Rugile | Fabrizio Ulivieri

A proposito del libro “Rugile”

Per ogni decisione, per ogni bivio o direzione su cui scegliere d’incamminarsi c’è, immancabilmente, l’istinto a governare la nostra rotta.

Con il suo romanzo “Rugile”, Fabrizio Ulivieri riesce a dare sostanza a quanto, a una prima impressione, possa sembrare inconsistente e inspiegabile, perché difficilmente si riesce a trovare un senso razionale a quanto l’istinto possa imporci di compiere.

L’istinto non subisce i vincoli dell’appartenenza: va oltre l’essere umano e, mettendo in relazione il mondo visibile con l’invisibile, riesce a completarlo e complicarlo.

Per decifrare l’istinto bisogna abbandonare la zavorra della razionalità e guardare oltre il tangibile: il mondo in cui viviamo fa parte di più universi e trova origine dall’infinitamente piccolo.

Fabrizio Ulivieri ricorre alla fisica quantistica per connettere l’invisibile – dove le leggi della fisica classica non valgono più – con il mondo visibile dei sistemi complessi.

Perché è lì che affonda le sue radici l’istinto: protoni, quark, fotoni, gluoni…in fondo chi cede all’istinto cede principalmente a queste particelle elementari al loro agglomerarsi e organizzarsi in un modo invece che in un altro.

E l’istinto trova nel sesso un compagno di giochi perfetto e sincero, perché entrambi non conoscono il suono della menzogna e agiscono al di fuori degli schemi predefiniti e grigi della razionalità e, perché no, della falsità.

Il sesso ha la forza di rilegittimare i ruoli, senza fossilizzarli nel magma delle certezze.

Istinto, sesso, amore e le grandi domande sull’esistenza la fanno da padrone in Rugile, un romanzo sofferto e sincero che, con lucidità e fermezza, racconta storie, viaggi, incontri, malattie e guarigioni e i segni indelebili che la sofferenza fisica può lasciare addosso.

Senza tabù e senza filtri, le pagine di Rugile si leggono rapide, nel loro aprirsi ai viaggi e agli incontri.
Storie di universi in collisione, tra Firenze, Detroit, Vilnius e di conoscenze fisiche e carnali con donne di varie nazionalità.

Ma Rugile è soprattutto un romanzo di domande: la questione dell’esistenza, il coraggio delle proprie idee, la forza di affrontare i momenti finali per chi sente di non aver più nulla da perdere, perché ormai al termine del proprio cammino esistenziale.

Ed è a questo punto che ci si pongono le domande più difficili: quale possa essere il senso del nostro stesso esistere, perché, certamente, deve essercene uno più profondo che organizza la realtà di questi personaggi che vivono di sole passioni, istinto, governati dal basso ventre.

Avevo dimenticato che cos’è l’amore…ora di nuovo so. Meilė yra gyvenimo variklis[1]. Mi piace sentire calore dentro di me…mi piace quando il cuore batte più velocemente…sono come giovane ragazza…sono molto innamorata.

[1] L’amore è il motore della vita

Lo stile e il romanzo

Con uno stile diretto e veloce, nel corso del racconto Fabrizio Ulivieri cambia di passo e di marcia più volte, ottenendo un romanzo allo stesso tempo semplice e colto, che arriva subito.

Coraggioso e controcorrente, “Rugile” è in grado di dare un affondo alla realtà, spiegando la sua stessa tragicità.
Volutamente esasperati e borderline, i personaggi riescono a rappresentare le diverse sfaccettature dell’umanità, come la stessa Rugile, la protagonista del romanzo, che fa pensare a una sorta di Medea in chiave moderna.

Per questo “Rugile” è principalmente per lettori che nutrono una viva passione e che sentono di avere qualcosa di dire, da urlare al mondo.

Un romanzo controcorrente, che dà risalto ai contenuti e che spiega l’esistenzialismo e la tragicità del vivere umano, attraverso il ricorso alla fisica quantistica.

“Rugile” è acquistabile direttamente sulla pagina della casa editrice L’erudita.

Chi è Fabrizio Ulivieri

Fiorentino per elezione, Fabrizio Ulivieri, ha una personale visione globale che vede dare pieno risalto alle singole particelle che compongono la realtà, in totale contrasto con la globalità finanziaria, in grado unicamente di ledere i diritti e rendere il popolo schiavo di decisioni unidirezionali.

Il suo stile riflessivo e provocante mantiene costantemente alto il ritmo, obbligando il lettore a seguire i suoi racconti. Dichiara di essere un ostinato scrittore alla ricerca di contenuti, rifiutando di riempire i suoi romanzi di trame vuote.

La versatilità della sua penna lo ha portato a collaborare per il portale ilciclismo.it, per cui ha scritto cronache, pezzi satirici e racconti, oltre ad essere stato un apprezzato critico cinematografico per ilpolitico.it.

Ha, inoltre, pubblicato alcuni articoli di linguistica e grammatica su Studi di grammatica Italiana edito dall’Accademia della Crusca e sulla rivista tedesca Zeitschrift für italienische Sprache und Literatur.

Tra i suoi romanzi ricordiamo “L’eterno ritorno”, “Storia di Pelo il ragazzo che vinse la Milano- Sanremo”, “Albert Richter un’aquila fra le svastiche – Il ciclismo tedesco tra nazismo ed esoterismo (1919 – 1939)”, “Il culo e la riduzione fenomenologica”, “Il Ritorno che non volevo”, “Il sorriso della meretrice”.

Da poco terminato “Amore šaltibarščiai e pomodori rossi” un romanzo sull’amore. E’ la storia dell’amore di Austėja Di Vilnius, dell’indipendenza della Lituania e del suo amore per l’Italia. Un amore totale.

Al momento sta lavorando su un nuovo libro, “Italia” che vorrebbe approfondire i danni dell’unificazione, che secondo l’autore sono alla base della corruzione dei nostri tempi.

Vi invitiamo a seguire il blog di Fabrizio Ulivieri. 

Autore: redazione

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