  rivolge agli sportivi, agli amanti del genere e soprattutto ai patiti di calcio inglese, offrendo un viaggio avventuroso nei meandri del calcio per eccellenza, tra curiosità, notizie e ‘luoghi di culto’.

«Il Liverpool sono vent’anni che espropria i nostri concittadini. Compra le case alle spalle della Main Stand per ampliarla. L’Everton non farebbe mai una cosa del genere perché rispetta la sua comunità». E’ sempre rossi contro blu, la rivalità di tutta Liverpool.

L’autore

Giorgio Coluccia, giornalista classe 1990, originario di Miggiano, in provincia di Lecce, vive a Roma da dieci anni.  Laureato in Giurisprudenza, ha frequentato la Scuola di Giornalismo Luiss e dal binomio sport-carta stampata ha avuto origine quella che per lui è prima di tutto una passione che una professione.

Dopo aver collaborato con svariati quotidiani locali e radio sportive, è passato al “Corriere dello Sport” ed è collaboratore di “Rivista Undici” e “Radio Informazioni” per le corse ciclistiche professionistiche, tra cui il Giro d’Italia. Ha vissuto anche a Manchester, ma è stato folgorato sulla via del calcio inglese in occasione di un West Ham – Liverpool al compianto Boleyn Ground.

Come nasce l’amore per la scrittura in questo giovane autore? Ce lo racconta lui stesso: “Il mio amore per la scrittura (più in generale per il giornalismo) nasce dal proposito di voler fondere professione e passione. Di farne un unico motore, capace di guidarmi verso l’obiettivo primario, ossia scrivere e raccontare. Il sogno da realizzare è sempre stato uno ed uno solo, coltivato via via più insistentemente sin dagli ultimi anni di liceo, così come durante il quinquennio universitario: entrare stabilmente a far parte di una redazione sportiva, avere a che fare con i ritmi frenetici delle notizie, narrare da una posizione privilegiata i tempi che saranno. Provo a riassumere il tutto in una breve frase: trasformare una irrefrenabile passione per lo sport, nata da ragazzo, in un mestiere a tutti gli effetti”.

L’obiettivo di Binario 15 è quello di raccontare il fenomeno del calcio britannico, certo. Ma non solo. Anzi, il calcio diviene un pretesto per narrare tutto ciò che gira attorno ad esso. Perché tifosi, luoghi ed eventi hanno tanto da regalare, tra gioie, dolori ed emozioni.

Lo stile

A quale autore il nostro Giorgio Coluccia si sente più vicino per stile? A quale scrittore nostrano si ispira? Senza dubbio a Dino Buzzati, per la capacità di raccontare e spaziare tra tematiche e realtà diverse, il tutto con un pizzico di fantasia da mischiare alla realtà.

Ma come è nato Binario 15 o, meglio, cosa ha costituito fonte di ispirazione per la materia trattata? A rivelarcelo è proprio il suo creatore: “Questo libro è nato partendo da quella che per un pezzo è stata la mia casa, da una terraced house in Alms Hill Road, situata a nord rispetto al centro di Manchester. Ho vissuto nell’area di Cheetham Hill, estremamente multietnica, in cui la popolazione britannica è sotto il 30% ed anche questa è una delle molteplici sfaccettature di una realtà cosmopolita in cui si mischiano usanze, lingue e religioni. Basti pensare che a poca distanza, nell’omonima strada, trovano posto un tempio Sikh, una moschea e una chiesa anglicana. Il sabato tutto cominciava con l’attesa per il 135, l’autobus della First che fa la spola tra Bury e Piccadilly, nel cuore della città, a pochi passi dalle tre stazioni cittadine. Questa ruotine è diventata un libro, soprattutto un viaggio ricco di esperienze e vicissitudini. L’ispirazione è venuta dal contesto in cui mi trovavo e che ho voluto approfondire”.

Il frutto di tale approfondimento è sotto gli occhi di tutti: non uno dei tanti libri che parlano solo di calcio, bensì uno specchio più ampio su un fenomeno sociale radicato. Una bella sfida per questo giovane autore che ha già in cantiere un secondo testo, incentrato su una tematica un po’ diversa.

Autore: redazione

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