Intervista a Nicola Cantalupo, autore de "L'umiltà dell'ignoranza" - RecensioniLibri.org Intervista a Nicola Cantalupo, autore de "L'umiltà dell'ignoranza" - RecensioniLibri.org

Intervista a Nicola Cantalupo, autore de “L’umiltà dell’ignoranza”

Nato a Napoli il 07/10/1976, Nicola Cantalupo ha due Lauree, una in Giurisprudenza ed una in Filosofia, una casa mediamente grande in quartiere residenziale della propria città, un gattone nero con una macchia bianca sul petto proprio come la bestiaccia protagonista infernale della novella di Poe, tra l’altro uno dei miei autori preferiti (poi dicono che il karma non esiste, mah…).

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

È una silloge di circa 50 componimenti, in versi sciolti legati ad un periodo ben preciso della mia vita – i vent’anni – arricchiti da una postfazione scritta di mio pugno. Credo sia estremamente importante che quest’ultima vada letta allo scopo ben preciso di comprendere il senso ed il significato ultimo dell’intera raccolta.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Il mio amore per la scrittura discende in linea diretta dal mio viscerale ed innato amore per la lettura che ho coltivato fin dalla più tenera età.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Abbastanza…direi circa un annetto e mezzo. L’ambiente non è mai stato fisso, a seconda dell’ispirazione subitanea del momento, una volta ho scritto una poesia persino all’interno di una discoteca!

Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Vorrei tantissimo trovare uno stile di scrittura che sia una via di mezzo tra lo “stream of consciousness” joyciano e quello ultrasincopato di Louis Ferdinand Cèline, con un tocco di Faulkner e Virginia Woolf. Proust no, non lo sopporto, “pensa breve e scrive lungo” (cit.).

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Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Also Sprach Zarathustra” di Richard Strauss, il “Pierrot Lunaire” di Arnold Schoenberg oppure “The End” dei Doors coverizzata da Nico.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

L’arte per l’arte. Questo è il mio motto, la mia linea guida che mi ha sempre e costantemente mosso ogni volta che ho preso, come si suol dire, carta, penna e calamaio….perciò, se vi va, leggetemi pure, altrimenti non ve ne vorrò di certo!

Autore: Redazione

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