La portante di Venezia | Andrea Perin

Trama

La portante di Venezia Andrea Perin“La portante di Venezia – Personae” è l’opera inedita di Andrea Perin. Il romanzo sgorga con la stessa naturalezza di un atto d’amore: una dichiarazione firmata dall’animo per una città immortale che regala sogni ed emozioni sempre nuovi.
Quattro voci narranti raccontano gli scorci del capoluogo veneto contemporaneo, fotografandolo nei suoi angoli sconosciuti e in quelli noti a tutti.

Il flusso narrativo principale proviene da Monika e s’intreccia ai pensieri e alle parole di altre voci e altri nomi, che Andrea Perin identifica con le figure di “Mio padre”, “Il turista” e “Il sognatore”.
Gradualmente, pagina dopo pagina, prende vita un racconto corale dal risultato unico, come il personaggio che ne viene fuori: un solo personaggio, con quattro anime, che, come per un prezioso misticismo, si fondono col luogo stesso in cui vivono; un puzzle tutto da interpretare di una nuova Venezia.

A integrare il racconto corale, fotografie e dipinti dell’autore s’inseriscono nella complessa architettura del romanzo, quasi a fornire altre tessere del puzzle e nuovi indizi. L’intero romanzo non potrebbe dirsi completo senza la parte grafica, che inizia dalla stessa copertina, per trovare una giusta conclusione nel dipinto della quarta.

Come suggerisce Calvino, una città non si apprezza soltanto per le meraviglie che ha da offrire ma per le risposte che riserva alle proprie domande; ed è proprio questo che accade ai quattro narratori.

Ogni angolo, dalle strade alle piazze, dalle calli alle luci fioche della sera, parla in maniere diverse ad ogni singolo individuo: perché Venezia è prima di tutto questo, e amarla significa abbandonarsi incondizionatamente all’Amore.

Lasciarsi sedurre dalla sua magia, concedersi totalmente ad essa è il secondo passo: come un’arma a doppio taglio, sorprende, fa innamorare. Tramortisce con la sua bellezza per poi sfocare in quell’ineffabile mistero che da secoli la avvolge. Un percorso emozionale colorato dal guizzo effervescente della vanità.

L’autore

Andrea Perin nasce nel 1970 nella verde provincia veneta a un’ora di strada dal capoluogo, la “sua Venezia”, dove attualmente vive e gestisce una ditta individuale. Gli studi tecnici e scientifici non lo hanno distolto da una delle sue più grandi passioni: la lettura. Coltivando l’arte, la musica e l’amore per i libri è riuscito a preservare pulsante il suo animo sensibile, imparando a non fuggire dalle emozioni, ma a raccontarle e condividerle.
Da qui deriva la sua passione per la scrittura, iniziata per gioco: Andrea si è sin da subito divertito a ricamare trame e storie attorno a idee e suggestioni provenienti dalla comune quotidianità. A poco a poco, quest’abilità è andata perfezionandosi evolvendo in tecnica narrativa vera e propria.
Il suo primo libro unisce a quest’ultima l’indissolubile legame con Venezia: una vera e propria dichiarazione d’amore che ancora una volta dona voce all’anima.
Tra i modelli di riferimento alcuni grandi classici della letteratura italiana e internazionale: dalla durezza di “1984” di George Orwell alla fantasia de “I racconti” di Friedrich Durrenmatt, passando per il fascino annichilente della “Divina Commedia”, una bellissima donna inarrivabile.
Scritto in soli quattro mesi, “La portante di Venezia – Personae” nasce nel nome dell’arte e, come anticipa il sottotitolo “Personae”, si completa con altri scritti già terminati ma ancora inediti.

Lo stile

Un racconto limpido, narrato da quattro personaggi che parlano tutti in nome del medesimo sentimento: l’amore per una città, Venezia.
Andrea Perin libera la sua interiorità attraverso quattro voci distinte che rincorrendosi in decine di racconti si incastrano a delineare un romanzo di pura fantasia, nascondendo un po’ di sé dietro le percezioni di ognuna di esse.
Il fascino dell’eleganza veneziana è inarrestabile: pervade e disarma, lascia senza parole, mette a nudo le proprie paure e debolezze per poi ricompensare con l’amore.

Con la stessa semplicità che guida tale sentimento, lo stile lascia spazio all’immediatezza a discapito dell’artificiosità, diventa d’impatto, preferendo un prosare pulito e breve che gioca sulla poliedricità dei significati e sulle combinazioni linguistiche d’effetto.

La parola mira a sorprendere, a tratti vera, a tratti vanitosa del suo abile uso, quasi compiacendosi della nuova sfumatura assegnatale. Molti sono i richiami autobiografici: l’autore si dissemina nelle sue stesse creature, sia nei personaggi maschili che in quelli femminili, dando vita persino a quei frammenti di ricordi di donne con cui ha vissuto o desiderato farlo.

Un’insolita Venezia ripercorsa non soltanto attraverso le bellezze artistiche per cui si è soliti citarla ma soprattutto tramite lo sguardo sincero di quattro guide inconsuete e adorabilmente umane.

Per info sul romanzo visita il sito del libro; per l’acquisto, clicca qui.

 

Autore: redazione

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