Risorse umane | Matt J. Mckinnon

La trama

Edoardo Massini è un brillante manager di un’azienda multinazionale, la Lenschemicals, nella quale – dopo una lunga e prestigiosa carriera – ricopre il ruolo di responsabile delle risorse umane. Quando il suo matrimonio inizia a scricchiolare a causa dei continui impegni lavorativi che lo tengono lontano dalla moglie, la sua concentrazione sugli obiettivi professionali gli impedisce di accorgersene.

Risorse umane racconta la storia di un uomo che accetta di vedere la sua vita privata impoverirsi ogni giorno, per ottenere un miglioramento inversamente proporzionale della sua ascesa professionale: una vicenda tanto attuale nella società moderna, dove non di rado vengono persi di vista i reali valori, a favore di sterili obiettivi, distratte priorità, immorali velleità.

Solo alla fine del suo percorso Edoardo troverà la forza di ritrovare se stesso, rinnegando il suo passato cinico ed egoista, nell’estremo tentativo di dare un senso alla propria vita.

Risorse umane è un romanzo che fin dal titolo evidenzia la dualità del protagonista, diviso tra il suo lavoro e il bisogno di maggiori risorse personali, umane, emotive, per affrontare la ricerca del senso della vita. Nella transizione dal “personale” alle “risorse umane” si è persa la considerazione dell’anima dei lavoratori, passati da persona a risorsa, fin quasi a oggetto. Risorse umane è l’espressione che più di ogni altra esprime l’ambiguità, l’ipocrisia, le contraddizioni che non solo caratterizzano il protagonista, Edoardo, ma che come spire avvolgenti soffocano la sua intera vita.

“Non sono più adatto a questo sistema. Io sono nato con il codice in mano. Per me, fare il capo del personale, significa gestire le paghe, il contratto, quei figli di puttana del sindacato… noi, una volta, eravamo una funzione di regolazione sociale. Ora siamo fighetti, che si interrogano sul rapporto organizzazione-singolo. Siamo diventati dei filosofi: come si dice? Promotori del cambiamento… cambiamento un cazzo, Edo! Noi siamo l’azienda, dovremmo essere l’autorità, garanti dell’ordine tradizionale… a quel figlio di puttana, quel ragazzo, avrei dovuto poter rispondere che l’azienda lo pagava per fare un mestiere: lui doveva farlo e ringraziare che il ventisette del mese qualcuno si ricordava di accreditargli lo stipendio. Invece? Invece ho dovuto dirgli che il cinquanta percento del mio tempo è dedicato a studiare come valorizzare le persone e le competenze, che l’organizzazione è in continuo cambiamento e che la struttura dello sviluppo organizzativo avrebbe certamente trovato risposte in linea con il suo profilo…”.

L’autore

Matt J. Mckinnon, è un marito, padre e manager d’azienda.

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Autore che non compare mai in pubblico, ha imparato a scrivere quasi prima di iniziare a parlare. La passione di annotare in forma diaristica gli eventi romanzati della sua vita ha poi portato alla stesura del suo primo romanzo, Risorse umane, in cui eventi e personaggi sono liberamente ispirati a fatti realmente accaduti e vissuti e da amici e colleghi, ma anche dall’autore stesso, che condivide con il suo personaggio l’anelito alla carriera e il conseguente distacco dagli affetti.

Divoratore di romanzi, adora Hemingway e i gialli di Michael Connelly, creatore del personaggio Harry Bosch, al quale Mckinnon si è ispirato per il lato tenebroso del suo protagonista, Edoardo.

Risorse umane è stato scritto in poco più di sei mesi, nonostante l’autore non escluda l’opzione di tornare di nuovo a esplorare questo universo narrativo, in solitudine e in intimità, con il pudore di chi, professionista del lavoro, si approccia a un mestiere diverso da quello eseguito fino a quel momento.

Matt J. Mckinnon ha altre opere nel cassetto, in attesa di essere rifinite e pubblicate. 

Se ti va di conoscere meglio l’autore visita il suo sito.

Lo stile

Risorse umane è un romanzo introspettivo, drammatico, scritto con uno stile asciutto e diretto, un susseguirsi di dialoghi che delineano i personaggi senza appesantire la narrazione con troppe descrizioni.

I personaggi, modellati su persone realmente conosciute dall’autore, sono caratterizzati a tutto tondo e dotati di una personalità coerente e di una psicologia convincente.

Il tema al cuore del romanzo è tanto semplice quanto coinvolgente: la perdita di contatto con la realtà, l’alienazione lavorativa.

Dimenticarsi di ciò che conta veramente è facile, quando si è in balia del successo, la ricerca del piacere supera la consapevolezza del benessere, il bisogno di conferme da perfetti sconosciuti ha più valore dell’abbraccio di chi veramente ti ama, il peccato della vanità ti allontana dalla vita sana e umile.

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Tutto questo si trova tra le righe di Risorse umane, in ogni capitolo si nasconde più di un significato, Risorse umane è un romanzo breve che si apprezza ancora di più alla prima rilettura, quando il lettore è in grado di seguire l’intreccio del fil rouge che si dipana nelle pagine tra salti temporali nel passato, nel presente, e nel trapassato.

Risorse umane parte in sordina, con un episodio disciplinare atto a dare il senso di quanto noioso e insignificante possa essere il lavoro aziendale, e di quanto, nonostante questo l’ambiente lavorativo si avviluppi attorno all’essere umano, impedendogli la fuga, ma dopo il primo capitolo ecco che la vicenda accelera, il narratore gioca con la trama della storia e dalle parole stilla essenza di vita, di sentimenti, di dolore e amore.

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Autore: redazione

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