S. La nave di Teseo. L’esperimento letterario di J.J. Abrams

s la nave di teseo recensioneIdeato da J.J. Abrams (famoso come regista e sceneggiatore, autore tra le altre cose della serie tv culto Lost) e scritto da Doug Dorst (scrittore americano un po’ sconosciuto dalle nostre parti, insegnante di scrittura creativa alla Texas State University), S. La nave di Teseo (Rizzoli Lizard, 456 pagine) è una sorta di esperimento letterario. Un tentativo di trasformare un libro in un’esperienza (tattile, visiva, deduttiva), di “creare” un volume che racconti una storia e che, allo stesso tempo, sia la storia stessa.

Confusi? Incuriositi? Se queste poche righe di presentazione vi sono sembrate spiazzanti, aspettate di leggere il resto…

Alla ricerca di Straka

Già solamente sfogliando per la prima volte le pagine dell’opera di Abrams e Dorst si rimane favorevolmente sorpresi e spiazzati. Copertina in tela e in rilievo, impaginazione che ricorda un libro di 60/70 anni fa, e, soprattutto, pagine piene di appunti sui margini e tra le righe, e gonfie di inserti: cartoline, fogli di giornale, lettere, persino un tovagliolo di carta. S. La nave di Teseo è un piccolo gioiello editoriale: il volume in sé è costruito in modo da immergerci nella storia, è parte integrante di quell’esperienza a tutto tondo a cui si è accennato.

Una storia che si svolge su due piani: la prima è quella del romanzo La nave di Teseo, ultima opera del misterioso V. M. Straka. Si raccontano le avventure di un uomo senza memoria – chiamato semplicemente S. – che si ritrova imbarcato su una strana nave, su cui tutti i membri dell’equipaggio hanno le labbra cucite da filo nero.

Ed è su questo romanzo che si innesta la storia di Jen ed Eric, due studenti universitari decisi a scoprire la vera identità di Straka sulla base degli indizi disseminati all’interno de La nave di Teseo. I due comunicano tra loro solamente attraverso le note e gli appunti presi a margine del libro (con la grafia a distinguere le ”battute” dei due protagonisti, e con una scansione cronologica indicata dai diversi colori dell’inchiostro usato), e raccogliendo articoli e prove (i numerosi inserti contenuti tra le pagine del volume) che possano aiutarli a risolvere il mistero .

Originale e interessante, ma…

Spiegare a fondo cosa sia S. La nave di Teseo, come avrete capito, non è facile; e non lo è soprattutto perché si tratta, fondamentalmente, di un’opera prima, a cavallo fra la letteratura, il cinema (per alcune scelte di stile e di linguaggio) e il fumetto.

S. La nave di Teseo è innanzitutto un’esperienza. Il lettore si ritrova tra le mani lo stesso libro attorno a cui ruota la storia di Jen ed Eric; ed è proprio il libro, come oggetto fisico, la parte fondante di questa esperienza (curioso e innovativo che in un periodo in cui si tende sempre più alla ‘smaterializzazione’ digitale del libro, Abrams e Dorst abbiano deciso di mettere l’accento sulla fisicità del volume).
Il punto di forza dell’opera sta proprio nell’originalità del progetto (perché risulta difficile, a questo punto, parlare semplicemente di libro); e sicuramente la presenza di un nome conosciuto come quello di Abrams ha avuto un ruolo importantissimo per la sua riuscita editoriale. C’è da dire che, di per sé, la qualità letteraria dell’opera non è eccelsa. Lo stile, nella sua apparente ricercatezza, è abbastanza ingenuo e senza spessore (sia dal punto di vista stilistico che, soprattutto, contenutistico). Molti scambi di battute fra Jen ed Eric, poi, risultano un po’ stucchevoli. A volte si rischia di perdere il filo della storia (che, ve lo assicuro, è molto ingarbugliata) e di smarrirsi tra le vicende del romanzo in sé e le indagini dei due protagonisti. Parti, queste ultime, che sono di sicuro le meno riuscite dell’opera, risultando noiose e dispersive.

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La mancanza di una narrazione canonica a illustrare le vicende dei due studenti finisce per penalizzare la diegesi di questa “parte” dell’opera. Nonostante ciò, la vicenda raccontata nel libro di Straka mantiene un buon livello di suspense e mistero, immergendo il lettore in un’atmosfera di sicuro impatto, costruita come fosse un’enorme rete di rimandi e di metafore (tutto il libro, in effetti, sembra una grande rielaborazione del paradosso ontologico della nave di Teseo dai cui prende il titolo, la quale pur cambiando ogni volta i pezzi di cui è composta rimane la stessa) e dal sapore ermetico e soprannaturale. Almeno fino alle battute finali del libro in cui, inspiegabilmente, la storia (le storie) sfuma in un anticlimax deludente che lascia senza risposta moltissime delle domande che avevano incuriosito il lettore.

S. La nave di Teseo non è un’opera perfetta; eppure stupisce, intrattiene e incuriosisce. Se riuscite a passare sul prezzo (oggettivamente alto per un libro di narrativa, siamo intorno ai 30 euro) e se avete un debole per i misteri (irrisolti) e le trame complicate, vi consiglio di farci un pensierino. Se non altro perché, attualmente, quello di Abrams e Dorst è un libro unico e incredibilmente originale.

Autore: Stefano Pipi

Classe 1988, una laurea in Filosofia e una lista interminabile di libri da leggere. Entrato nel team di RecensioniLibri.org un po’ per gioco, un po’ per passione, adesso mi scervello ogni mese per decidere di quale libro parlare e per cercare di rispettare le scadenze. Da grande, forse, cercherò di fare lo scrittore.

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