Ombra di morte | Davide Stocovaz

Ombra di morte” è il secondo esperimento narrativo di Davide Stocovaz.

ombra di morteLa trama

Un titolo parlante, intriso di pericoli e carico dell’alone fascinoso del mistero: un thriller tutto italiano con un tema importante nella sua attualità, quello del sempre più ostile rapporto tra uomo e animale. Non a caso l’ambientazione prediletta è il rigoglioso Parco Farneto, luogo simbolico per l’autore che non rinuncia a ridipingerlo alla luce di momenti di pura azione e di divertimento, oltre che di un inaspettato amore.

Tutto sembra scorrere silenziosamente nella tranquilla Trieste, lontana da clamori allarmanti, fin quando un serpente di specie non autoctona, aggressivo e letale, invade la quotidianità seminando panico e morte.

Daniel Peruzzi, erpetologo di professione, viene ingaggiato per studiare i comportamenti del pericoloso rettile, riconoscendo nel suo aggirarsi fiero e spietato il suo semplice istinto naturale: è un animale e si comporta in quanto tale.

Di opinione contraria è Massimo Derisi, capo della polizia che ha da poco perso il figlio a causa della leucemia: non soltanto vede nel serpente una fonte inesauribile di minacce ma, come transfert psicologico della sua devastante esperienza personale, reputa essenziale annientarlo a tutti i costi in quanto incarnazione di quel Male assoluto da debellare una volta per tutte.

Con l’aiuto di una giornalista alla quale si legherà, Daniel dovrà costantemente monitorare i comportamenti del rettile così da prevederli ed impedire che quello che tutti definiscono “nemico”colpisca di nuovo.

Chi vincerà questa guerra ad armi impari, l’uomo forte delle sue tecnologie artificiali o l’animale la cui unica colpa è assecondare istintivamente la propria sete di libertà?

L’autore

Davide Stocovaz nasce a Trieste nel 1985. Dopo il diploma di scuola superiore, partecipa alla realizzazione di cortometraggi e documentari, scegliendo di proseguire quel viaggio entusiasmante nell’universo della scrittura che sin da piccolo lo ha sempre emozionato.

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In età matura si appassiona agli stili elettrizzanti di autori pilastro della narrativa d’orrore, come E. A. Poe e H. P. Lovecraft, certamente influenti nella scelta del genere al quale Davide ha poi deciso di aderire stilisticamente.

Nel 2010 vince il Primo Premio Internazionale per la Sceneggiatura Mattador, dedicato a Matteo Caenazzo; quattro anni più tardi il suo racconto intitolato “L’ultima sinfonia” viene pubblicato nell’antologia “Morte a 666 giri”, edita dalla Dunwich Edizioni. Sempre nel 2014 scrive il racconto “Lei” con la collaborazione dell’amico Ivan Fanucci, curato da Letteratura Horror nella raccolta ”Halloween all’italiana”.

Il vero e proprio esordio come romanziere è segnato dal libro “Zanne nelle tenebre”, edito da GDS Edizioni, al quale segue questo secondo titolo “Ombra di morte” in cui la passione della scrittura si fonde con il suo interesse per il regno animale: in particolare, l’idea narrativa nasce da un ricordo d’infanzia: un incontro, proprio nel Parco Farneto, con un serpente autoctono.

In cantiere un altro progetto thriller\horror ambientato sul lago Bajkal, ancora una volta con un titolo parlante: “Abissi”.

Lo stile

La scrittura può somministrare pillole di saggezza e moralità attraverso l’intrattenimento divertito dei lettori. Un thriller è sempre una scelta avvincente e nel caso di Davide Stocovaz si completa di un intento didascalico non indifferente: la complicata relazione tra l’essere umano, contemporaneo colonizzatore di ogni diversità naturale, e l’animale, espressione prima della natura istintiva e indocile, non sempre addomesticabile e pertanto spesso costretto nella maggior parte dei casi alla cattività.

Il tema così impegnato è stato influenzato da una vera e propria lezione sul rapporto tra Uomo e Natura contenuta ne “Lo Squalo” di Peter Benchley, oltre che da un evento di cronaca realmente accaduto a Trieste: il ritrovamento di un boa constrictor avvolto su un palo della luce, attualmente nel rettilario dell’acquario marino della città.

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In questa contaminazione tra realtà e fantasia, lo stile si mostra asciutto e scorrevole, con l’aumento graduale dell’adrenalina procedendo per immagini: si avverte, a tal proposito, l’influenza delle tecniche di sceneggiatura nel bagaglio artistico dell’autore. Una piccola curiosità a riguardo: prima di ogni viaggio narrativo, Davide si lascia condurre da suggestioni ed ispirazioni musicali. L’ascolto di alcuni brani, soprattutto in fase di progettazione, si rivela una fonte inesauribile di idee. In questo caso, lo strisciare imprevedibile del serpente sarebbe anticipato da una musica cupa e tetra, pronta a cambiare registro da un momento all’altro.

Un romanzo consigliato per chiunque voglia evadere dalla routine quotidiana con una sorprendente avventura dall’ombra educativa.

Il libro è disponibile sui vari store online o sul sito della Casa Editrice.

Autore: redazione

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