La mossa del gambero | Franco Filiberto La mossa del gambero | Franco Filiberto

La mossa del gambero | Franco Filiberto

La trama

Un romanzo originale, perché parla di metodologie criminali che non sono state mai affrontate nella letteratura gialla contemporanea; coinvolgente, perché i fatti si susseguono ad un ritmo incalzante e i personaggi, presi in buona parte dalla vita quotidiana, favoriscono l’identificazione del lettore con alcuni di loro; spiazzante perché, dopo le prime 70, 80 pagine, il lettore è certo di aver identificato il colpevole per poi ricredersi procedendo nella lettura. La mossa del gambero di Franco Filiberto è tutto questo. 

Tema principale dell’opera la violenza sui minori che, in tal caso, costituisce la scintilla che genera l’intera storia. Ad esso si aggiunge l’analisi del confine, spesso assai labile, fra il bene e il male. I personaggi creati da Filiberto racchiudono aspetti sia positivi che negativi, rivelandosi buoni non completamente buoni e cattivi non fino in fondo.

L’atmosfera ricca di mistero, colpi di scena e domande, caratterizza La mossa del gambero

Una mattina, in una vecchia stazione per il controllo delle piene fluviali, una ragazza trova il cadavere di un uomo, ucciso con un marchingegno che riporta agli anni bui del Medioevo. Saranno il commissario Pandolfi e la sua squadra a cimentarsi in un’indagine che non ha precedenti nella storia della criminologia moderna. Dopo le prime ipotesi le indagini iniziano a scavare in un passato costellato di azioni turpi e inconfessabili e l’assassino sembra avere sugli inquirenti un vantaggio incolmabile.

 

Quando Pandolfi riuscirà finalmente ad individuare il colpevole non farà in tempo a rallegrarsene che tutta l’indagine crollerà come un castello di carte. Davanti agli occhi del commissario sfilano personaggi sfuocati e controversi, testimoni reticenti e testimoni casuali, colpevoli che diventano vittime e vittime che non sono per niente innocenti e in questo macabro e sanguinoso carosello la verità stenta ad affiorare.

Pandolfi, guidato dal suo fiuto e dalle sue intuizioni, arriverà a una verità che metterà a nudo il volto orribile del male, una verità sconvolgente e bestiale che non riuscirà a rasserenarlo né a fare giustizia.

Era convinto, anche se non sapeva perché, che le donne custodissero in camera da letto i loro piccoli e grandi segreti, magari sommersi sotto la biancheria o nascosti in qualche fondo di cassetto. Passò al setaccio anche quella stanza. Purtroppo dovette ricredersi: Anna Boero non aveva segreti, e questo gli sembrava improbabile, o li custodiva altrove.

L’autore

Franco Filiberto, nato in Calabria nel luglio del 1948, per circa dieci anni è stato ufficiale presso la Brigata Paracadutisti Folgore a Pisa e Livorno. Attualmente vive e lavora a Pisa dove svolge, nella sua agenzia, l’attività di pubblicitario con il ruolo di art director.

Da sempre appassionato d’arte e di comunicazione, si dedica con passione alla scultura, alla pittura e alla fotografia. La scrittura è una passione che nasce durante l’adolescenza e regala i suoi primi frutti con la creazione di racconti brevi e poesie. Dal padre, assiduo lettore di gialli, l’autore de La mossa del gambero ha ereditato, oltre a un numero consistente di libri, la passione per questo genere letterario e per l’enigmistica.

Il suo thriller Le ali sulla pelle è stato premiato al “Festival Internazionale Giallo Garda 2015” e al “Holmes Awards 2016”. Nel 2016 ha pubblicato una raccolta di racconti gialli dal titolo Di nuvole, brugole ed altri misteri, premiato al “Festival Internazionale Giallo Garda 2016”.

Nel dicembre 2016 è stata la volta di La mossa del gambero.

Al momento Franco Filiberto sta lavorando a un romanzo breve che, pur raccontando eventi nei quali appare un investigatore ed un cadavere, non è un giallo ma la storia sofferta e tragica di un ragazzo e dei suoi sogni. Contemporaneamente è a lavoro sul terzo caso che vede impegnati il commissario Pandolfi e la sua squadra.

Per saperne di più leggi QUI la nostra intervista all’autore.

Lo stile

Lo stile dell’autore Franco Filiberto è asciutto, semplice e scorrevole. Infatti, egli cerca di evitare l’utilizzo di parole ricercate, attingendo soprattutto dalla lingua parlata. Tale ‘meccanismo’ è dovuto all’intento di consentire a chi legge di immedesimarsi al meglio nelle vicende dei personaggi dei suoi romanzi.

La mossa del gambero è il frutto di un mix di esperienze, racconti, luoghi ed emozioni che costituiscono il bagaglio cognitivo ed emotivo di ognuno di noi. L’autore si è lasciato ispirare da città, eventi, persone: “Se dovessi indicare una città direi Praga o Torino per la loro atmosfera magica e misteriosa, per i loro angoli appartati, per la nebbia sottile che sembra aleggiare nell’aria anche nelle giornate serene. Se dovessi indicare un viaggio sarebbe senza dubbio quello in Russia e Paesi baltici dove, forse influenzati dalle tante storie sul KGB, si ha l’impressione che il mistero sia costantemente nell’aria. La persona che più di ogni altro ha influenzato questo romanzo e non solo questo è sicuramente mia moglie. La pazienza e la caparbietà con la quale cerca, e spesso scova, i punti critici o poco chiari del mio racconto fanno di lei la persona che ha influenzato in modo tangibile e sicuramente migliorativo il mio romanzo”.

Anche nella scelta dei personaggi, Filiberto ha teso la mano alla quotidianità, partendo da persone vere, amici o conoscenti, e arricchendone alcuni aspetti attingendo dalla fantasia.

 

Autore: redazione

Condividi Questo Post Su

Invia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *