Il tarlo di Salvatore Galvano

Il tralo Salvatore Galvano

Nel suo passato, come se non bastasse, trovava posto anche una pistolettata di qualche collega, per fortuna andata a vuoto, il cosiddetto fuoco amico che, nella malaugurata ipotesi avesse raggiunto il bersaglio, tutto avrebbe fatto tranne, per così dire, che mostrare il proprio affetto e la propria amicizia al soggetto attinto. In sintesi, se Licata avesse potuto rivolgersi al fuoco in questione, lo avrebbe apostrofato con un’espressione del genere: «Amico ’na minchia!»

La trama

Una serena notte di maggio avvolge la città di Roma. Nell’antico palazzo dell’800, sede del Ministero della Difesa, tutto procede come al solito. O almeno sembra. Durante una normale ispezione di routine, viene trovato il corpo esanime di un ufficiale generale, Garelli.

Ad una prima analisi, pare che il soggetto sia morto per cause naturali. Eppure il maresciallo Licata, chiamato ad indagare sul caso, non è convinto di tale ipotesi. Questi, chiamato dai colleghi – non a caso – “cane da tartufo”, ha lunga esperienza in fatto di omicidi e, per lui, la morte del generale Garelli non è per niente dovuta ad un accidentale malore. Inoltre, Licata ha anche adocchiato un particolare di rilievo sulla scena del crimine: un libro, lasciato lì, aperto sulla scrivania, con le pagine rivolte verso il basso. L’opera è “Vent’anni dopo” di Dumas. Che sia una firma dell’assassino?

L’autopsia dà un responso sicuramente sconcertante: sul corpo del generale vengono rilevate tracce di folgorazione elettrica.

In corso d’indagine, tutte le prove sembrano protendere verso il colonnello Battelli, ex collaboratore del generale e sua vecchia conoscenza da circa vent’anni. Di lì a poco, però, anche Battelli viene trovato morto nel suo ufficio.

Per Licata questa indagine assume i risvolti di un vero e proprio rompicapo.

Seguendo nuove piste, il maresciallo siciliano giunge presso il reparto dove, a suo tempo, le due vittime avevano prestato servizio. È qui che Licata troverà le risposte che cerca per smascherare l’assassino?

L’autore

Salvatore Galvano è un ingegnere campano. Lavora come dirigente presso una Pubblica Amministrazione. Durante il suo percorso accademico ha conseguito tre diverse lauree specialistiche – in Scienze Strategiche, Scienze Internazionali e Diplomatiche e Scienze Politiche – e due master, in Studi Internazionali Strategico-Militari e un altro, di II livello, in Scienze Strategiche.

Tante e variegate anche le sue passioni, come il modellismo ferroviario e la filatelia, ma di sicuro la scrittura occupa un posto d’onore. Già autore de La logistica aziendale in ambito militare (Esse, 1992), Il tarlo è il suo primo romanzo giallo, ambientato nel “mondo con le stellette”, così come simpaticamente lo definisce l’autore, ovvero il mondo dei militari di professione.

Attualmente Galvano ha intenzione di proseguire con le avventure di Licata, puntando ad una vera e propria serie con protagonista il maresciallo agrigentino. Il suo sogno nel cassetto? «Sarebbe bello – ci confida – anche poter vedere alla televisione, o magari al cinema, un’indagine del maresciallo Licata, ma ciò significherebbe dover inseguire una chimera. Ma ai sognatori è consentito tutto!»

Il tarlo Galvano

In foto: Salvatore Galvano

Lo stile

Il tarlo di Salvatore Galvano è giallo in salsa militare, dove l’autore ha voluto trasportare dalla realtà alla carta persone e conoscenze a lui vicine, sia nell’ambito lavorativo che privato. Certo, mai nella loro interezza, ma l’ispirazione è confermata. In particolar modo, è proprio il maresciallo Licata ad occupare un posto d’onore. «Per il suo personaggio – ci spiega l’autore – mi sono ispirato al mio defunto papà, carabiniere anche lui, con i suoi pregi e i suoi difetti, le sue paure e le sue manie. Il tarlo costituisce un omaggio alla sua memoria, il desiderio di tenerlo in vita e di rinnovarne il ricordo pagina dopo pagina.»

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Chi invece è frutto della creatività dell’autore è la conturbante dottoressa Bartoli. «Nel momento in cui scopro le carte [con i lettori ndr], rivelando che tale personaggio è chimerico, ovvero del tutto immaginario, non posso che leggere nei loro volti un’inequivocabile delusione.»

Ma Il tarlo è anche e soprattutto un romanzo dedicato agli amanti del giallo, del poliziesco, del mistery. Fra le pagine di questo libro chi lavora nel “mondo con le stellette” si sentirà un po’ a casa; mentre chi, con curiosità ed interesse, lo guarda dal di fuori, saprà di certo apprezzare le varie sfumature, da quelle militari a quelle umane, che popolano la vicenda.

Il perché di questo titolo? Ce lo spiega direttamente l’autore: «Sia la mente dell’omicida, assorta nell’esecuzione di quanto pianificato, sia quella dell’investigatore, assorbita dal solo pensiero di scovarlo, sono assillate da un “tarlo”, qualcosa che cova dentro inesorabile.»

Il tarlo. Le indagini del maresciallo Licata è edito da Ciesse Edizioni, ed è disponibile per l’acquisto sia in versione cartacea, che in digitale.

Qui un estratto dell’opera da leggere in anteprima.

 

Autore: redazione

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1 Commento

  1. ***** Scorrevole. Uno stile diverso dal solito, fa anche sorridere. Molto avvincente la storia. Licata uno di noi. Non vedo l’ora che esca il secondo. Consigliato !!!

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