Note invernali su impressioni estive Fëdor M. Dostoevskij Note invernali su impressioni estive Fëdor M. Dostoevskij

Note invernali su impressioni estive | Fëdor M. Dostoevskij

Note invernali su impressioni estive libro DostoevskijNote invernali su impressioni estive è un compendio di riflessioni morali, ciniche e sottilmente ironiche scritte da Fëdor Michajlovic Dostoevskij nell’inverno a cavallo tra il 1862 e il 1863, una volta ritornato dal suo primo viaggio all’estero dell’estate precedente. Un periodo particolarmente movimentato quello per il romanziere nato a Mosca nel 1821, che proprio in quegli anni cominciò l’ossessiva relazione con l’enigmatica Apollinarija Suslova. 

Ma Note invernali su impressioni estive (Feltrinelli editore) è soprattutto il reportage filosofico di un tour per l’Europa, un viaggio ricco di aspettative che verranno deluse.

Durante il viaggio che toccherà le città di Berlino, Dresda, Wiesbaden, Baden-Baden, Colonia, Parigi, Londra, Lucerna, Ginevra, Genova, Firenze, Milano, Venezia e Vienna, prima di far ritorno in patria, Fëdor Dostoevskij rimarrà stupefatto dalla vita vissuta e dal futuro già presente in quei posti; resterà folgorato dagli inediti lunghi viali illuminati da fasci ardenti di gas e dai bagliori delle case pubbliche pullulanti di donne belle come non ne aveva mai viste prime.

Ma le note di Dostoevskij non si limitano alle diversità culturali più tangibili dell’Occidente; lo scrittore russo traccia anche un impietoso quadro del popolo europeo, attaccando il modello borghese e sottolineando il diffuso malcontento, la povertà e la dissolutezza morale che vanno nascondendosi dietro il più insopportabile ordine, un “ristagno d’ordine” e i luccichii accecanti della città, una città falsa verso se stessa.
Quella prima visita in Europa – Dostoevskij compirà altri viaggi in Occidente negli anni successivi, un po’ per curare l’enfisema polmonare di cui soffre, un po’ per inseguire le sue passioni – definita da Dostoevskij “la terra dei mei molti e lunghi sospiri”, svelerà al romanziere russo il vero volto della società occidentale dell’Ottocento.

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Dostoevskij

In questa raccolta filosofica, che anticipa due grandi lavori introspettivi come Ricordi dal sottosuolo (1864) e Delitto e castigo (1866), Dostoevskij sembra mettere in guardia l’impero russo dall’intenzione di imitare il modello occidentale, frenando la corsa al “sogno europeo”. Un Dostoevskij che, probabilmente, in cuor suo sentiva i primi scricchiolii di un sistema che sarebbe stato sconvolto dalle rivoluzioni del secolo successivo.

Autore: Antonio Pagliuso

Ventenne (da sette anni) di Lamezia Terme, città al centro della Calabria con vista sulle isole Eolie. Ama leggere, scrivere e viaggiare e reputa la lettura dei classici della letteratura un must a cui ognuno di noi dovrebbe volgere. Collaboratore e redattore di alcune testate online, scrive di sport, cultura e spettacoli. Autore del giallo “Gli occhi neri che non guardo più”.

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