Disaccordi imperfetti di Jonathan Coe

DDisaccordi imperfetti coe recensioneisaccordi imperfetti è il titolo dell’ultima opera dello scrittore inglese Jonathan Coe. Edito da Feltrinelli, il volume raccoglie tutte le narrazioni brevi scritte da Coe negli ultimi dieci anni. A fungere da introduzione al libro, una nota dello stesso autore che spiega quando e dove i racconti sono apparsi per la prima volta, nonché il particolare rapporto che lo lega a ciascuno di essi.

Ognuno degli otto racconti tratta delle imperfezioni che caratterizzano tutti i rapporti umani, rendendoli al contempo unici e peculiari. Il focus è sempre su una storia d’amore, che sia amore per se stessi, per la famiglia o per una terza persona. Ma questo non è mai raccontato come l’amore delle favole, anzi, ne vengono messi in luce i momenti di stanchezza, i sotterfugi, le paranoie… Tutti gli elementi che caratterizzano le relazioni tra individui nella realtà, insomma.

Vediamo nello specifico le storie contenute in Disaccordi imperfetti.

Nona e Tredicesima

“Io abito all’angolo tra la Nona e la Tredicesima, e ve lo assicuro, non è un bel posto per viverci”. In poco meno di dieci pagine, un protagonista non identificato (di cui sappiamo solo che è un pianista) ci narra in prima persona delle sue fantasie su una donna capitata per caso nel bar in cui lui suona, e riflette sull’interrogativo che tutti si pongono almeno una volta nella vita: come sarebbero andate le cose se quella volta avessi risposto in un’altra maniera?

V.O.: Versione originale

“A un certo punto, smise di essere un’intervista e si trasformò in una conversazione. E dopo un po’, smise di essere una conversazione e si trasformò in un flirt”. Il flirt è quello tra William, giurato ad un festival cinematografico, e Pascale, una giornalista che lo accompagna per tutta la durata del festival. Ma le cose cambiano quando torna prepotentemente nella vita di William un amore passato, a sconvolgere il suo presente e a determinare il suo futuro.

Ai ferri corti

“Pensavo che forse ero morta o non so cosa, ma poi ho sentito il suo respiro accanto a me e mi sono ricordata, e tutto è andato a posto”. Il racconto forse più tenero della raccolta, quello che parla di una coppia di coniugi che stanno insieme malgrado tutto: malgrado il tempo che passa, malgrado la routine che incombe… e malgrado i piccoli “disaccordi imperfetti” che caratterizzano la loro vita matrimoniale.

Leida

Thea è la protagonista, seppur non ne sia la voce narrante, del racconto. Chi ci parla di lei è la libraia che le offre ospitalità, e che la mette in contatto con un giovane che dice di ricordarsi di lei e di un libro che li lega. Ma Thea è fermamente convinta che tutta la nostalgia sia “un desiderio struggente di innocenza”, e non c’è posto per quel desiderio nella sua vita di giovane donna stanca e malata.

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Ivy e le sue sciocchezze

Si tratta del primo dei tre racconti che l’autore conta di incorporare nell’opera Unrest, attualmente in lavorazione. Essa, come racconta lo stesso Coe nella prefazione, sarà incentrata sulla vita di una famiglia inglese nel ventesimo secolo. Come anche i due racconti seguenti, è una narrazione compiuta e conclusa, ma i suoi personaggi potrebbero incontrarsi nuovamente tra le pagine di un unico romanzo.

Nello specifico, Ivy è la zia dei due protagonisti, Gill e il fratello, che è anche colui che narra la storia. I due ragazzi raccontano dell’infanzia nella casa dei nonni, in particolare di un Natale che resterà nei loro ricordi per tanti motivi, per tanto tempo.

Pentatonica

La stessa voce narrante del racconto precedente ci racconta della fine del suo matrimonio, e lo fa attraverso dei continui rimandi alla musica, in particolare alla cosiddetta scala pentatonica, ossia una scala “uguale alla normale scala musicale occidentale ma priva di due delle note – la seconda e la sesta”. Solo cinque note quindi, proprio come il numero perfetto che formano lui, sua sorella Gill e i loro figli immortalati in una foto nella casa al mare dei nonni di qualche tempo fa.

Rotary Park

Canada, dicembre 1969. Una donna che fugge dalla casa in cui vive con il marito e i due figli, nella vigilia di Natale, perché “Non era felice. E il Natale continuava a costituire un problema”. E poi, semplicemente, torna qualche giorno dopo, come se nulla fosse successo. Una storia a lieto fine… O forse no.

Billy Wilder: Diario di un’ossessione

Un saggio che Jonathan Coe scrisse oltre quindici anni fa per la rivista “Cahiers du Cinéma”, e che narra del suo complesso rapporto con il film di Billy Wilder La vita privata di Sherlock Holmes. Molto modestamente, l’autore afferma di averlo inserito nella raccolta perché ha avuto un notevole riscontro presso i suoi lettori; ma è indubbio che si tratti di un altro piccolo capolavoro, come d’altronde tutti i racconti che lo precedono in Disaccordi imperfetti.

Autore: Caterina Geraci

Leggo da sempre, leggo dovunque, leggo perché ritengo che vivere una sola vita sia tremendamente noioso. Soprattutto se quella vita la vivi in un paesino in provincia di Palermo. Per fortuna viaggio tanto, e non solo con la mente. Ah, dimenticavo: sono molto poco brava a descrivermi in poche righe; ma questo si era capito, no?

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