Artemisia: quando una donna non poteva essere artista

La passione di Artemisia - Edizione specialeEdizione speciale per una grande scrittrice, nell’anniversario di Neri Pozza: l’artista tedesca Kiki Smith firma la nuova copertina di una riedizione (maggio 2016) del bestseller di Susan Vreeland “La passione di Artemisia”, collana I Narratori delle Tavole, 334 pagine 14,50 euro, già pubblicato nel 2003.

Una stella dell’arte europea e una star della narrativa mondiale insieme per uno dei “magnifici sette”, i libri speciali che festeggiano il settantesimo compleanno delle edizioni vicentine. Scelta non  casuale. Se la pittrice di Norimberga predilige figure che esprimono la sensibilità di corpi e volti femminili, la scrittrice di San Diego mette al centro delle sue vicende donne intense e sensibili.

Artemisia, la protagonista

Non a caso, l’eroina del romanzo è una bella e determinata protagonista della storia dell’arte europea, Artemisia Gentileschi (1593-1653), la prima ad imporre le sue capacità, superando difficoltà inaudite, nel mondo tutto al maschile della pittura, fino ai primi del XVII secolo. Primogenita di un esponente della corrente caravaggesca romana, il toscano Orazio Lomi Gentileschi, Artemisia mostra fin da ragazzina un talento pittorico che faceva difetto invece ai fratelli maschi. E che forza, che vigore le immagini da lei dipinte, illuminate da colori violenti, secondo lo stile di Michelangelo Merisi, il Caravaggio. È un romanzo appassionante, basato su eventi storici realmente accaduti.

 Qualsiasi lavoro di finzione di storia o di una persona storica è e deve essere un lavoro di immaginazione, fedele al tempo e al carattere sempre, ma vero per fatti minori solo finché fornisce un dramma credibile, tiene a spiegare Susan Vreeland.

Il processo

Autentica è la pagina di singolare giustizia capitolina (o vaticana, più esattamente) con cui si apre il romanzo: un’udienza per stupro che si trasforma in una nuova violenza alla vittima. In un processo alla ragazza, piuttosto che allo stupratore. E considerato che questo continua a verificarsi anche oggi, non sorprende che l’inaccettabile ribaltamento di ruoli si sia verificato ai danni della Gentileschi, prima grande pittrice in un mondo non disposto a riconoscere le qualità artistiche femminili, che in lei erano straordinarie. Non fidandosi della testimonianza di una donna, la parte lesa viene addirittura sottoposta a tortura per convalidare le accuse. Alle dita della diciassettenne Artemisia viene stretta sadicamente una cordicella, la Sibilla, una specie di garrota serrata in maniera sempre più dolorosa ad ogni domanda, fino a lacerare sanguinosamente la pelle. Portenti giudiziari dell’Inquisizione romana! Eppure, nel tribunale di Tor di Nona, il 14 maggio 1612, il vero imputato sotto processo era un altro artista, Agostino Tassi, un violento bellimbusto che aveva sottoposto la ragazza ad atti di libidine violenta, con la vaga promessa di un matrimonio riparatore, non mantenuta. Assicurazione che forse bastava al padre, ma non alla figlia, che ne aveva subito le conseguenze. Violentata, torturata, processata, tradita, non amata.

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Una rivoluzione nell’arte

Una donna pittrice? Nel XVII secolo? Una cosa fantastica, bizzarra, come una scimmia che suona il clavicembalo, scrive l’autrice. Ma certo Artemisia Gentileschi annunciava una nuova era per le donne, con le sue eroine forti, impegnate in azioni drammatiche nei  suoi dipinti. E pensare che le accademie d’arte erano chiuse al “sesso debole”, così come le “botteghe” dei maestri, frequentate dagli apprendisti adolescenti per acquisire le tecniche. In privato e per diletto, le dame potevano anche indugiare a dipingere soggetti floreali, circostanze domestiche e nature morte, ma senza cimentarsi con i grandi eventi, meno che mai competere con gli uomini o sottrarre loro commesse! Peraltro, un’artista femmina, sia pure di massimo talento, non avrebbe mai potuto ottenere committenze e compensi ed era questo che lo squattrinato papà Gentileschi lamentava più amaramente.

La rivalsa

Eroina moderna, l’Artemisia del romanzo interagisce alla pari con il padre e il marito e sfonda nel mercato dell’arte, rivelandosi una pittrice capace e apprezzata. Quella vera, l’Artemisia storica, per prima ha dipinto temi epici e biblici ed è stata ammessa nell’Accademia del Disegno di Firenze, prima donna a ricavare denaro dalla sua capacità di dipingere. Erano scene piene di pathos e tensione, nello stile truce e tenebroso del Caravaggio, sempre con forte contrasto tra luce e buio. Il romanzo, al contrario, è disteso e brillante.

Autore: FeL

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