Il libro dell’amore perduto di Lucy Foley

Il libro dell'amore perduto recensioneCi sono cose destinate a perdersi nel tempo” e ci sono poi storie che prima di essere svelate fanno dei giri, si nascondono nella speranza di essere sepolte, ma appena trovano uno spiraglio, escono fuori. Perché la verità trova sempre il modo di venire a galla. “È difficile scoprire un segreto, ma è più difficile mantenerlo“. Ed è quello che succede ne Il libro dell’amore perduto, romanzo di esordio di Lucy Foley per la Neri Pozza Editore. È doveroso fare una premessa. Adoro i romanzi ambientati in epoche passate. Soprattutto gli Anni 20 mi affascinano.  E questa storia inizia nel 1928 (ecco il mio specchietto per le allodole) a Herforshire, attraversa il tempo e lo spazio, giunge a Londra nel 1986 e trova la chiusura del cerchio in Corsica. Ma andiamo con ordine. Il romanzo inizia con una festa in maschera, che vede l’incontro di due amici di “vacanza”: Thomas Stafford ed Alice Eversley. È l’ agosto del 1928. Svelata la storia relativa al loro primo incontro, ci ritroviamo nel 1986. A narrare la storia è la giovane Kate. Chi è questa ragazza? E cosa la lega a Thomas ed Alice? Un passo alla volta, non è così intuitivo come può sembrare. Non sappiamo nulla di lei, se non che è la figlia della famosissima ballerina classica June Darling, morta in un incidente aereo. Basta però procedere nella lettura per capire subito i vari incastri. È forse questo il lato negativo del libro: troppo presto! Come ho già detto, mi piace leggere libri ambientati in epoche lontane: la genuinità dei gesti, delle parole utilizzate e la purezza dei sentimenti mi lascia ogni volta sempre sognante (anche se il 1986 non è poi un’epoca così lontana). Tutto ciò, per dire che libri su questo genere ne ho letti davvero tanti e questo l’ho trovato un po’ troppo affrettato. Non c’è spazio per la curiosità, tutto viene rivelato velocemente. Certo, la matassa da sbrogliare è grande, quindi di sicuro non c’è spazio da lasciare alla noia. Nonostante ciò, il libro si legge velocemente e piacevolmente, la storia della ballerina (June) si intreccia con quella dell’artista (Thomas) fino a incontrare la fotografa (Kate). Un romanzo in cui l’arte, la passione, l’amore, il rimorso e i segreti si fondono e si confondono, lasciando posto all’amarezza di cose mai dette, taciuto fino all’esalazione dell’ultimo respiro. Ci si convince che è per il bene della persona a cui tanto teniamo, ma in realtà è solo per puro egoismo, per quella insana paura di dover condividere il suo bene. Ci sono dei segreti inconfessabili, che anche se non vorremmo condizionano la vita delle persone che più ci sono vicine. Kate si trova tra le mani una lettera, parole scritte tanto tempo prima, parole che sua madre sognava di poter leggere da una vita. Ma ora lei non c’è più, e tocca a Kate trovare il coraggio di rivangare vecchi ricordi e rimorsi che ancora logorato. Un libro, questo, che sicuramente vi regalerà piacevoli emozioni. In fondo è sempre l’amore il motore delle nostre vite.

Autore: Samanta Di Giorgio

Originaria di un paesino della Basilicata. Ho scoperto il piacere della lettura tardi e, combattuta tra cartaceo e digitale, amo i romanzi rosa da batticuore, i thriller che mozzano il fiato, gli horror che tolgono il sonno, i fantasy e le graphic novel che mi risvegliano la creatività, e i classici, che reputo indispensabili.

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