Il diavolo in testa | Andrea Fedeli

La trama de “Il diavolo in testa”

Il diavolo in testa FedeliAndrea Fedeli depone provvisoriamente la veste di compositore per suggellare il suo ingresso nel panorama narrativo contemporaneo: “Il Diavolo in Testa” è il suo romanzo d’esordio, un racconto che sin dalle prime pagine si pone nell’ottica dell’autenticità.

Luca e Mattia sono amici per la pelle; si conoscono sin da piccoli e, con il passare degli anni, il loro legame diventa sempre più forte, sino a divenire uno scudo contro la monotonia del grigiore urbano.

Purtroppo, nella tempestosa stagione della vita chiamata adolescenza è difficile rimanere in equilibrio sul filo sottilissimo delle tentazioni e dei turbamenti dell’età. I venti di nuove sensazioni soffiano testardi mettendo in discussione la fermezza del più incorruttibile dei ragazzi: è così che le vite dei due migliori amici incappano nel fantasma tramortito della droga, e questo incontro scongiurato sfiderà la più duratura delle amicizie. L’abbandonarsi all’illusione felice delle droghe è talvolta più comodo dell’affrontare la cruda verità della realtà.
E come se non bastasse, a questa prima difficoltà va ad unirsi il tormento dei primi amori, così intensi da spaventare, quelli che colgono di sorpresa come un pugno nello stomaco e che dominano i pensieri quotidiani dei giovani senza chiedere alcun permesso. Persi in un labirinto dai muri invalicabili, Luca e Mattia intraprenderanno un percorso di formazione che gli farà assaporare quanto al tempo stesso possa essere dura e meravigliosa la vita.
Dinanzi a questo terremoto interiore, l’amicizia trionferà o soccomberà stordita dalla violenza di un cambiamento repentino di uno dei due?

L’autore

Classe 1981, Andrea Fedeli nasce a Codogno, in provincia di Lodi. Attualmente musicista compositore, è autore di numerose colonne sonore per il ben noto documentario televisivo di viaggi e avventura “Overland”, trasmesso da RAI Uno. Sino alla pubblicazione del suo primo romanzo, “Il Diavolo in Testa”, Andrea si è dedicato esclusivamente alla composizione musicale, riservando alla scrittura uno spazio marginale, ai limiti del semplice hobby.
Ma in questo rifugio immaginario trovato nella solitudine di un foglio bianco e una penna, Andrea ha lentamente riscoperto una forte passione, sfociata poi nell’esigenza e nel piacere di raccontare una storia veritiera. I modelli letterari di riferimento volano dalla pungente satira e dal coinvolgimento emozionale di Mark Twain alla suggestione narrativa di Bram Stoker, passando per la ricchezza di dettagli con cui Gabriel Garcia Marquez colora i suoi personaggi.

La vocazione per la scrittura ha forse origini ben più lontane, stuzzicata sin da piccolo dalle fiabe raccontate dalla nonna Dina: Andrea decide così di firmare il suo esordio da narratore con uno spaccato di attualità adolescenziale, quella complessa fase della vita di tutti in cui, per dirla con Calvino, “a volte uno si sente incompleto ed è soltanto giovane”.

Per maggiori informazioni, visitate la pagina facebook dell’autore.

Lo stile

“Il Diavolo in Testa” si colloca sin da subito nel variegato universo dei romanzi adolescenziali.
La storia di Luca e Mattia, due sognatori che praticano Hip-Hop, uniti da un’amicizia ininterrotta, è uno di quei racconti che spesso sentiamo distrattamente ai notiziari che ogni giorno entrano nelle nostre case.

Due ragazzi giovani che rispondono con scelte poco sagge alle novità legate al periodo adolescenziale, e che segnano la loro condanna nell’incontro con la droga.

Il mito della marijuana, lo spingersi oltre il limite consentito, alla ricerca di una felicità artificiale e ben più pericolosa, sono i tratti più discussi da chi prova ad accostarsi ai moderni adolescenti, etichettandoli come criptici “prodotti” di una società sbagliata.
Quando però si è accusati di avere “il diavolo in testa” il rischio è di condannare senza provare a immedesimarsi: Andrea Fedeli tenta di fare esattamente questo, un dipinto autentico e crudo della realtà degli eventi, attraverso gli occhi spauriti di chi però appartiene a quel medesimo quadro, in tutte le sue tonalità.
Una descrizione ricca e puntuale della metamorfosi caratteriale di un’età difficile con una promessa (e premessa) essenziale: allontanarsi da qualsiasi moralismo esasperante o rigorosa denuncia di un malessere che spesso è più facile giudicare anziché provare a comprendere.
Sin dalla copertina provocatoria, l’autore si rivolge senza filtri ai piccoli grandi lettori colti dalle stesse fragili paure di Luca e Mattia, con un solo consiglio: accantonare il benessere vuoto e momentaneo dell’effimero e di tutto ciò che i falsi miti odierni intendono imporre come canone della felicità, e cercare quest’ultima dentro se stessi oltre che in quei pochi legami preziosi e duraturi che da sempre scandiscono, nel bene e nel male, le giornate di tutti.

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Autore: redazione

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1 Commento

  1. La lettura del libro è piacevole e scorrevole. L’autore è riuscito a trasmettere con chiarezza emotiva ed espressiva le situazioni e gli stati d’animo dei personaggi. Sicuramente un libro che consiglierei a chi volesse prendersi del tempo per riflettere su temi rilevanti, specialmente al giorno d’oggi.

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